Politica interna

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Quando il leader
va in pensione

Quando il leader <br />va in pensione


di Antonia Cimini

 

Pechino, 30 mag. - Riforme, sogno cinese e aspettative a non finire sono da mesi sulla penna di tutti in Cina, dai media agli internauti della domenica, dalla tivvù di stato ai microblog. Da quando Xi Jinping è salito al potere non si parla d'altro che di nuovo. E il vecchio, invece, dove è andato a finire?

 

Usciti dal palcoscenico politico e lontano dai riflettori, i quadri del Partito Comunista Cinese in pensione vivono nel mistero assoluto. Non appaiono in talk show televisivi, scrivono raramente memorie, fuggono ogni commento sull'operato dei propri successori e si impegnano in modo a scomparire dalla memoria pubblica. La vita di un ufficiale in pensione è riassunta brillantemente da una frase di Wu Guanzheng, ex direttore della commissione disciplina del Partito ritiratosi dalla vita politica nel 2007. "Una volta in pensione bisogna solo riposarsi, non occuparsi più di ciò che accade, parlare poco, appoggiare la linea del Partito, badare ai nipoti e vivere in pace", ha scritto in un libro in cui loda i benefici del ritorno alle origini della sua provincia natale.  

 

Se nulla è dato sapere di come trascorrono i giorni ex illustri come Hu Jintao, Wen Jiaobao o Jiang Zemin, di cui si dice che vivano in lussuose case tradizionali a corte nei pochi vicoli ancora autentici della vecchia Pechino, i funzionari minori non rinunciano a presenziare eventi sociali e uscire di scena lentamente e con grazia maggiore di quella mostrata in servizio.
L'ex membro dell'Ufficio Politico del PCC e presidente della Conferenza Consultiva del Popolo Jia Qinglin, andato in pensione quest'anno, all'inizio di maggio si è lasciato andare ad un viaggio nel passato visitando i luoghi della sua Pechino, dove fu segretario di partito dal 1997 al 2002. All'università Tsinghua ha tenuto una lectio magistralis, dall'alto del diploma in Ingegneria conseguito in gioventù. Ha però incoraggiato gli studenti dicendo loro "siate i portatori del sogno cinese di un paese tecnologicamente forte!", prima di fare due passi nel quartiere degli artisti al 798. Dalle gallerie visitate si è levato un coro di lodi inaspettate che hanno inondato il microblog cinese con commenti solo positivi all'indirizzo di un uomo la cui carriera politica è passata accanto a scandali di corruzione che hanno coinvolto persino la moglie.

 

Altro membro dell'ultimo Ufficio Politico, Li Changchun ha anch'egli scelto di ripercorrere i passi della giovinezza. Due settimane fa Li è tornato nella provincia del Guangdong, dove è cresciuto politicamente passando per il segretariato del partito locale. Accompagnato dalla nuova stella della politica Hu Chunhua, Li ha presenziato ad una mostra sul Tibet inaugurata a Shenzhen.

 

Oltre ai nostalgici c'è chi si dedica a una vita attiva, mantenendo contatti politici e intellettuali accumulati in anni di carriera. Il più famoso di tutti è l'ex premier Zhu Rongji, che oltre ad essere uno dei pochissimi ad aver pubblicato libri (famosa l'opera che raccoglie le interviste e conferenze stampa negli anni di servizio) ricopre la carica di presidente onorario di un think-tank presso la scuola di management dell'università Tsinghua di Pechino. Li Tieying, un intellettuale di Partito e vice presidente del Comitato Permanente dell'Assemblea del Popolo fino al 2008, è oggi il direttore dell'Istituto di Ricerca sullo Spirito di Yan'an, un organismo dedicato all'edificazione politica dei giovani e nuovi quadri secondo i principi rivoluzionari originari di Mao Zedong, elaborati durante gli anni di Yan'an.

 

Altri, invece, si convertono alla beneficenza. E' il caso dell''ultimo vice primo ministro con delega all'agricoltura, Hui Liangyu, che ad aprile ha appena fondato un'Alleanza per la Beneficenza in Cina, insieme ad altri compagni e persino con cerimonia ufficiale nella Grande Sala del Popolo su piazza Tiananmen.

 

Qualcuno, però, butta giù la maschera e si lascia andare a piaceri, che seppure espressione del nuovo edonismo cinese, erano fino alla soglia della pensione quasi sogni proibiti per i quadri di partito. Così l'ex lady di ferro, Wu Yi, ex vice premier e responsabile dei negoziati che hanno portato la Cina nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, l'anno scorso si è concessa una bella vacanza al sole dell'isola di Hainan, i tropici cinesi. Ricevuta con tutti gli onori in quella che una volta era una delle province più arretrate del paese, la signora Wu avrebbe, a detta del personale dell'albergo che ha spifferato tutto alla stampa, elargito le famose bustarelle delle grandi occasione a chiunque le sia capitato a tiro. Anche questo è un modo per creare consenso verso il Partito pur essendo ormai fuori dai giochi.

 

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