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Cina: accordo con Iran "dà
speranza" per Pyongyang

Cina: accordo con Iran  dà<br />speranza  per Pyongyang


Pechino, 15 lug. - L'accordo raggiunto ieri tra l'Iran e i 5+1 sul programma nucleare iraniano manda "un messaggio di speranza" e mostra che "il dialogo e non le sanzioni" sono il corretto approccio da utilizzare nella diplomazia, anche nel caso della Corea del Nord, in futuro. Lo scrive oggi il Quotidiano del Popolo, il più importante giornale della Cina, organo di stampa del Partito Comunista Cinese, a commento del raggiungimento dell'accordo di ieri, a Vienna, tra l'Iran e i cinque Paesi membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania.

"I fatti dimostrano che il dialogo e la negoziazione sono l'unico sentiero corretto ed efficace per risolvere la questione del nucleare iraniano in maniera appropriata e che certi Paesi che minacciano di usare la forza con l'Iran e di imporre sanzioni unilaterali non sono accettabili". Nell'editoriale a firma "Zhong Sheng" (traducibile letteralmente come "voce della Cina") il Quotidiano del Popolo descrive il ruolo cinese nelle lunghe trattative come "cruciale" per la ricerca di una soluzione politica tra le parti coinvolte e ribadisce il ruolo di Pechino, contraria a sanzioni unilaterali nei confronti della Repubblica Islamica. L'accordo sul nucleare iraniano, continua il giornale cinese, "può funzionare da riferimento per la gestione di altre questioni regionali, inclusa la questione nucleare nella penisola coreana", interrottasi nel 2009, con la fine dei colloqui a sei, tra Corea del Nord, Corea del Sud, Stati Uniti, Russia, Giappone e Cina. Già nella giornata di ieri, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, aveva salutato l'accordo di Vienna come "un giorno storico" per la non proliferazione nucleare e una dimostrazione che "si possono risolvere questioni urgenti attraverso il dialogo e i negoziati".

La fine del negoziato durato venti mesi tra i Paesi coinvolti, che limiterà l'espansione del programma nucleare di Teheran in cambio di un graduale ritiro delle sanzioni, porterà una svolta anche nei rapporti bilaterali tra Pechino e Teheran, scrive, invece, il quotidiano China Daily, in un altro articolo di commento, e avrà come effetto quello di "rivitalizzare l'economia iraniana". Teheran e Pechino sono già oggi ottimi partner commerciali - con scambi per oltre cinquanta miliardi di dollari lo scorso anno - e nel settore dell'energia: Pechino è il primo cliente del petrolio iraniano e Teheran guarda alla Cina come a un mercato di sbocco estremamente importante, dove già oggi esporta circa 440mila barili al giorno di greggio. Prima di tutto,  però, il raggiungimento dello "storico" accordo rappresenta una "vittoria della diplomazia", per il China Daily, che in un altro pezzo di commento spiega che "non si sarebbe mai potuti arrivare all'accordo di Vienna se l'Iran e i Paesi occidentali non fossero scesi a compromessi sulle questioni sensibili e non ci sarebbe mai stato un accordo se entrambe la parti si fossero rifiutate di venire incontro alle preoccupazioni della controparte e avessero badato esclusivamente ai propri interessi".

15 luglio 2015

 

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