Politica interna

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Proteste a Kunming,centinaia
contro impianto chimico

Proteste a Kunming,centinaia <br />contro impianto chimico<br />


di Sonia Montrella

Twitter@SoniaMontrella

 

Pechino, 16 mag. – Centinaia di persone sono scese in piazza a Kunming, la capitale della provincia dello Yunnan, per protestare contro la costruzione di un impianto petrochimico in una localita' vicina. Alcune di queste sono state trattenute dalla polizia, ma l'intervento delle forze dell'ordine non sembra aver demotivato la lotta verde dei cittadini.

 

E' la seconda manifestazione in un mese contro il progetto, a conferma che la popolazione cinese, sempre piu' benestante, comincia ad avere dubbi sul modello di crescita a tutti i costi che ha alimentato un'economia prorompente, ma che mette a forte rischio l'ambiente. L'impianto in questione, in particolare, dovrebbe produrre parassilene, una sostanza chimica cancerogena usata nella produzione di fibre tessili e bottiglie di plastica.

 

Nelle immagini pubblicate dal quotidiano South China Morning Post e che circolano su Weibo, la versione cinese di Twitter, si vedono una folla di manifestanti nel centro della citta' con striscioni e la polizia schierata di fronte alla sede del governo.
Nel pomeriggio, riferisce il corrispondente del SCMP, protetto da un centinaio di poliziotti, il sindaco della città, Li Wenrong, ha incontrato i manifestanti e risposto a 15 domande. L'uomo ha promesso di ascoltare l'opinione pubblica sulla questione della raffineria e invitato coloro che vogliono un incontro faccia a faccia con il governo a lasciare il loro numero di telefono in modo da venire  contattati per un meeting che il sindaco vuole organizzare per mercoledì prossimo. Il governo – ha spiegato Li- ha intenzione di ascoltare i cittadini e di spiegare meglio in cosa consiste il progetto. Il sindaco ha poi assicurato che la città investirà in progetti di trattamento dell'inquinamento per evitare che i cieli diventino grigi come quelli di Pechino. "Resterò qui fino alla pensione" ha poi detto sottolineando che anche i suoi genitori e i parenti vivono a Kunming.

 

Le parole del sindaco non sembrano però aver convinto molti manifestanti. Un reporter dello Yunnan CPPCC Daily ha chiesto a Li per quale motivo al suo giornale viene impedito di pubblicare notizie sulla raffineria. Poi il giornalista ha incalzato chiedendo alle autorità di smetterla di pagare gli esperti per descrivere positivamente impianti di questo tipo. Altri manifestanti sostengono invece che l'apertura del sindaco sia solo di facciata e che il governo sia solo intenzionato a mantenere la stabilità prima della China-South Asia Expo che aprirà i battenti il prossimo 6 giugno.

 

E' un nuovo caso Ningbo? La città in cui lo scorso ottobre gli ambientalisti dopo giorni di proteste  hanno avuto la meglio bloccando la costruzione di un impianto petrochimico. Di sicuro sul tema  dell'inquinamento la coscienza cinesi è più verde che mai. Lo dicono anche i numeri. Secondo Chen Jiping, funzionario in pensione del Partito Comunista cinese, l'inquinamento è diventata la causa principale di malcontento in Cina, sorpassando le proteste sugli espropri di terreni. In particolare, ha spiegato Chen lo scorso marzo alla Conferenza Consultiva del Popolo, ogni anno si contano dai 30mila ai 50mila "incidenti di massa" che, grazie alla diffusione di internet, sono diventati strumenti ancora più efficaci per esprimere la propria rabbia.

 

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