Politica interna

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Plenum: per chi
sono le riforme

Plenum: per chi <br />sono le riforme


Aggiornamento del 14 novembre

 

di Eugenio Buzzetti e Alessandra Spalletta


Twitter@Eastofnowest e Twitter@ASpalletta



Pechino, 14 nov. - I primi giudizi sul terzo plenum sono stati altalenanti, e soprattutto diretti verso la mancanza di reali segnali di cambiamento per il Paese nei prossimi anni. Per saperne di più sul futuro della Cina dovremo aspettare ancora, ma per il momento due sono le scadenze principali per avere le idee più chiare sul meeting a porte chiuse che si concluso due giorni fa, e che doveva segnare l'inizio di una svolta nell'economia cinese: il primo appuntamento è con la pubblicazione integrale da parte della Xinhua del documento "Decisione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sui maggiori temi riguardanti il comprensivo approfondimento delle riforme". Il secondo è l'istituzione del gruppo ristretto di leader che avrà il compito di seguire le riforme dalla fase di progettazione a quella di attuare e sorveglianza. Cosa possiamo aspettarci come primi passi della leadership cinese nei prossimi giorni?

Pubblicazione del documento "Decisione del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese sui maggiori temi riguardanti il comprensivo approfondimento delle riforme". Quello che finora si sa, dal comunicato finale del Comitato Centrale del partito, sono le linee guida delle riforme che segneranno i prossimi anni della leadership di Xi Jinping e Li Keqiang, rispettivamente presidente e primo ministro della Cina: il "ruolo decisivo" dell'economia nel mercato, l'approvazione di diverse forme di proprietà, una governance più votata al servizio del cittadino, l'istituzione di un moderno sistema fiscale, la "eco-civilizzazione" del Paese, l'abbattimento di alcune barriere agli investimenti, e una maggiore integrazione tra città e aree rurali, solo per citare i maggiori provvedimenti delle quindici aree di intervento segnalate dai membri del Comitato Centrale riuniti nel plenum. "L'obiettivo generale delle riforme approvate -sottolineava il comunicato finale del plenum- è quello di migliorare lo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi e promuovere la modernizzazione del sistema di governo".

Un gruppo ristretto di leader guiderà le riforme. L'istituzione di una commissione incaricata di guidare le riforme è una delle novità del terzo plenum, assieme all'altra commissione, quella per la sicurezza dello Stato. Il nuovo gruppo ristretto di leader avrà il compito di "approfondire complessivamente le riforme", come recita il comunicato finale del terzo plenum. Il compito dei membri non si focalizzerà solo sulle riforme economiche, ma anche sul sistema di governance, come ha specificato il quotidiano in lingua inglese China Daily. Una delle implicazioni più rilevanti riguardo alla nuova commissione potrebbe essere quella, già avanzata dai primi commentatori, di prendere il posto della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, a tutt'oggi il massimo organo di pianificazione economica della Cina, che agisce nella regolamentazione dei prezzi.


14 novembre 2013


PLENUM: PER CHI SONO LE RIFORME

 

di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 


Pechino, 13 nov. - Sono passate poco più di 24 ore dalla fine del terzo plenum, che ha annunciato le riforme che la Cina varerà nei prossimi anni accolte con sentimenti contrastanti dagli analisti. Il comunicato finale del plenum (qui la traduzione di AgiChina24) citava tutti i campi che necessitano di una riforma in Cina, quindici, secondo il conteggio di Caixin, che vanno dall'economia alla giustizia all'ambiente allo sviluppo ineguale, all'esercito. La parte del leone nelle riforme riguarda l'economia, che mantiene il suo "ruolo decisivo" nell'allocazione delle risorse, anche se è ancora difficile intravedere reali riforme, a cominciare dalle imprese di Stato, che dovranno adeguarsi maggiormente alle regole del mercato, ma allo stesso tempo avere un "ruolo-guida" nell'economia, come recitava il comunicato finale del plenum, senza delineare una chiara linea di demarcazione tra l'economia pubblica e quella privata. Tra gli obiettivi dei cambiamenti in economia ci sono la libera competizione e la riduzione delle barriere di accesso al mercato, obiettivi già proposti per la zona di libero scambio di Shanghai, inaugurata alla fine di settembre scorso.

Tra le novità di maggiore rilievo c'è l'istituzione di una commissione per la sicurezza dello Stato, che avrà il compito di "migliorare la governance sociale e salvaguardare gli interessi del popolo", e avrà tra i suoi obiettivi quello di coordinare la strategia di prevenzione e risposta agli attacchi di "terroristi, separatisti ed estremisti", come ricordato oggi dal ministero degli Esteri, che incarnano i tre mali che minano la stabilità del Paese. Più in generale, la commissione si occuperà sia delle minacce interne che di quelle esterne, come le dispute con il Giappone e i Paesi del sud-est asiatico per i territori contesi nei mari della Cina e la minaccia nucleare nord-coreana.

 

Il nuovo organo avrà poteri molto ampi, secondo i primi esperti, e potrebbe riprendere nelle sue competenze il modello del National Security Council statunitense, riunendo sotto un'unica commissione il coordinamento dell'intelligence militare e civile cinese, concedendo "un enorme potere alla presidenza", secondo quanto dichiarava alla Reuters Cheng Li, esperto di politica cinese e professore della Brookings Institution. Anche la Cina, con l'introduzione della nuova commissione, avrà quindi il suo National Security Council, con la differenza, scriveva oggi Caixin, che "mentre nel mondo la maggiore parte di questi enti sono governativi, questo risponde a un partito". Se i dettagli riguardo alla nuova commissione sono ancora scarsi, il magazine economico-finanziario prevede la presenza di personale della Difesa, degli Affari Esteri e dei dipartimenti di intelligence al suo interno.

 

Le aree di intervento a livello sociale sono quelle più attese, anche se ancora non viene delineato un sistema di welfare sociale che possa rispondere all'intreccio di esigenze dei cittadini e di progetti di urbanizzazione della classe dirigente. Il nuovo ceto medio che Pechino prevede essere protagonista dell'urbanizzazione non gode ancora di un sistema di sicurezza sociale affidabile: tra le decisioni del plenum c'è anche quella di una maggiore integrazione tra residenti urbani e rurali, ma i cambiamenti in questo campo sono complessi e passano attraverso la riforma fiscale e delle amministrazioni locali, ma anche attraverso interventi sulle pensioni, con una popolazione che invecchia sempre più rapidamente e fatica a essere sostituita dalle nuove leve, ridotte negli ultimi trenta anni dalla politica del figlio unico. Di una possibile revisione della norma non ci sono segnali concreti nel comunicato finale del plenum, ma potrebbe andare secondo alcune fonti, verso un parziale ammorbidimento, permettendo alle coppie con anche solo un genitore a essere stato figlio unico di avere due figli. Fino a oggi, entrambi i genitori dovevano essere figli unici.


13 novembre 2013

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