Politica interna

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Xinjiang, anniversario
degli scontri

Xinjiang, anniversario <br />degli scontri


di Antonia Cimini

 

Pechino, 05 lug. - Ingenti misure di sicurezza sono in forza nello Xinjiang, ove oggi ricorre il quarto anniversario degli scontri etnici che hanno causato la morte di 200 persone e il ferimento di 1.700 nella capitale regionale Urumqi nel 2009.

 

La stampa cinese descrive strade pattugliate da ufficiali con caschi che impugnano manganelli e scudi. Macchine della polizia controllano gli angoli delle vie e gli incroci, in quello che il Global Times chiama ‘il piu’ grande dispiegamento di forze di sicurezza dal 2009’.

 

Yang Guoqiang, un addetto stampa presso il governo provinciale dello Xinjiang, ha detto ad AgiChina24 che nonostante l’entita’ delle misure di sicurezza, i residenti di Urumqi non si sentono sotto pressione. “Tutto e’ nella norma oggi, la gente va al lavoro e a passeggio. Io sono uscito apposta per controllare la situazione e tutto va avanti come al solito.

 

A Pechino oggi il portavoce del ministero degli esteri ha difeso la linea del governo nel gestire la situazione nello Xinjiang e ha detto che gli sforzi per stabilizzare socialmente ed economicamente la regione stanno dando i frutti. “Il mondo esterno non deve guardare con sospetto all’azione del governo cinese, perche’ sta agendo secondo la legge” ha detto il portavoce.

 

CACCIA AI CRIMINALI

 

Le autorita’ locali hanno intanto lanciato una caccia all’uomo alla ricerca dei responsabili delle violenze che la scorsa settimana hanno ucciso 35 persone. La stampa cinese scrive che i residenti sono chiamati ad aiutare la polizia nelle investigazioni.

 

Il governo ha diffuso una lista di 11 ricercati e promesso una ricompensa fino a centomila yuan a coloro che forniranno informazioni funzionali alla cattura dei criminali definiti ‘terroristi’ e ‘separatisti’.

 

Ai residenti e’ stato chiesto di consegnare alla polizia qualsiasi coltello fosse in loro possesso, dopo che e’ stata emanata un’ordinanza per presentare spontaneamente armi e oggetti pericolosi alle forze dell’ordine. La stampa cinese scrive anche che alcuni criminali si sono gia’ consegnati spontaneamente agli investigatori, ma non fornisce dettagli.

 

REGIONE SIGILLATA

 

Le notizie di questi giorni tuttavia non possono essere verificati in maniera indipendente, poiche’ le autorita’ tengono sotto stretto controllo le informazioni e l’accesso all’irrequieta regione. Alcuni giornalisti sono stati mandati indietro la scorsa settimana dopo aver tentato di raggiungere un’area scossa da nuove violenze.

 

Il 26 giugno nella citta’ di Lukqun si sono verificati i piu’ sanguinoso scontri etnici dal 2009, dove almeno 35 persone sono morte in un confronto fra la polizia e un gruppi armato.

 

Da allora la tensione sta salendo e con l’avvicinarsi della ricorrenza di oggi e dell’inizio del Ramadan martedi’ prossimo, i censori hanno rafforzato il controllo su internet, stampa e comunicazioni.

 

Nell’ultima settimana la polizia ha arrestato 19 persone per aver diffuso false notizie su internet e tutte le linee di comunicazione sono state tagliate a Lukqun subito dopo l’incidente. Gli Uighuri nella regione fanno sapere che posti di blocco sono stati istituiti lungo le strade principali, dove la polizia chiede di identificare i passanti e di presentare permessi speciali per muoversi da un posto all’altro.

 

QUATTRO ANNI DOPO

 

Sebbene le tensioni etniche siano ricorrenti nella regione, tuttavia a 4 anni dai sanguinosi scontri del 2009, gli uiguri non hanno ancora visto un migliorameeto delle politiche a loro indirizzate, dicono le organizzazioni di diritti umani.

 

Il segretario generale del World Uighur Congress basato in Germania, Dolkun Isa spiega ad AgiChina24 che le autorita’ continuano arrogantemente a prendere di mira le tradizioni uigure, creando tensione fra le etnie.

 

“Prima perseguitavano nei diritti politici, economici e culturali, ma ora il governo cinese sta mettendo in atto nuove regole che influiscono sulla vita quotidiana delle persone, chiedendo ad esempio agli uomini di tagliare la barba e alle donne di togliere il velo – dice Isa – La situazione e’ peggiore che 4 anni fa, non e’ migliorata”. E l’inusuale dispiegamento di forza non fa che aumentare la tensione etnica.

 

Ilham Tothi, un intellettuale uiguro sotto stretta sorveglianza a Pechino, critica il governo cinese per aver imposto opprimenti misure di sicurezza che alimentano i conflitti. In un articolo scritto oggi per commemorare l’anniversario Tothi dice che ‘non solo le ferite del popolo uiguro non hanno trovato sollievo, ma i tentativi di porre sotto pressione gli uiguri non sono diminuiti’.

 

Reporters Sans Frontieres ha pubblicato un comunicato in cui critica la mancanza di informazione nello Xinjiang, che resta oggetto di un programma di controllo e censura diretto da Pechino. ‘Dai moti del 2009 non si e’ visto alcun miglioramento’, vi si legge.
 
 
 


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