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Taiwan: Pechino prova a intimidirci, spiegati i missili balistici Df-16

Taiwan: Pechino prova a intimidirci, spiegati i missili balistici Df-16 <br />


Pechino, 20 mar. - La Cina cerca di intimidire Taiwan schierando i missili balistici a medio raggio di ultima generazione, i Dong Feng - 16. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa dell'isola, Feng Shih-kuan, durante un dibattito allo Yuan legislativo, il parlamento di Taipei. I Df-16 erano stati presentati per la prima volta nel settembre 2015, nel corso della grande parata per il settantesimo anniversario della fine della Seconda guerra Mondiale e dell'invasione giapponese, in cui Pechino ha mostrato, in molti casi per la prima volta, alcuni sistemi d'arma tra i più innovativi a disposizione delle proprie Forze Armate. 

Settimana scorsa, un rapporto del Ministero della Difesa dell'isola aveva sottolineato il rapido ammodernamento dell'esercito cinese, ma anche che in caso di attacco nemico, le Forze di Difesa dell'isola sarebbero state in grado di contrattaccare, opponendo una strategia di deterrenza di alto livello tecnologico. I Df-16, però, "rappresentano un'ulteriore minaccia a Taiwan perché è difficile intercettarli", ha spiegato oggi il ministro della Difesa dell'isola. Attualmente sarebbero almeno dodici i missili di ultima generazione spiegati nella provincia sud-orientale cinese del Guangdong: le nuove armi di Pechino possono arrivare  a colpire un bersaglio a mille chilometri di distanza e, oltre a Taiwan, spiegano gli analisti, nel mirino d'azione ci sono anche le isole contese con altri paesi del sud-est asiatico nel Mare Cinese Meridionale, Okinawa e l'arcipelago delle Senkaku/Diaoyu, a nord di Taiwan, conteso con il Giappone.

La nuova mossa di Pechino è per Taiwan un'escalation della tensione nello Stretto: la Cina, secondo fonti di Taiwan, ha da diversi anni almeno 1500 missili puntati sull'isola, ma la tensione è aumentata dallo scorso anno, quando è entrata in carica la nuova presidente dell'isola, Tsai Ing-wen. Tsai non ha mai riconosciuto pubblicamente il principio dell'unica Cina, stabilito nel 1992 tra il Partito Comunista Cinese e il Kuomintang, il partito nazionalista di Taiwan, e che prevede che entrambe le parti riconoscano la presenza di una sola Cina e non di due Paesi distinti, Cina e Taiwan. "Funzionari in pensione dell'esercito cinese hanno esagerato la possibilità di un conflitto nello stretto di Taiwan in un'apparente intimidazione delle forze di Taiwan per accettare i piani per le relazioni tra le due parti", ha dichiarato, oggi, Feng, e in risposta, l'isola "migliorerà i suoi sistemi di primo allarme e affinerà le capacità delle forze sul campo di spiegare le proprie difese".

Gli Stati Uniti, ha poi spiegato Feng starebbero per ricalibrare la loro politica in Asia orientale, per riprendere un ruolo di primo piano nella regione. Le parole del ministro della Difesa di Taiwan arrivano mentre è atteso l'arrivo di nuove armi avanzate a Taipei da Washington, a cui la Cina si oppone fermamente, come ribadito oggi dalla portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying. "Auspichiamo che gli Stati uniti riconoscano pienamente l'alto grado di sensibilità", ha dichiarato Hua, "e la grave dannosità delle loro vendite a Taiwan".

 

20 MARZO 2017

 

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