Politica interna

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PRINCIPI ROSSI ACCLAMANO XI JINPING
E a Pechino si discute il rimpasto di governo

PRINCIPI ROSSI ACCLAMANO XI JINPING <br />E a Pechino si discute il rimpasto di governo<br />


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 25 feb. - E' un momento critico per la vita del Partito Comunista Cinese. Di più: è questione di vita o di morte, secondo i principi rossi, i figli dell'aristocrazia del partito, che sabato scorso si sono riuniti in uno studio cinematografico gestito dall'Esercito Popolare di Liberazione, nel versante ovest della capitale cinese, per acclamare il loro leader Xi Jinping, che si appresta a guidare il Paese. Sono la "seconda generazione rossa", come si sono auto-definiti, secondo quanto riportato da John Garnaut sul quotidiano The Age. Sono loro che renderanno realtà il "sogno cinese" di rinascita nazionale caro al segretario generale del partito Xi Jinping, che gli eredi dei rivoluzionari della prima ora ritengono a buon diritto uno di loro.

Saranno stati i primi provvedimenti contro gli sprechi o la corruzione, oppure le normative anti-sprechi e anti-stravaganze per limitare lo sperpero di denaro pubblico, ma i toni usati dal nuovo segretario generale hanno ricevuto il plauso dei principi rossi. E l'ultimo proclama di Xi Jinping, sabato scorso, è stato quello sulla necessità di un sistema giudiziario indipendente che deve "rimanere in contatto con il popolo, essere più trasparente e soddisfare le aspettative di giustizia dei cittadini". intanto, dopo molti proclami ancora da riempire di sostanza, pare certo che il futuro governo cinese andrà incontro a cambiamenti significativi.



A Pechino si discute il rimpasto di governo

 

Mentre l'aristocrazia rossa celebra il proprio leader -figlio di Xi Zhongxun anch'egli rivoluzionario della prima ora che avrebbe inseguito ricoperto anche la carica di vice primo ministro- a Pechino si fanno i conti per i prossimi posti da ministro. Da domani a giovedì prossimo il Comitato Centrale discuterà le bozze di riforma presentate dai membri del Politburo del partito che dovranno essere approvate a marzo quando si apriranno i lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Ma soprattuto ci sarà da delineare il nuovo Consiglio di Stato, il massimo organo di governo del Paese, composto da un presidente, quattro vice-presidenti, cinque consiglieri di Stato e ventisette membri a capo di ministeri e commissioni. Il cambiamento passerà anche attraverso gli scandali che negli scorsi anni hanno segnato la vita politica cinese.

Il primo a scomparire dovrebbe essere il Ministero delle Ferrovie, che nel febbraio del 2011 venne segnato da uno dei più grandi casi tangenti della Cina contemporanea. Liu Zhijun, l'ex potentissimo ministro era finito sotto inchiesta per gravi violazioni disciplinari che avevano lievitato i costi delle linee ferroviarie, tra cui la tratta ad alta velocità Pechino-Shanghai, che secondo l'Ufficio Nazionale di Revisione del Conti, a maggio 2011 aveva debiti per oltre ottomila miliardi di di yuan. Il ministero delle Ferrovie, secondo il settimanale Caijing, dovrebbe essere il primo a scomparire e finire sotto il ministero dei Trasporti, uno dei cinque super-minsiteri del Consiglio di Stato, assieme a quelli dell'Industria, della Sicurezza Sociale della Protezione Ambientale e delle politiche per la Casa e le Infrastrutture.

Al centro dell'attenzione c'è poi il ministero per gli Affari Civili che potrebbe lanciare una riforma delle normative sulla sicruezza alimentare, da anni uno dei problemi che tormenta la Cina, e che nel 2008 avevano vissuto lo scandalo peggiore in tempi recenti, quello del latte alla melanina che aveva portato alla morte sei bambini e all'intossicazione di trecentomila altre persone in tutta la Cina. Dopo il latte alla melanina era stato il turno della sala di soia prodotta con i capelli, l'inchiostro e la paraffina usati per migliorare l'aspetto dei noodles a basso prezzo e l'olio di scolo impiegato nelle cucine dei ristoranti. IL più recente in ordine di tempo aveva visto di nuovo l'industria casearia del Dragone nell'occhio del ciclone con l'eccessiva presenza di aflatossina, una sostanza che può provocare il cancro al fegato, in alcuni prodotti per i bambini.


Niente sembra essere certo all'orizzonte, se non forse la posizione di Zhou Xiaochuan, l'unico che avrebbe dovuto per certo lasciare la poltrona che occupa, quella di governatore della Banca Centrale e che secondo indiscrezioni raccolte dalla Retuers nei giorni scorsi, invece, rimarrà al suo posto. La Banca Centrale avrà un ruolo fondamentale nelle riforme economiche dei prossimi anni e l'attuale governatore viene visto come l'uomo giusto al posto giusto. Secodn un funzionario dell'istituto Zhou Xiaochuan "è stato coraggioso nell'affrontare le riforme di mercato senza tenere conto, in alcuni casi delle possibili conseguenze". Tra tante incertezze, Zhou Xiaochuan sembra essere un pilastro per la politica di Pechino anche dopo che il processo di transizione, il mese prossimo sarà completato.

 

 

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