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NYT: JP MORGAN IN AFFARI CON LA FIGLIA DI WEN JIABAO

NYT: JP MORGAN IN AFFARI CON LA FIGLIA DI WEN JIABAO


di Eugenio Buzzetti e Sonia Montrella


Twitter@Eastofnowest e @SoniaMontrella



Pechino, 14 nov. - Un'altra inchiesta del New York Times svela gli affari della famiglia dell'ex primo ministro cinese Wen Jiabao. Tra le firme compare ancora quella di David Barboza, premio Pulitzer 2013 per il dossier pubblicato il 30 ottobre dello scorso anno sugli affari illeciti della famiglia Wen imbarazzando la Cina.

Secondo la nuova inchiesta, che cita dirigenti di JP Morgan a Hong Kong, la banca d'affari statunitense JP Morgan versava 75mila dollari al mese a una società di consulenza, la Fullmark Consultants, diretta da Lily Chang, pseudonimo per Wen Ruchun, figlia dell'ex primo ministro cinese. Il quotidiano statunitense ha visionato documenti, file pubblici e interviste. Le autorità di Washington, riferisce il quotidiano, stanno indagando sui legami tra JP Morgan e la figlia di Wen, per appurare se ci sono stati scambi di assunzioni e contratti in cambio di  accordi d'affari con aziende di Stato cinesi. JP Morgan sta collaborando con l'inchiesta, e al momento non è accusata di alcun reato.

L'indagine era cominciata quando JP Morgan aveva deciso di assumere la figlia di un funzionario delle Ferrovie, e il figlio di un membro dell'authority del settore bancario, ora al vertice di un'azienda di Stato cinese. Nel periodo compreso tra il 2006 e il 2008, la società di consulenza di Wen Ruchun avrebbe ottenuto in totale 1,8 milioni di dollari. JP Morgan avrebbe avuto come ritorno, la possibilità di essere "introdotta" e di avere affari "assicurati" con la China Railway Group, società che costruisce linee ferroviarie per il governo cinese. La banca d'affari statunitense è stata uno dei sottoscrittori dell'offerta pubblica di acquisto del gruppo del 2007, pari a cinque miliardi di dollari. "Ancora non è chiaro -scrive il New York Times- se Wen Jiabao abbia giocato un ruolo in quell'accordo, ma come primo ministro aveva la responsabilità ultima sui gruppi di Stato e le autorità regolatrici".

Negli ultimi due decenni – si legge sul NYT - le banche di Wall Street e le multinazionali che operano in Cina hanno coinvolto i cosiddetti principini – i figli dei padri della rivoluzione -  come impiegati, consulenti o partner nei maggiori accordi 'affari con la Cina.

I figli dell'elite cinese al potere, secondo gli esperti, hanno fatto ricorso più di qualche volta a pseudonimi per proteggere la loro privacy a scuola o in viaggio. E la figlia dell'ex premier avrebbe utilizzato lo stesso nome sia all'Università di Delaware dove ha conseguito l'MBA, sia nel mondo degli affari. I nomi sono attestati da due diverse carte d'identità: la prima emessa da Pechino per la signora Wen Ruchun, la seconda dalla città di Dalian per Chang Lily. Con questo nome, dopo il master conseguito nel 1998, si è fatta conoscere negli ambienti di Wall Street, che – sostiene ancora il NYT – la corteggiava in quanto figlia di Wen Jiabao. La donna ha lavorato prima per la Lehman Brothers e poi alla Credit Suisse. Parallelamente Lily Chang deteneva pacchetti azionari in diverse società private.

Dai documenti analizzati dal quotidiano emerge che il lavoro della signora Wen per JP Morgan era legato alla sua società Fullmark Consulting, con sede al 9 piani della Torre C2 dell'Oriental Plaza, complesso di uffici nel centro d Pechino.
Negli ultimo decenni il complesso avrebbe inoltre ospitato alte compagnie private controllate dalla famiglia Wen, tra cui la Ping An Insurance, prima società di servizi finanziari cinese, al centro dell'inchiesta dello scorso ottobre secondo cui la madre di Wen Jiabao, Yang Zhiyun, sarebbe l'intestataria di un pacchetto di 120 milioni di dollari della società, mentre il figlio, Wiston Wen, sarebbe stato uno dei principali fornitori della compagnia quando era a capo della Unihub, società del settore delle telecomunicazioni.


Da allora, il quotidiano è stato oscurato dalla censura in Cina. In precedenza stessa sorte era toccata all'agenzia Bloomberg, che a giugno del 2012 aveva svelato gli affari della famiglia di Xi Jinping, allora vice presidente cinese. Nei giorni scorsi la stessa Bloomberg è stata attaccata per essersi auto-censurata su una storia che riguardava gli affari tra l'uomo più ricco di Cina, Wang Jianlin, fondatore del gruppo di real estate Wanda, e alcuni alti funzionari cinesi.



14 novembre 2013

 

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