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Politica internazionale

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BOEING, PROTESTA PARENTI VITTIME "ASSASSINI"
Xi: ministro Esteri cinese volerà a Kuala Lumpur

BOEING, PROTESTA PARENTI VITTIME  ASSASSINI <br />Xi: ministro Esteri cinese volerà a Kuala Lumpur


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 25 mar. - Il presidente cinese Xi Jinping - che in questi giorni si trova a L'Aia, nei Paesi Bassi, per prendere parte al summit del G7 sulla Sicurezza Nucleare - ha deciso di mandare un inviato in Malaysia. Zhang Yesui, vice ministro degli Esteri di Pechino, volerà nei prossimi giorni a Kuala Lumpur, scrive oggi il quotidiano ufficiale China Daily, e avrà il compito di "acquisire le informazioni pertinenti" alla scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines nella notte tra il 7 e l'8 marzo scorso, con 239 persone a bordo, 153 delle quali di nazionalità cinese. Zhang dovrà anche "esercitare pressioni sulla Malaysia per gestire al meglio la situazione" secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale, oggi. La decisione di Xi Jinping arriva a breve distanza da quella malese di inviare una nuova delegazione di alto livello per spiegare alle famiglie e alle autorità cinesi le modalità seguite nelle ricerche nei primi 18 giorni di indagine.

 

Da Pechino, il primo ministro cinese, Li Keqiang, ha poi reso noto che la Cina chiederà "informazioni più approfondite e accurate" sulla sorte del Boeing 777 della Malaysia Airlines alle autorità malesi. Nei giorni scorsi, la stampa cinese aveva dedicato diversi articoli agli inquirenti di Kuala Lumpur, nei quali le autorità del Paese, tra cui il primo ministro, Najib Razak, venivano definite "incompetenti" per la gestione delle ricerche dell'aereo disperso. Ancora oggi, in conferenza stampa, il Ministero degli Esteri aveva chiesto alle organizzazioni internazionali, e agli altri 25 Paesi che stanno partecipando alle ricerche, di fornire informazioni che possano aiutare le ricerche del volo disperso.

 

La polemica tra Cina e Malaysia è continuata oggi, con l'ambasciatore cinese a Kuala Lumpur, Huang Huikang, che ha definito le autorità malesi "irresponsabili" per le dichiarazioni di ieri del primo ministro Najib Razak in conferenza stampa. Najib aveva dichiarato ieri che in base ai nuovi riscontri delle indagini, l'aereo della Malaysia Airlines era finito nell'Oceano Indiano meridionale "oltre ogni ragionevole dubbio" e che non c'erano sopravvissuti. Le dichiarazioni del primo ministro malese, miste alla disperazione per avere saputo tramite un secco sms dalla Malaysia Airlines che i loro parenti erano scomparsi, ha provocato la rabbia delle famiglie dei passeggeri del volo MH370 che questa mattina davanti all'ambasciata malese hanno protestato contro le autorità di Kuala Lumpur definite "assassini" in un comunicato reso noto dal quotidiano in lingua inglese China Daily.

 

Intanto, nell'area dove si stanno concentrando le ricerche, è giunta la nave rompighiaccio cinese Xuelong, partita venerdì scorso dal porto di Fremantle, nell'Australia occidentale. Le ricerche, oggi, sono state interrotte per cattive condizioni meteorologiche, e l'Australian Maritime Safety Authority ha reso noto che riprenderanno domani. Al momento non sono ancora stati recuperati resti riconducibili al volo MH370 della Malaysia Airlines, avvistati nei giorni scorsi dai satelliti dei 26 Paesi che partecipano alle operazioni di ricerca e recupero dell'aereo. Il ministero degli esteri di Pechino ha poi fatto sapere oggi di avere inviato al Lido Hotel, dove da giorni si trovano le famiglie dei passeggeri cinesi a bordo del Boeing 777, personale per il supporto psicologico e l'aiuto legale ai familiari ancora sotto shock dopo le notizie ricevute ieri.


Governo malese invia delegazione a Pechino

 

Il governo malese ha deciso di inviare una delegazione di alto livello a Pechino, che partirà nelle prossime ore. Si tratta della seconda volta in pochi giorni, dopo la prima visita del 22 marzo scorso, e segue di poche ore le manifestazioni di questa mattina all'ambasciata malese di Pechino in cui circa 200 membri delle famiglie dei cinesi a bordo del volo MH370 della Malaysia Airlines hanno espresso la loro rabbia contro la delegazione diplomatica malese a Pechino. Secondo quanto dichiarato dal presidente della compagnia di bandiera malese,  Ahmad Jauhari Yahya, "il fatto che non ci fossero abbastanza dettagli" sull'esito della vicenda del jet scomparso nella conferenza stampa di ieri del primo ministro Najib Razak, ha provocato la rabbia delle famiglie che ritengono che le autorità stiano "nascondendo le informazioni". Najib ha confermato che il suo Paese farà tutto ciò che è necessario per ritrovare i resti dell'aereo.

 

Il ministro dei Trasporti della Malaysia, Hishammuddin Hussein ha confermato che lo scopo della missione è quello di rendere comprensibile per le famiglie dei passeggeri del volo MH370 le modalità con cui gli inquirenti hanno lavorato nei 18 giorni di ricerche, per dissipare i dubbi sulla bontà delle informazioni rilasciate dal Kuala Lumpur. "Faremo sapere loro come abbiamo ristretto l'aerea di ricerca al corridoio meridionale" ha dichiarato HIshammuddin. Anche la compagnia aerea della Malaysia ha voluto spegnere le polemiche per l'sms mandato ieri alle famiglie in cui annunciava che i Boeing era affondato e non c'erano sopravvissuti. "La nostra unica motivazione era di assicurare che in un lasso di tempo incredibilmente breve, le famiglie venissero a conoscenza della notizia prima del resto del mondo" ha dichiarato ancora il presidente della Malaysia Airlines. La Malaysia ha annunciato oggi di avere sospeso le ricerche nel corridoio settentrionale, quello che va dal Laos al Kazakistan, che in un primo momento sembrava indicare la rotta del Boeing 777 della Malaysia Airlines, scomparso dai radar tra le 0.11 e le 1.15 dell'8 marzo scorso, secondo gli ultimi riscontri radar.

 

Hishammuddin ha poi parlato di nuovi riscontri dei satelliti Inmarsat in dotazione alla Malaysia per le indagini che hanno escluso la possibilità della pista settentrionale e hanno portato alla conclusione che l'aereo abbia finito la sua corsa a sud-ovest di Perth, nell'Oceano Indiano meridionale. Le ricerche dell'aereo scomparso sono state interrotte per oggi, a causa delle condizioni climatiche non favorevoli nell'area, ha poi spiegato la Australian Maritime Safety Authority, che in un comunicato ne annuncia la ripresa per domani. Lo stesso primo ministro australiano, Tony Abbott, ha confermato che le ricerche si stanno concentrando ancora sul recupero degli oggetti localizzati in mare dai satelliti nelle scorse ore.

 

Nella giornata di oggi, a Pechino circa 200 persone tra i membri delle famiglie dei passeggeri aveva manifestato di fronte ai cancelli dell'ambasciata della Malaysia. Imponente lo schieramento delle forze dell'ordine, con centinaia di agenti e membri della squadre speciali, le Swat. La manifestazione è andata avanti per alcune ore, con momenti di grande tensione  e slogan come "il govenro malese è un assassino" e "rivogliamo indietro i nostri cari". Alle tre del pomeriggio, l'area era già stata quasi interamente sgombrata dalle forze dell'ordine, secondo un sopralluogo operato da Agi China 24. In un messaggio diretto alle autorità di Kuala Lumpur e pubblicato sul quotidiano ufficiale China Daily, le famiglie hanno poi definito "assassino" il governo e l'esercito malese, e la Malaysia Airlines, colpevoli secondo i familiari dei passeggeri scomparsi, di avere perso tempo con piste inconcludenti nelle operazioni di ricerca del jet.

 

MORTI I PASSEGGERI DEL BOEING

PROTESTA PARENTI VITTIME "ASSASSINI"

 

Pechino, 25 mar. - L'aereo della Malaysian Airlines scomparso l'8 marzo e' precipitato nell'Oceano Indiano meridionale e "non ci sono superstiti". La doccia fredda per i familiari delle 239 persone a bordo, tra passeggeri e membri dell'equipaggio, e' arrivata dal premier della Malaysia, Najib Razak, che, nel corso di una conferenza stampa a Kuala Lumpur, ha messo fine a oltre due settimane di giallo sulla sorte dell'aereo, senza spiegare perche' il Boeing 777 dalla rotta Kuala Lumpur-Pechino sia finito al largo dell'Australia.
 

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Un sms della compagnia aerea aveva anticipato la notizia ai parenti delle vittime: "Con profondo dolore dobbiamo ritenere, oltre ogni ragionevole dubbio, che il volo MH370 sia stato perduto e che non vi siano superstiti. Dobbiamo accettare tutte le prove, le quali suggeriscono che l'aereo sia precipitato nell'Oceano Indiano meridionale", ha scritto la Malaysian Airlines nel messaggio, spedito in lingua inglese e in cinese. Nell'hotel di Pechino in cui sono ospitati, i familiari dei passeggeri cinesi, sono scoppiati a piangere e a urlare, alcuni sono svenuti e sono stati portati fuori in barella.

 

Le famiglie dei passeggeri del volo della Malaysia Airlines, accusano il governo e le linee aeree malesi di essere "assassini". Da Kuala Lumpur, lunedi', il primo ministro della Malaysia, Najib Razak ha affermato in conferenza stampa che il Boeing 777 della Malaysia Airlines e' finito nell'Oceano Indiano meridionale "al di la' di ogni ragionevole dubbio", e che non ci sono sopravvissuti. Adesso, affidata alle pagine del quotidiano ufficiale Daily Chila, arriva la rabbia dei familiari per il tempo perso e le ricerche infruttuose."Sin da quando il governo della Malaysia ha annunciato la perdita di contatto con l'aereo l'8 marzo, la Malaysia Airlines, il governo della Malaysia e l'esercito hanno fatto di tutto per perdere tempo e tenere nascosta la verita' per 18 giorni, cercando di ingannare le famiglie dei passeggeri e il mondo" scrivono i familiari delle vittime in un messaggio diretto alle autorita' di Kuala Lumpur. Il governo malese e' accusato anche di avere perso tempo nelle operazioni di ricerca, seguendo piste inconsistenti. "Se i nostri cari hanno perso le loro vite, allora la Malaysia Airlines, il governo della Malaysia e l'esercito sono i veri assassini. Metteremo in atto la piu' forte protesta e condanna e li chiameremo a rendere conto della loro colpa con ogni mezzo possibile".

 

Sono state nuove immagini satellitari a indicare con certezza che il Boeing fu avvistato per l'ultima volta mentre volava "nella parte centrale dell'oceano, a ovest di Perth". Si tratta di un'area perlustrata da navi e aerei che partecipano alle operazioni di ricerca, dopo che sono stati avvistati oggetti galleggianti che potrebbero essere frammenti del relitto, finito ormai in fondo all'oceano. "E' un'ubicazione remota, lontana da qualunque possibile sito di atterraggio", ha precisato Razak, senza fornire spiegazioni su cosa potrebbe essere accaduto sull'aereo. Alla conclusione si e' giunti grazie alla collaborazione dell'agenzia del ministero dei Trasporti di Londra competente a indagare sui disastri nell'aviazione civile, e della 'Innmarsat', compagnia britannica operante nel settore delle telecomunicazioni satellitari, che hanno fornito nuovi dati e analisi.

 

Nella zona la Marina Militare americana ha inviato il proprio 'black box detector', un'apparecchiatura in grado di captare i segnali trasmessi dalle scatole nere di un aereo. L'apparato opera di norma agganciato a un rimorchiatore, che lo traina a velocita' ridotta al di sopra del punto in cui si presume sia finito il velivolo: "Se troveremo rottami saremo in grado di agire il piu' presto possibile, dal momento che le batterie del segnalatore di una scatola nera hanno una durata limitata", ha commentato Chris Budde, responsabile operativo della VII Flotta Usa. L'unica altra novita' riguarda il co-pilota, Fariq Abdul Hamid: e' stato accertato dalla compagnia malese che il volo fatale sanciva il suo esordio ai comandi senza la supervisione di un assistente, dopo aver completato il prescritto ciclo di cinque voli 'assistiti'.

 

MANIFESTAZIONI ALL'AMBASCIATA MALAYSIA

PRESIDIATA DA FORZE DELL'ORDINE

 

Decine di parenti infuriati dei passeggeri del Boeing 777 delle Malaysia Airlines, si sono scontrati con la polizia all'esterno dell'ambasciata malese a Pechino. I manifestanti - che vogliono che la compagnia aerea e il governo di Kuala Lumpur spieghino cosa è successo - hanno lanciato bottiglie d'acqua contro la polizia che aveva formato un muro umano dinanzi al cancello dell'ambasciata. Una donna svenuta è stata portata via in barella.

 

Il quartiere dove ha sede l'ambasciata della Malaysia a Pechino era questa mattina presidiato da centinaia di agenti delle forze dell'ordine. Tra loro, anche gli agenti delle squadre speciali, gli Swat (Special Weapons and Tactics Units). Molti i mezzi della polizia, lungo la Liangmaqiao, via di ampio scorrimento della capitale cinese, nei cui pressi si trova la sede diplomatica della Malaysia. Gli agenti delle squadre speciali sono stati portati con diversi pullman per presidiare la zona. AgiChina e altri media internazionali non sono riusciti a penetrare il cordone di forze dell'ordine. Secondo diverse voci comparse sul social network Twitter, all'interno della sede diplomatica, funzionari dell'ambasciata malese che stavano riprendendo i manifestanti, sarebbero stati oggetto di lanci di bottiglie da parte dei dimostranti, membri della famiglie dei passeggeri del volo MH370, scomparso nell'Oceano Indiano meridionale, secondo le parole di ieri del primo ministro della Malaysia, Najib Razak, in conferenza stampa da Kuala Lumpur. Ripetute telefonate alla sede diplomatica della Malaysia a Pechino non hanno finora ricevuto risposta.

 

Premier Malaysia:"Boeing caduto nell'Oceano indiano"

 

Pechino, 24 mar . - Il Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso dai radar nell notte tra il 7 e l'8 marzo scorso, è finito nell'Oceano Indiano meridionale. Lo ha confermato oggi in conferenza stampa il primo ministro della Malaysia, Najib Razak. "Non è sopravvissuto nessuno". La compagnia di bandiera della Malaysia ha confermato la scomparsa del volo MH370 in un comunicato mandato alle famiglie dei 239 passeggeri a bordo dell'aereo. "Siamo profondamente rammaricati - scrive la Malaysia Airlines - Dobbiamo presumere oltre ogni ragionevole dubbio che il volo MH370 si è perso e che nessuno di coloro che erano a bordo è sopravvissuto. Dobbiamo accettare il fatto che tutte le prove suggeriscono che il volo sia finito nell'Oceano Indiano meridionale".

La notizia è stata annunciata ai parenti delle vittime sia a Kuala Lumpur che a Pechino. Najib in conferenza stampa ha ammesso che le indagini svolte finora attraverso i satelliti della UK Air Accidents Investigation Branch (AAIB) "sono state in grado di fare maggiore luce sul percorso del volo 370. In base alle nuove analisi - ha continuato il primo ministro malese - Inmarsat e UK AAIB hanno concluso che lo MH370 ha volato lungo il corridoio meridionale e che l'ultima localizzazione sia nel cuore dell'Oceano Indiano, a ovest di Perth".

L'annuncio di Najib Razak e il comunicato alle famiglie da parte della Malaysia Airlines arriva al termine del diciassettesimo giorno di ricerche scandito da altri avvistamenti, a cominciare da quelli delle squadre di soccorso cinesi, anche se successivamente non confermati dalle autorità di Pechino. Nel pomeriggio, è stato di nuovo il turno dell'Australia avvistare di altri possibili relitti, uno di forma circolare e uno di forma rettangolare, del volo MH370. La pista meridionale delle ricerche si era aperta proprio su segnalazione delle autorità australiane, giovedì scorso. Fu proprio il primo ministro di Canberra, Tony Abbott, a parlare di "pista credibile" per i ritrovamenti nell'Oceano Indiano, a circa 2500 chilometri a sud-ovest dalle coste di Perth.

Le ricerche continueranno anche domani, quando è previsto l'arrivo nell'area delle navi cinesi. Nonostante le dichiarazioni di oggi, il ministro dei trasporti della Malaysia, Hishammuddin Hussein, aveva assicurato nei giorni scorsi che le ricerche sarebbero continuate anche dopo il trentesimo giorno dalla scomparsa dell'aereo, dopo il quale le batterie della scatola nera all'interno dell'aereo smetteranno di funzionare. "Ciò nonostante - ha concluso Najib - noi speriamo di potere recuperare questi oggetti presto e che possano avvicinarci un po' di più alla risoluzione di questo tragico mistero".

 

24 marzo 2014

 


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