Politica interna

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Niente più inglese
per entrare all'università

Niente più inglese <br />per entrare all università


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 9 dic. - Per entrare all'università, gli studenti cinesi non avranno più bisogno di superare un esame di inglese. Lo scrive oggi l'agenzia Xinhua, che cita il nuovo piano per la riforma degli esami e della registrazione ai corsi messo a punto dal Ministero dell'Educazione. Il Ministero, precisa l'agenzia, "chiederà l'opinione del pubblico prima della pubblicazione" delle nuove direttive. Dopo essere stato in vigore per trenta anni, con il nuovo piano la Cina volta pagina e cambia il sistema di valutazione degli studenti. "Attualmente, il sistema educativo in Cina è basato unicamente sui risultati. Non importa il sistema di valutazione o il modo in cui selezioniamo gli studenti - ha dichiarato il vice ministro all'Educazione, Liu Limin - E questo è un problema chiave del sistema educativo". Il piano nei dettagli verrà annunciato nella prima metà del prossimo anno.

 

Il "gaokao", l'esame per eccellenza in Cina, che si tiene una volta all'anno e regola l'accesso alle facoltà universitarie determinando il futuro di milioni di studenti, sarà quindi più leggero. L'esame di inglese non si terrà più una volta all'anno, ma sarà diviso in più appuntamenti, per dare modo agli studenti di prepararsi al meglio e non presentarsi con un'eccessiva tensione alla prova che deciderà il loro futuro accademico: sarà possibile darlo due volte in un anno per tre anni consecutivi, e alla fine verrà conteggiato solo il migliore risultato nel curriculum di studi.

 

Prima che le nuove misure divengano attive a livello nazionale dovrà passare ancora un po' di tempo: si partirà con alcune città e province pilota già dall'anno prossimo, prima di introdurre il nuovo metodo di valutazione degli studenti a livello nazionale a partire dal 2017. Entro il 2020 sarà poi in vigore un nuovo esame a livello nazionale. Pechino sarà tra le prime città a ridurre il peso dell'inglese nel gaokao, che conterà, a partire dal 2016, per 100 anziché per 150 punti, e darà, invece, maggiore risalto al cinese.

 

Mentre il premier britannico David Cameron, di ritorno a Londra settimana scorsa dopo la missione di tre giorni in Cina, sprona gli studenti inglesi a studiare il mandarino anziché il francese, la Cina decide di ridurre il peso della lingua degli affari nel curriculum dei suoi studenti. Una scelta che non tutti condividono e accolgono allo stesso modo. C'è chi ritiene che il nuovo metodo possa comportare un impegno anche superiore nell'apprendimento della lingua inglese, che scomparirà dal gaokao, ma rimarrà come requisito per alcuni corsi e alcune facoltà, e chi teme minori chance per i propri figli, come una mamma di Shanghai sentita dallo Shanghai Daily, che spiega come molte delle grandi aziende della città sono a capitale straniero e richiedono una conoscenza adeguata della lingua inglese ai loro dipendenti.



09 dicembre 2013

 

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