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Taiwan, presidente dice
sì a dialogo con studenti

Taiwan, presidente dice <br />sì a dialogo con studenti


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 25 mar. - Il presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou si è detto disponibile a incontrare "senza precondizioni" i leader dei manifestanti, dopo l'occupazione delle sedi del governo e del parlamento dell'isola da parte degli studenti che protestavano contro il patto commerciale con la Cina, ora in fase di approvazione. Nella giornata di ieri, sono state arrestate oltre sessanta persone per l'occupazione dello Executive Yuan, il palazzo del governo dell'isola. Le proteste a Taiwan proseguono da martedì scorso, quando il testo del patto ricevette la prima approvazione del suo iter parlamentare. In base alla nuova legge, Pechino aprirà la porta agli investimenti taiwanesi in 80 segmenti del suo settore dei servizi, mentre Taipei permetterà l'ingresso di capitali cinesi in 64 aree della sua economia. La Cina è dal 1992, quando si sono riaperti i rapporti commerciali, il primo partner di Taiwan, con scambi annui del valore di circa 200 miliardi di dollari.

 

La mossa del presidente taiwanese potrebbe calmare la tensione delle ultime ore. Tra gli oltre 170 feriti delle manifestazioni di ieri a Taipei, c'era anche un ex primo ministro, Frank Hsieh, colpito dalle cannonate ad acqua sparate dalla polizia, e una deputata dell'opposizione, Chou, Ni-an. Al governo dell'isola siede dal 2008 Ma Ying-jeou del Kuomingtang, il Partito Nazionalista, da anni su posizioni concilianti con la Cina. Solidarietà ai manifestanti era stata espressa, invece, dal Partito Democratico Progressista, il maggiore nello schieramento di opposizione e tradizionalmente il più ostile al riavvicinamento tra i due Paesi divisi dallo Stretto di Formosa.

 

Ma Ying-jeou si incontrerà con il leader delle proteste, Lin Fei-fan, anche se non è ancora stata stabilita una data per l'incontro, che avverrà al palazzo presidenziale dell'isola. I manifestanti contestano il patto per l'eccessiva influenza della Cina sull'economia dell'isola, qualora venisse approvato, e le ripercussioni negative sulla piccola e media impresa locale. Nonostante gli studenti abbiano accettato l'invito di Ma, ci sono ancora punti che restano da chiarire. Lin Fei-fan, scrive oggi l'agenzia di stampa principale di Taiwan, Central News Agency di Taiwan, ha fatto sapere che per il futuro occorrerà istituzionalizzare un meccanismo di controllo per gli accordi tra i due lati dello Stretto, una richiesta che i manifestanti pensano di proporre a Ma già prima che l'accordo sul commercio venga approvato in via definitiva.

 

Secondo alcuni studiosi dei rapporti tra Cina e Taiwan, come Sun Li dell'Università di Xiamen, nella provincia costiera del Fujian, queste dimostrazioni potrebbero segnare una battuta d'arresto nei rapporti tra le due capitali. Il mese scorso Cina e Taiwan hanno avuto il primo colloquio di livello intergovernativo dal 1949, quando le truppe di Mao Zedong avevano preso il potere a Pechino e a Taiwan si era insediato il governo guidato dal generale Chiang Kai-shek. "Le dimostrazioni contro il patto commerciale e dei servizi - ha dichiarato al South China Morning Post l'accademico cinese - oscureranno inevitabilmente la cooperazione in futuro e renderanno ogni colloquio politico più lontano di quanto previsto".

25 marzo 2014

 

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