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Referendum a HK,
Cina: "una farsa"

Referendum a HK, <br />Cina:  una farsa


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 23 giu. - E' stato definito una "farsa illegale" dalla stampa cinese il referendum via internet sulle riforme democratiche a Hong Kong cominciato venerdì scorso e che finora ha avuto almeno settecentomila partecipanti,su circa 3,5 milioni di cittadini aventi diritto di voto. A bocciare la consultazione informale, ma già ora al di sopra delle aspettative degli organizzatori, è il Global Times, tabloid edito dal Quotidiano del Popolo, il giornale ufficiale del Partito Comunista Cinese, in un duro editoriale pubblicato oggi in cui definisce una "ridicolaggine" il voto on line. "Come regione amministrativa speciale della Cina - scrive oggi il Global Times - Hong Kong non può lanciare alcun referendum senza l'autorità del governo centrale. Il Paese sarebbe preda di tumulti se tutte le regioni conducessero simili referendum". Il referendum non viene riconosciuto valido né dalle autorità cinesi, che già venerdì scorso lo avevano definito tale, nè da quelle di Hong Kong, che lo giudicano "non rappresentativo".

 La consultazione on line arriva a pochi giorni dalla pubblicazione, il 10 giugno scorso, del Libro Bianco di Hong Kong in cui il governo di Pechino riafferma la propria sovranità sull'ex colonia britannica. Il governo centrale cinese aveva promesso per il 2017 l'elezione diretta dell'amministratore delegato dell'isola, la massima carica di Hong Kong, ma non la possibilità di scelta diretta dei candidati da parte della popolazione votante. Con il referendum on line di questi giorni, gli abitanti della regione amministrativa speciale cinese scelgono, in via informale, secondo quale metodo scegliere il leader di Hong Kong nel 2017, al termine di un'elezione popolare, e non di una scelta dall'alto. Il movimento di opposizione Occupy Central ha poi dichiarato che se entro la fine dell'anno la giunta a capo dell'isola non comunicherà un metodo di elezione dell'amministratore delegato rispettoso degli standard internazionali di democrazia, verranno mobilitare diecimila persone per bloccare le attività del distretto finanziario dell'ex conia britannica.

Il quotidiano cinese si scaglia anche contro la scarsa affidabilità del metodo scelto, via internet, definendolo "una barzelletta dove è possibile imbrogliare". Gli organizzatori, al contrario, hanno lamentato la presenza di attacchi informatici ai sistemi di voto da parte degli hacker di Pechino. Il referendum che si tiene in questi giorni, scrive il global Times, va contro la Basic Law che lega Hong Kong alla Cina e "Pechino non comprometterà mai la sua posizione sulle questioni di sovranità -spiega il quotidiano - La ragione più semplice è che la Basic Law riflette la volontà dell'intera nazione, e più di 1,3 miliardi di persone hanno il diritto di parola sulle riforme di Hong Kong".


 

23 giugno 2014

 

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