Politica internazionale

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Xi chiede moderazione, Pyongyang, pronti alla resa dei conti

Xi chiede moderazione, Pyongyang, pronti alla resa dei conti


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 24 apr. - La Cina torna a chiedere moderazione nella gestione della crisi in Corea del Nord, che ha toccato nel corso del fine settimana nuovi picchi di tensione, per le dichiarazioni comparse sulla stampa di Pyongyang, le minacce nord-coreane all'Australia, e per l'arresto di un altro cittadino statunitense su suolo nord-coreano, confermato ieri dalle autorità del regime di Kim Jong-Un. Il presidente cinese, Xi Jinping, ha parlato di nuovo della tensione nella penisola coreana con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una telefonata avvenuta nella mattina di oggi, sottolineando l'importanza di trovare un punto di incontro "a metà strada" tra le parti coinvolte nella tensione, come sottolinea l'agenzia Xinhua. La Cina "si oppone fermamente a ogni atto che violi le risoluzioni delle Nazioni Unite", ha dichiarato Xi Jinping, e "auspica che tutte le parti coinvolte esercitino moderazione e si trattengano da azioni che possano aggravare la tensione nella penisola".  

 

Abe a Trump, forte sostegno Tokyo a nuova linea Usa

 

Trump ha parlato anche con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, che ha ribadito l'appoggio giapponese alla nuova linea statunitense nei confronti di Pyongyang per cui "tutte le opzioni sono sul tavolo", inclusa quella militare. Sia Abe che Trump hanno poi convenuto che Pyongyang dovrebbe auto-moderarsi nei toni e nelle azioni. Lo stesso primo ministro giapponese aveva manifestato giorni fa, la sua preoccupazione per un'escalation della tensione nella penisola, arrivando a dichiarare che la Corea del Nord potrebbe progettare anche un attacco con il letale gas sarin. La cooperazione comprende anche l'aspetto militare: da ieri, due cacciatorpedinieri giapponesi si sono uniti alla flotta Usa guidata dalla portaerei Carl Vinson diretta verso le acque della penisola coreana, un gesto di solidarietà nei confronti degli Stati Uniti. Più cauta, invece, la posizione della Corea del Sud, che oggi, tramite un portavoce del Ministero della Difesa ha ribadito di essere "pienamente preparata" all'eventualità di un nuovo test nucleare nord-coreano.

 

Kim, "quello che rimarrà agli aggressori saranno cadaveri"

 

Gli inviti alla moderazione seguono le ore di tensione dello scorso fine settimana, scandite dalle minacce nord-coreane rivolte all'Australia e alla Uss Carl Vinson, la portaerei statunitense a capo di una flotta di navi militari Usa dirette verso le coste coreane. Ancora oggi, la stampa del regime di Kim Jong-Un ha mandato messaggi di sfida diretti alla Carl Vinson, affermando di essere in grado di affondarla. "Quello che rimarrà agli aggressori saranno cadaveri", scrive il Rodong Sinmun, in un editoriale, e i toni, anche altrove, non sembrano essersi placati. In un articolo di commento ripreso dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, il maggiore organo di stampa nord-coreano scrive che "sono salde la volontà e la risolutezza del popolo e dell'esercito nord-coreano di annichilire gli invasori fino all'ultimo e di chiudere la resa dei conti con gli Stati Uniti". Il Rodong Sinmun definisce "malvagio" il progetto degli Stati Uniti di "scuotere la volontà della Repubblica Democratica Popolare di Corea" attraverso la minaccia e il ricatto militare. Simili minacce, aggiunge il quotidiano di Pyongyang, "possono spaventare un pusillanime, ma non funzioneranno mai con la Repubblica Democratica Popolare di Corea. Gli Stati Uniti faranno bene a rendersene conto". 

 

Cina pronta a embargo petrolifero

 

I toni si sono surriscaldati anche nei confronti di Pechino, ultimo bersaglio dell'eremitico Paese del nord-est asiatico: Pyongyang è sempre più irritata da quello che percepisce come uno slittamento della Cina su posizioni filo-statunitensi, e Pechino risponde, ormai da giorni, alle provocazioni di Pyongyang, con voci di un possibile embargo petrolifero nei confronti della Corea del Nord. Il tabloid Global Times, oggi, riporta un editoriale di risposta a un articolo pubblicato venerdì scorso dalla Korean Central News Agency, l'agenzia di stampa nord-coreana, in cui il regime di Kim Jong-Un critica la Cina, senza mai nominarla. "Se continuerà ad applicare le sanzioni economiche alla Dprk", la Repubblica Democratica Popolare di Corea, il nome ufficiale del Paese, "dovrà preparasi ad affrontare le catastrofiche conseguenze nelle relazioni con Pyongyang". Mosse di questo tipo, avverte il giornale cinese, "non avranno altro effetto se non quello di isolare ulteriormente Pyongyang. Se la Corea del Nord condurrà il sesto test nucleare, Pechino sosterrà senza alcun dubbio le Nazioni Unite nell'imposizione di sanzioni più dure, incluso l'embargo petrolifero", ipotesi dibattuta sulle pagine dello stesso quotidiano, oggi, anche da alcuni esperti cinesi.

 

24 APRILE 2017

 

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