Politica internazionale

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Acquisto riso, Cina annulla
affare con Thailandia

Acquisto riso, Cina annulla <br />affare con Thailandia


di Giovanna Tescione

Twitter@GiTescione


Roma, 4 feb. – Dietrofront per la Cina che ha cancellato un contratto con la Thailandia per l’acquisto di 1.2 milioni di tonnellate di riso. Il contratto è stato annullato dopo che l’agenzia thailandese anti-corruzione ha avviato indagini sul ruolo dell’attuale Primo ministro Yingluck Shinawatra all’interno del programma governativo di supporto al prezzo del riso, un programma controverso che è costato al governo miliardi di dollari.

 

A riferirlo è il ministero del Commercio thailandese, alle cui dichiarazioni non ha fatto però seguito la conferma cinese. “La Cina interromperà gli affari con noi dopo che la Commissione nazionale anti-corruzione ha dato il via alle indagini sulla trasparenza degli scambi tra Cina e Thailandia”, riferisce ai giornali il ministro del Commercio thailandese. “Pechino non si fida”.

 

L’accordo tra la Thailandia e l’azienda statale cinese Beidahuang risale al 20 novembre scorso, quando la Cina ha firmato prevedendo l’inizio delle consegne nel mese di dicembre; la consegna era stata poi posticipata dopo che il Primo ministro thailandese a dicembre aveva sciolto il Parlamento.

 

L’affare con la Cina sarebbe dovuto essere la prima fase di una manovra per porre rimedio ai danni provocati dal progetto di vendita di riso. Il programma di acquisto del riso risale all’ottobre 2011, quando il governo thailandese, nelle vesti del Primo ministro Yingluck uscita vittoriosa dalle elezioni, avrebbe acquistato decine di milioni di tonnellate del cereale dagli agricoltori ad un prezzo del 50% più alto rispetto al prezzo di mercato, nel tentativo di favorire il risparmio dei contadini. Una manovra populista secondo i partiti all’opposizione, che sarebbe servita al partito al governo per guadagnarsi i favori della popolazione rurale. Ma qualcosa è andato storto e il programma ha provocato perdite che secondo le stime della Banca mondiale ammonterebbero a 200 miliardi di bath (circa 6 miliardi di dollari).

 

L’obiettivo del governo è ora rivendere le proprie riserve di riso – che secondo gli esperti potrebbero contenere circa 15 milioni di tonnellate –  per saldare i debiti con i contadini, molti dei quali non hanno ancora ricevuto alcun compenso e minacciano di unirsi all'opposizione nelle proteste.

 

Secondo quanto riferito dal ministro del Commercio thailandese il governo la prossima settimana metterà all’asta 400mila tonnellate di riso dalle sue riserve. “Ci aspettiamo di ottenere circa 10 miliardi di bath per ripagare gli agricoltori”, ha commentato il ministro. Una cifra irrisoria considerando che ne servirebbero circa 130 miliardi per saldare tutti i debiti che il governo ha con gli agricoltori.

 

La Thailandia è sempre stata il primo Paese esportatore di riso al mondo, ma negli ultimi anni è stata superata da altri Paesi asiatici, come India e Vietnam.

 

04 febbraio 2014

 

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