Politica interna

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Post plenum, sul tavolo
la riforma delle imposte

Post plenum, sul tavolo <br />la riforma delle imposte


di Antonia Cimini



Pechino, 19 nov. - Concluso il Plenum, i primi segnali di riforma iniziano a farsi vedere nel panorama politico ed economico cinese.

La stampa ufficiale ha annunciato che il governo cinese sta studiando le possibilità di estendere la riforma delle imposte sulla proprietà a partire dal prossimo anno, come parte del lavoro per migliorare il sistema fiscale locale e aggiustare il livello di imposizione deciso al Plenum. Jia Kang, il direttore dell'istituto di ricerca del Ministero delle Finanze, ha detto al China Security Journal che "bisogna assolutamente legalizzare la tassa sulla proprietà" e che in base ai risultati del test pilota di Shanghai e Chongqing, il governo può procedere ad estendere l'imposta ad altre aree del paese.

Nel 2011 le due metropoli hanno creato il primo esperimento per tassare la ricchezza nel paese comunista. A Shanghai un'imposta tra lo 0,4 e 0,6% una tantum è applicata all'acquisto di seconde case, mentre a Chongqing il comune impone una tassa tra 0,5 e 1,2% su case di lusso. Il risultato è stato un introito di 6,27 miliardi di yuan nelle casse della città di Shanghai nei primi sei mesi dell'anno, pari allo 0,5% di tutte le entrate fiscali del comune per quel periodo. La tassa, però, è stata fino ad ora assai impopolare: non genera abbastanza entrate per fare la differenza nei forzieri dello stato e, soprattuto, non è stata efficace per abbassare il prezzo dell'immobiliare. A giugno i prezzi delle case sono saliti dell'11,9% a Shanghai e del 6,8% a Chongqing, contro il 6,1% della media nazionale in quel periodo, secondo i dati dell'ufficio nazionale delle statistiche. Gli analisti prevedono comunque che la tassa sarà estesa unicamente alle seconde case, risparmiando le prime abitazioni già per molti difficili da ottenere ai prezzi correnti dell'immobiliare.

Intanto la stampa cinese si interroga sugli obiettivi della nuova commissione per la sicurezza, anch'essa prodotto del Terzo Plenum. L'assemblea ha, infatti, decretato la creazione di un nuovo organo centrale che si occupi di "migliorare il sistema di sicurezza dello stato e portare avanti le priorità strategiche in questo campo, e assicurare la sicurezza del paese", senza però fornire dettagli sul funzionamento pratico della commissione. Secondo gli analisti cinesi, essa sarà un ufficio trasversale che includerà l'intelligence del ministero degli esteri, dell'interno, della pubblica sicurezza, dei dipartimenti di informazione e propaganda. La commissione dovrebbe essere un ufficio del governo e non del partito, alle dirette dipendenze dei leader centrali piuttosto che sotto l'egida del consiglio di stato, ha spiegato alla stampa cinese Yan Jirong, professore di governance all'Università di Pechino. Non essendo però un organo di governo, la commissione non ha bisogno dell'approvazione dell'Assemblea del popolo per essere creata, ma data l'importanza i suoi membri avranno più potere rispetto ai colleghi delle altre commissioni di governo, inclusa quella economica che risponde direttamente al consiglio di stato.

 

Nel 2000 la Cina aveva già costituito delle commissioni addette alla sicurezza: una commissione centrale di lavoro sulla sicurezza e una commissione sugli affari esteri presieduta dal presidente dello stato. A seguire nel 2012, visto il peggiorare dei rapporti con i paesi vicini, Pechino ha stabilito una nuova commissione per la sovranità marina. Proprio alla luce di questi ultimi sviluppi, del coinvolgimento della Cina negli affari internazionali e delle ripercussioni all'interno di tale accresciuta partecipazione va letta la creazione dell'ultima commissione voluta dal Terzo Plenum, secondo gli esperti. Il professor Xu Xiaofeng, docente di public management all'università dello Zhejiang, ha detto al 21 Century Economic News che oltre agli elementi tradizionali, il paese ora è sotto la minaccia di instabilità economica, sociale, ecologica e informatica a cui non è preparata, e per cui ha bisogno di uno sforzo di tutte le forze in campo per minimizzare i danni. Fino ad ora gli organi di sicurezza si sono occupati di questioni a breve termine, dato che le informazioni non sono fruibili a tutti gli organi interessati, i diversi dipartimenti non sono autorizzati a comunicare e il governo ha speso già abbastanza per "comprare sicurezza". Il professor Xu ritiene che sia giunta l'ora di guardare alle sfide dei prossimi 30, 50 e 100 anni, e che la commissione per la sicurezza si stata creata a questo scopo.

Chi sarà alla testa della commissione per la sicurezza è ancora sconosciuto, ma a seguito del Plenum alcuni cambiamenti ai vertici stanno preparando il terreno per nuove cariche.
Zhu Mingguo ha lasciato la posizione di vice segretario di partito della regione del Guangdong, occupata ora da Ma Xingrui, che a marzo era stato nominato a capo dell'agenzia spaziale cinese e vice ministro per l'industria e informatizzazione.

A Shanghai Yang Xiaobo lascia la direzione della commissione disciplinare di Partito, sostituito da Hou Kai, mandato nella megalopoli direttamente dalla commissione disciplinare centrale.


19 novembre 2013

 

 

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