Politica interna

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HK contro revisione
"Un Paese, due sistemi"

HK contro revisione<br /> Un Paese, due sistemi


di Sonia Montrella
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Roma, 11 giu.- Per Pechino la mini-costituzione "un Paese, due sistemi" alla base del passaggio di Hong Kong alla Cina va rivista in alcuni punti, e nell'ex colonia britannica, che teme un indebolimento della propria autonomia, infiamma la protesta. Letteralmente. Membri del Partito Laburista e della Lega dei democratici socialisti, rappresentanti della Federazione degli studenti e gente comune si sono riuniti di fronte la sede governativa di Sai Wan per protestare contro il governo centrale dando alle fiamme una copia dell'ultimo libro bianco "One country, two system" pubblicato martedì dal Consiglio di Stato cinese.

 

Nel momento in cui la Gran Bretagna riconsegnò dopo 99 anni il "porto profumato" alla Cina, i rapporti con Pechino vennero impostati sulla formula "Un Paese, due sistemi": ad Hong Kong – che dal punto di vista amministrativo figura, insieme a Macao, come una Regione Amministrativa Speciale con un suo parlamento, il Legislative Council - la Cina ha lasciato larga autonomia in campo economico, politico, monetario e culturale in cambio però della rinuncia a una propria politica estera e difesa. Il tutto è regolato dalla Basic Law, la mini-costituzione che garantisce un certo livello di indipendenza alla regione per i cinquant'anni successivi al ritorno in Cina.

 

La nuova versione insiste sul concetto di "giurisdizione omnicomprensiva" e sottolinea come la città, in futuro, potrà scegliere i suoi leader attraverso il suffragio universale, ma i candidati dovranno essere fedeli alla Cina. Secondo il leader del Partito civico, Alan Leong, l'espressione "giurisdizione omnicomprensiva" ha un significato nascosto che si traduce in "un solo Paese", un cambiamento non accettabile per gli hongkonghesi.

 

"Alcune persone hanno frainteso la politica "Un Paese, due sistemi" e la Basic Law" si legge nel Libro Bianco. "Hong Kong è solo una delle regioni amministrative ed è prerogativa del governo centrale vigilare sulla gestione locale degli affari". "L'alto grado di autonomia di cui godono i cittadini di Hong Kong è soggetto all'autorizzazione del governo centrale" continua il documento.

 

Intanto sono già in programma nuove proteste per il 20, 21 e 22 giugno quando il governo dovrà votare il piano di riforme politiche

 

11 giugno 2014

 

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