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Bloomberg: dopo l'autocensura
sospeso il giornalista

Bloomberg: dopo l autocensura <br />sospeso il giornalista


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella

 

Pechino, 18 nov.- Michael Forsythe è stato sospeso la scorsa settimana dalla Bloomberg. Il giornalista, vincitore di riconoscimenti per le sue indagini, è tra i due autori dell'inchiesta sui rapporti personali tra l'uomo più ricco di Cina, Wang Jianlin, e alcune delle famiglie dei leader più potenti di Cina. Articolo che alla fine di ottobre alla sede di Hong Kong di Bloomberg avrebbero deciso di non far uscire per evitare problemi e scontri con il governo cinese. Il caso è scoppiato alcuni giorni fa quando alcuni dipendenti Bloomberg in forma anonima hanno reso nota la vicenda, ripresa dai media internazionali, sostenendo che la decisione di autocensurare l'agenzia è stata presa dal capo redattore Matthew Winkler. "Se avessimo fatto uscire il pezzo, saremmo stati cacciati dalla Cina" avrebbe detto l'uomo ai giornalisti secondo una delle fonti intervistate dal NYT. La versione ufficiale di Winkler   è che l'articolo non è stato pubblicato perché non pronto.


L'uomo al centro dell'inchiesta è il fondatore del gruppo di real estate Wanda di Dalian, conglomerato attivo anche nel settore alberghiero e della grande distribuzione. Wang è da aprile proprietario della catena di sale cinematografiche americana AMC Entertainment e ha recentemente concluso un affare da miliardi di dollari acquistando un'azienda britannica costruttrice di yacht di lusso. Un patrimonio che si attesta a 10 miliardi di euro e che regala all'imprenditore il titolo di uomo più ricco di Cina secondo la rivista Forbes.


Secondo quanto riferito dal New York Times che cita la testimonianza di alcuni impiegati anonimi, mercoledì scorso Forsythe, che lavora alla Bloomberg dal 2000, è stato convocato dall'ufficio Risorse umane e non ha più fatto ritorno in redazione. Giorni prima, subito dopo lo scoppio della bufera mediatica,  i giornalisti e gli editori che avevano lavorato al pezzo sono stati convocati in una serie di meeting di persona o attraverso conference call con New York.

 

Sempre secondo il New York Times, Bloomberg avrebbe addirittura un "codice 204" con il quale gli editori segnalerebbero le notizie di politica e questioni sociali potenzialmente sgradite  al governo cinese. Il sistema sarebbe in vigore da almeno due anni – sostengono ancora le fonti intervistate dal quotidiano – e utilizato regolarmente.


La Bloomberg si era ritrovata nell'occhio del ciclone nel giugno del 2012 per un'altra inchiesta, firmata Amanda Bennett, sugli affari della famiglia dell'allora vice presidente cinese Xi Jinping in importanti settori della vita economica cinese. Un articolo che era costato la censura all'agenzia americana, oscurata per un periodo e tutt'ora  consultabile on line solo grazie all'ausilio di un sistema VPN (virtual private network).


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