Politica interna

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Zhou Yongkang, altri due
alleati indagati per corruzione

Zhou Yongkang, altri due<br />alleati indagati per corruzione


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 

  Pechino, 14 apr. - Altri due alleati dell'ex capo degli apparati di Pubblica Sicurezza cinesi, Zhou Yongkang, si trovano indagati per corruzione. Zhao Miao, alto funzionario del Partito Comunista di Chengdu, capoluogo della provincia meridionale cinese del Sichuan, si trova sotto inchiesta per "serie violazioni disciplinari", eufemismo con cui si indica il reato di corruzione nel gergo formale del PCC. Il Sichuan, come scrive anche ieri il China Daily, è la base stessa del potere di Zhou Yongkang. Diversi funzionari finiti sotto indagine per corruzione nelle scorse settimane, hanno fatto carriera a livello provinciale proprio in quest'area del sud della Cina. Nel mirino delle autorità anti-corruzione c'è anche Yan Cunzhang, nome di spicco del settore petrolifero, che ricopre la carica di capo del dipartimento per la cooperazione con l'estero alla China National Petroleum Corporation, CNPC, il gigante cinese degli idrocarburi, dove Zhou Yongkang ha speso gran parte della propria carriera prima di accedere ai vertici della politica cinese.

Nonostante non sia formalmente accusato di alcun reato, il nome di Zhou Yongkang appare in relazione ai recenti fatti di corruzione anche sulla stampa cinese più nota a livello internazionale. Secondo quanto scriveva proprio ieri il quotidiano China Daily, le indagini che si stanno concentrando su una serie di funzionari mirano a rivelare i "legami con Zhou", anche se ancora non è chiaro il rapporto tra l'ex zar della Pubblica Sicurezza Cinese e i funzionari oggetto di inchiesta in queste ore.

Zhou Yongkang è stato fino al 2012, ai vertici dello Stato: membro del Comitato Permanente del Politburo, era uno dei nove uomini più potenti di Cina. Molti suoi protetti, negli ultimi mesi sono stati accusati di corruzione dalla Commissione Disciplinare, tra cui anche il suo ex segretario personale, Ji Wenlin, che ha ricoperto la carica di vice governatore della provincia di Hainan, l'isola nel Mare Cinese Meridionale, famosa per i suoi resort di lusso. Zhou stesso si troverebbe agli arresti domiciliari nella sua casa di Pechino da almeno dicembre scorso, secondo quanto hanno riferito al New York Times e alla Reuters, fonti legate ai vertici della politica cinese. Nelle indagini sarebbe coinvolto anche il figlio di Zhou, Zhou Bin, che Caixin, rivista economico-finanziaria cinese trale più autorevoli di Cina, ritiene in contatto con l'imprenditore del settore minerario del Sichuan Liu Han, ora sotto accusa per reati di mafia.

Qualora dovesse essere confermata in via ufficiale l'inchiesta nei confronti di Zhou Yongkang, si tratterebbe del funzionario più alto in grado (nonostante sia formalmente in pensione) a finire davanti a un giudice negli ultimi decenni. Pur non essendo mai stato nominato direttamente, il mese scorso, anche il portavoce dell'Assemblea Nazionale del Popolo, Lyu Xinhua aveva accennato alla possibilità di un'indagine nei suoi confronti di fronte ai giornalisti presenti alla sessione annuale del parlamento cinese. Nessun riferimento sull'andamento delle indagini, invece, da parte del primo ministro Li Keqiang, che prima della conferenza stampa di chiusura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il 14 marzo scorso, aveva espressamente fatto sapere alla stampa straniera che non sarebbero state gradite domande sulla sorte dell'ex uomo forte degli apparati di sicurezza cinesi.

14 aprile 2014
 

 

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