Politica internazionale

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La rabbia di Pechino per la telefonata Trump-Tsai
Colpo inferto alla "unica Cina"

La rabbia di Pechino per la telefonata Trump-Tsai <br />Colpo inferto alla  unica Cina


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 3 dic. - Una telefonata "storica" e una violazione del protocollo tra Cina e Stati Uniti, ma soprattutto, per la Cina, un colpo inferto al principio di "unica Cina" che regola i rapporti con Taiwan. Il richiamo al principio stabilito dal consenso del 1992 tra la Cina e Taiwan e' stato formulato piu' volte, oggi, a Pechino, dopo la diffusione della notizia del colloquio telefonico, di poco piu' di dieci minuti, tra il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, e la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. In mattinata, Wang Yi, ministro degli Esteri di Pechino, aveva bollato l'episodio come "una piccola bravata" da parte di Taiwan, ma nel pomeriggio i toni si sono surriscaldati e il Ministero degli Esteri di Pechino ha sporto protesta formale nei confronti di Washington, ribadendo il riconoscimento del concetto di "unica Cina" come fondamento delle relazioni tra Cina e Stati Uniti.

 

Il colloquio tra Trump e Tsai e' il primo dal 1979 a essere reso pubblico tra i leader di Stati Uniti e Taiwan, anche se Trump non si e' ancora ufficialmente insediato alla Casa Bianca. Il principio della "unica Cina" concordato nel 1992 afferma che sia Taiwan che la Cina continentale fanno parte di una sola Cina, anche se a questo concetto i due lati dello Stretto di Formosa danno opinioni differenti. Il principio di una "unica Cina" e', pero', antecedente: gia' nel 1972, durante la storica visita dell'allora presidente degli Stati Uniti in Cina, Richard Nixon, era stato tra i punti chiave voluti dalla Cina per intraprendere il cammino che avrebbe portato alla ripresa delle relazioni diplomatiche con Washington, anche se l'amministrazione statunitense aveva sottolineato, allora, la necessita' di un impegno di entrambe le parti per una soluzione pacifica della questione.

 

Le relazioni tra Cina e Taiwan hanno subito un periodo di raffreddamento nell'ultimo anno proprio per il mancato riconoscimento del principio di "unica Cina", da parte della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, eletta a gennaio scorso ed entrata in carica ufficialmente il 20 maggio. Dopo lo storico vertice del 7 novembre 2015 tra il presidente cinese, Xi Jinping, e l'allora presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, il primo tra i leader dei due lati dello stretto dal 1949, l'elezione di Tsai alla guida dell'isola ha comportato un nuovo allontanamento tra Pechino e Taipei. La presidente di Taiwan si e' sempre appellata al "mantenimento dello status quo" nei rapporti con la Cina, ma non ha mai fatto pubblicamente riferimento al Consenso del 1992 come base dei rapporti con Pechino.

 

I rapporti tra Stati Uniti e Taiwan -  Nel 1979 gli Usa hanno allacciato ufficialmente relazioni diplomatiche con Pechino, anche se il Congresso statunitense ha approvato, lo stesso anno, il Taiwan Relations Act, che permette la vendita di armi all'isola. L'amministrazione Reagan, nel 1982, aveva chiarito che non avrebbe fissato una data per la fine della vendita di armi a Taiwan. Pechino non approva la vendita di armamenti a Taiwan da parte degli Stati Uniti, l'ultimo round delle quali risale al dicembre 2015, dopo quattro anni di interruzione.

 

Il rapporto tra la Cina e Trump - Dopo la telefonata del 16 novembre scorso tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente eletto degli Stati Uniti, la stampa cinese ha elogiato Trump come un leader lontano da vecchi pregiudizi da guerra fredda e attento, invece, allo sviluppo economico del suo Paese. Nel colloquio con Trump, Xi ha sottolineato che le due sponde del Pacifico non possono fare a meno di cooperare, e Trump ha ribadito l'importanza delle relazioni tra Pechino e Washington. Nonostante i toni cordiali del colloquio, l'imprevedibilita' del personaggio rimane, pero', un fattore di incertezza per Pechino, soprattutto dopo le tante critiche rivolte alla Cina in campagna elettorale e le minacce di applicare forti dazi ai prodotti made in China. Ieri, a Pechino, c'era l'ex segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, artefice della riapertura dei rapporti diplomatici tra Pechino e Washington, negli anni Settanta: Kissinger ha incontrato Xi nel palazzo dell'Assemblea Nazionale del Popolo, la sede del parlamento cinese che affaccia su piazza Tian'anmen. Il rapporto tra Cina e Stati Uniti e' giunto a un "momento chiave", ha sottolineato Xi, che vuole mantenere il rapporto con Washington su binari stabili. La rottura del protocollo da parte di Trump, con il colloquio telefonico avuto con Tsai, sembra indicare, invece, una direzione diversa che il prossimo inquilino della Casa Bianca intende imprimere alle relazioni con Pechino.

 

03 DICEMBRE 2016

 

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