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Politica internazionale

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Biden, "Ferma posizione
USA su zona di difesa"

Biden,  Ferma posizione <br />USA su zona di difesa


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 5 dic. - Gli Stati Uniti sono "profondamente preoccupati" per la gestione della tensione creatasi sul nuova spazio di identificazione aerea cinese. Sono queste le parole del vice presidnete degli Stati Uniti, Joe Biden, per definire la posizione americana rispetto alla creazione, il mese scorso, del nuovo spazio di identificazione aerea cinese. "Sono stato molto diretto - ha continuato Biden - con il presidente cinese sulla nostra posizione e sulle nostre aspettative". Biden aveva ribadito ieri che gli Stati Uniti si atterrano all'accordo che li lega al Giappone per la disputa sulle isole contese del Mare Cinese Orientale, ma ha anche detto che Washington è riluttante nei confronti di un possibile conflitto armato tra Cina e Giappone se la tensione dovesse arrivare a un punto di non ritorno. La risposta alle preoccupazioni di Biden arriva dal Ministero degli Esteri di Pechino che chiede agli Stati Uniti di "rispettare" l'ADIZ e di mantenere "un atteggiamento equo e giusto" sul nuovo spazio aereo. Quella cinese è la seconda tappa del viaggio di Biden in Asia, che oggi ripartirà alla volta di Seul. Nei primi giorni di questa settimana, il vice presidente americano era a Tokyo, dove ha incontrato il primo ministro Shinzo Abe, rassicurandolo sull'impegno statunitense al mantenimento dello status quo nel Mare Cinese Orientale.

La creazione dell'ADIZ aveva provocato la reazione indignata di Giappone e Corea del Sud, nei giorni scorsi. Washington aveva dichiarato che non si sarebbe attenuta alle procedure di identificazione richieste dal governo cinese, e a distanza di poche ore aveva mandato sui cieli del Mare Cinese Orientale due B-52 per un'esercitazione senza rispettare le direttive cinesi. Nei giorni successivi la tensione era aumentata, dopo che anche aerei giapponesi, sud-coreani e taiwanesi avevano violato le disposizioni di Pechino sull'ADIZ. Venerdì scorso, Washington aveva fatto un parziale passo indietro dichiarando che gli aerei di linea statunitensi avrebbero dovuto attenersi alle nuove regole nel sorvolo del nuovo spazio aereo cinese, ma ha precisato che non si trattava di una resa alle condizioni cinesi.

"La Cina ha crescenti responsabilità per contribuire in maniera positiva alla pace e alla sicurezza" ha detto il vice di Obama in un colloquio con il primo ministro cinese, Li Keqiang. Ieri Biden si era incontrato anche con il presidente cinese, Xi Jinping, che nelle quattro ore di colloquio ha ribadito con il vice presidente americano l'importanza per Pechino e Washington del rispetto reciproco per le questioni che sono di primario interesse e fonte di preoccupazione per la controparte e ha sottolineato l'importanza di aumentare il dialogo e la cooperazione come "unica scelta corretta" per entrambi. Nè Biden, Nè Xi Jinping hanno fatto menzione dell'ADIZ durante l'incontro con la stampa. Un primo parziale risultato del viaggio di Biden, oltre a un generale abbassamento dei toni della disputa sull'ADIZ, è arrivato sempre ieri, con l'offerta da parte cinese di colloqui con il Giappone sulla sicurezza dei voli di linea che attraversano il nuovo spazio aereo cinese.

Non c'è, però, solo il nuovo spazio aereo nei colloqui tra Cina e Stati Uniti di questi giorni. Il vice presidente degli Stati Uniti ha fatto cenno anche alla libertà di stampa, e ha parlato di "profondo disaccordo" con Pechino per il trattamento dei giornalisti statunitensi che lavorano in Cina. "L'innovazione prospera dove la gente può parlare liberamente e può sfidare l'ortodossia e dove i giornali possono riportare la verità senza paura delle conseguenze". Le parole di Biden riecheggiano quelle già pronunciate ieri, al suo arrivo nella capitale cinese, quando aveva incontrato alcuni cittadini cinesi in fila di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti, in attesa di richiedere il visto. Biden aveva detto loro di avere il coraggio di "sfidare lo status quo" per raggiungere risultati importanti. E aveva sottolineato come l'apporto di nuove culture e di nuove idee fosse alla base dello "spirito americano".

La critica di Biden al trattamento della stampa americana in Cina arriva a poche settimane da due casi che a hanno fatto molto discutere: il primo riguarda il rifiuto di un visto, dopo mesi di attesa, a un giornalista di Thomson Reuters, Paul Mooney, che segue i diritti umani in Cina e che avrebbe dovuto iniziare a lavorare per l'agenzia a Pechino; il secondo è invece quello della decisione dell'agenzia Bloomberg di auto-censurarsi per alcuni articoli che  avrebbero provato i legami tra alcuni degli uomini più ricchi di Cina e la classe dirigente del Paese. Le frasi di Biden vengono respinte da Pechino. "Negli ultimi anni - ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Hong Lei - abbiamo provveduto a creare una ambiente molto confortevole ai giornalisti stranieri in Cina e risultati sono sotto gli occhi di tutti". I siti web di Bloomberg e New York Times sono stati oscurati lo scorso anno dalla censura, dopo la pubblicazione di articoli sulle fortune nascoste accumulate nel corso degli anni dalle famiglie di Xi Jinping - all'epoca ancora vice presidente cinese - e dell'allora premier Wen Jiabao, articolo quest'ultimo comparso sulle pagine del quotidiano americano a pochi giorni dal Diciottesimo Congresso del PCC.

 

BIDEN IN CINA CHIEDE RAPPORTO DI FIDUCIA


Pechino, 4 dic. - Gli Stati Uniti si atterrano all'accordo che li lega al Giappone per la disputa sulle isole contese del Mare Cinese Orientale, ma mantengono un atteggiamento riluttante verso la possibilità di un conflitto armato tra Cina e Giappone. Per evitare una crisi nel Mare Cinese Orientale è quindi necessario rinsaldare il rapporto di fiducia tra i due Paesi. E' questa la posizione statunitense espressa dal vice presidente Joe Biden in visita a Pechino in queste ore, per cercare di ricomporre la crisi apertasi sulla nuova zona di identificazione aerea istituita il 23 novembre scorso dall'aeronautica cinese sul Mare Cinese Orientale.

 

Biden era arrivato oggi a Pechino, seconda tappa del suo viaggio asiatico, dopo il Giappone. Domani ripartirà per la Corea del Sud, prima del rientro a Washington. Il numero due della Casa Bianca, al termine dei colloqui con i leader cinesi, ha parlato della necessità di costruire un rapporto di fiducia tra Washington e Pechino. A colloquio con il presidente cinese Xi Jinping, Biden ha definito Xi come una persona "schietta" e "costruttiva", due qualità di cui sia la Cina che gli Stati Uniti hanno "profondamente bisogno". Se nella sostanza non cambia la posizione statunitense sulle Senkaku/Diaoyu, le isole ci cui Cina e Giappone si contendono la sovranità, la visita di Biden a Pechino ha contribuito ad abbassare i toni delle polemiche degli scorsi giorni, dopo che Washingotn aveva fatto sapere che non avrebbe inteso rispettare le nuove direttive cinesi sul nuovo spazio aereo di Difesa cinese (ADIZ). La posizione era poi parzialmente mutata venerdì scorso, quando il Dipartimento di Difesa aveva dichiarato che i voli di linea avrebbero dovuto attenersi alle procedure di identificazione istituite da Pechino nel sorvolo dell'ADIZ, che comprende anche lo spazio aereo delle isole contese e si interseca con altri spazi di identificazione aerea istituiti in passato da Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Xi Jinping ha poi sottolineato la volontà cinese di seguire la strada tracciata assieme al presidente statunitense Barack Obama di costruire un nuovo modello di relazione tra i due Paesi, come stabilito durante il primo incontro tra i due, nel giugno scorso, a Rancho Mirage, in California, in occasione del primo viaggio negli Stati Uniti di Xi Jinping da presidente cinese. "Promuovere il dialogo e la cooperazione è l'unica scelta corretta per noi" ha dichiarato Xi Jinping al termine del colloquio con Biden. In mattinata, Biden si era incontrato con la sua controparte cinese, il vice presidente Li Yuanchao, alla Grande Sala del Popolo, in piazza Tian'anmen, con cui aveva manifestato l'apprezzamento dell'amministrazione Usa per la volontà cinese di affrontare in maniera aperta la questione della nuova ADIZ.

Più critico, invece, l'atteggiamento della stampa locale sulle intenzioni di Biden. Il quotidiano China Daily in un editoriale, aveva avvertito il vice presidente cinese di non "ripetere le osservazioni erronee e unilaterali" dei giorni scorsi, provenienti in gran parte dal Giappone. Per fare concreti passi in avanti sulla questione, scriveva il quotidiano occorre abbandonare la linea di Tokyo che il China Daily definisce di "rischio calcolato" e contenere l'atteggiamento "belligerante" del primo ministro Shinzo Abe. Nella serata di ieri, il Ministero della Difesa cinese aveva poi emesso un nuovo comunicato sull'ADIZ, ribadendo che l'unico scopo del nuovo spazio aereo è quello di "proteggere la sovranità territoriale e la sicurezza aerea" cinesi, e che non si tratta di una no-fly zone. Nessun diritto altrui veniva calpestato, secondo il Ministero della Difesa cinese, che spiegava che per le zone aeree di Difesa "non esistono regole codificate a livello internazionale".

 

VICEPRESIDENTE USA BIDEN A PECHINO,
ALLARGARE COOPERAZIONE

 

Il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è arrivato oggi a Pechino, seconda tappa del suo viaggio asiatico, per ricomporre la crisi tra Cina e Giappone sul nuovo spazio di identificazione aerea, l'ADIZ, creato da Pechino sopra il Mare Cinese Orientale. Biden ha incontrato la sua controparte cinese, il vice presidente Li Yuanchao, alla grande sala del Popolo, e si è detto favorevolmente sorpreso della volontà chiese di affrontare il tema del nuovo spazio aereo in modo aperto. Dopo le prime reazioni dure da parte di Giappone e Stati Uniti sull'ADIZ, con anche incursioni aeree di Washington, Seul e Tokyo la scorsa settimana, gli Stati uniti hanno recentemente modificato la linea dura dei primi giorni, dichiarando alle proprie compagnie aeree di rispettare le procedure di identificazione volute da Pechino, pur precisando che non si trattava di un avvicinamento alle richieste cinesi. Washington ha più volte dichiarato di non apprezzare quello che definisce come un'alterazione dello status quo nella regione dopo l'annuncio della nuova ADIZ cinese.

Poche ore prima del suo arrivo in Cina, nella serata di ieri, è arrivata un'altra comunicazione ufficiale cinese riguardo alla diatriba con gli altri Paesi della regione. Il ministero della Difesa cinese aveva diffuso un nuovo comunicato a difesa del nuovo spazio aereo, che serve a "proteggere la sovranità territoriale e la sicurezza aerea" cinesi e chiedeva di non confondere l'ADIZ con una no-fly zone o con una violazione dei diritti di altri Paesi, affermazioni che reputava, entrambe, false. Pechino ha poi replicato alle accuse americane di avere alterato lo status quo regionale, spiegando che non ci sono "regole codificate a livello internazionale". Nessun passo indietro, quindi, dalla posizione ufficiale dei primi giorni dall'inizio della tensione.

A Tokyo Biden aveva promesso alle autorità di riferire ai leader cinesi le preoccupazioni del Giappone riguardanti la nuova zona aerea  cinese, ma ha anche spinto per la creazione di canale di comunicazione tra i due Paesi, sul nuovo spazio aereo. Il Giappone ha sempre mantenuto una linea dura rispetto all'ADIZ dal 23 novembre scorso, quando Pechino ne aveva annunciato l'istituzione. Il nuovo spazio aereo comprende, oltre a porzioni di spazi aerei coreani, giapponesi e taiwanesi, anche le isole contese con Tokyo: le Senkaku secondo il nome giapponese, Diaoyu, per Pechino che le rivendica come parte del proprio territorio nazionale. Il viaggio asiatico di Biden si concluderà con la tappa in Corea del Sud: con la missione nei tre Paesi, gli Stati Uniti vogliono riaffermare il loro ruolo in Asia, la strategia del pivot cara al presidente Obama, come lo stesso Biden ha fatto ieri in un'intervista esclusiva al quotidiano Asahi Shimbun.

All'arrivo in Cina, Biden è stato accolto dalle prime critiche comparse sulla stampa cinese. Questa volta è il quotidiano China Daily, storico giornale in lingua inglese, che avverte il numero due della Casa Bianca di non "ripetere le osservazioni erronee e unilaterali" già sentite nei giorni scorsi sull'ADIZ se gli Stati Uniti vogliono davvero sciogliere la tensione. La scorsa settimana, Gli stati Uniti avevano mandato due aerei militari B-52 sul nuovo spazio aereo cinese senza rispettare le direttive di Pechino per un'esercitazione, prevista da tempo, secondo quanto riferiva Washington. Se il vice presidente Usa  vuole davvero fare passi in avanti in questo senso, continua il quotidiano, deve contrastare linea del "rischio calcolato" intrapresa dall'amministrazione giapponese e contenere la "belligeranza" del primo ministro d Tokyo, Shinzo Abe, secondo il quotidiano cinese.

Prima di incontrare i leader cinesi Biden ha fatto visita all'ambasciata statunitense in Cina, e si è fermato a parlare con alcuni cittadini cinesi in fila per chiedere il visto di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti a Pechino. Il vice presidente ha spronato i cinesi in attesa a "sfidare lo status quo" per raggiungere risultati importanti, e ha sottolineato come l'apporto di cittadini provenienti da altri Paesi negli Stati Uniti ha "rinvigorito lo spirito americano" con nuove idee e nuove culture.

 

04 dicembre 2013 


 

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