Politica interna

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NEOLAUREATI, PIU' CHANCE PER I FIGLI DEI FUNZIONARI

NEOLAUREATI, PIU  CHANCE PER I FIGLI DEI FUNZIONARI<br />


di Antonia Cimini

 

Pechino, 16 mag.  - A parità di età e titolo di studio, i giovani neolaureati cinesi con un familiare nell'amministrazione statale hanno una marcia in più per sfondare nel mondo del lavoro. Lo rivela uno studio dell'Università Tsinghua di Pechino, in base al quale i figli di funzionari pubblici guadagnano al loro primo impiego in media il 18% in più rispetto ai colleghi di più ordinari natali.

 

Nel paese con il più alto numero di laureati e un mercato del lavoro fra i più competitivi, le discriminanti per il successo sono un buon contesto familiare e un corso di studi presso una delle università più famose.

 

La facoltà di Economia dell'università Tsinghua ha realizzato lo studio nel 2010 su un campione di 6059 neolaureati provenienti da 19 università in 11 province della Cina. Il risultato pubblicato di recente indica che, a fronte di un primo stipendio medio di 2153 renminbi (circa 270 euro) mensili per i giovani al primo impiego, i figli di funzionari percepiscono in media 2486 renminbi al mese, ossia il 18% in più a parità di altre condizioni. "Chi cresce in una famiglia di pubblici impiegati è educato a mantenere una rete di relazioni simile a quella intessuta dai genitori, si trova in un ambiente in cui le opportunità sono maggiori e verosimilmente riceve una migliore educazione rispetto a giovani con diverso contesto familiare" spiega ad AgiChina24 il professor Li Hongbin della Tsinghua, che ha diretto la ricerca. A parità di educazione un fattore che fa alzare il livello di guadagno è la conoscenza dell'inglese: coloro che hanno un'alta padronanza della lingua straniera ricevono un salario del 18% più alto della media.

 

Sebbene il capitale sociale sia accumulato in ambito pubblico, i giovani al primo impiego preferiscono, a ragione, un'occupazione nelle imprese straniere, i cui livelli di remunerazione superano di gran lunga le aziende pubbliche, la pubblica amministrazione e Partito e le imprese private cinesi. Un primo salario in una compagnia a capitale straniero sarà remunerato in media 2741 renminbi mensili, contro i 1951 renminbi mensili corrisposti da un'azienda interamente cinese. I settori più redditizi sono guidati dall'ingegneria e la gestione, seguiti da legge e agricoltura e distanziati in basso alla lista dalle professioni mediche. Un ingegnere percepisce al primo impiego in media 2304 renminbi al mese, mentre un collega nel mondo medico porta a casa appena 1335 renminbi al mese.

 

"Altre competenze, come curricula extra scolastici, periodi di formazione e persino appartenenza o meno al Partito Comunista non hanno alcun impatto degno di nota nella distribuzione dei salari al primo impiego" fa notare il professor Li. Il contesto familiare è il dato principale su cui riflettere: "se i figli di ufficiali inizieranno a farsi largo in base alla regola del nepotismo, questo trend potrebbe danneggiare seriamente l'efficienza e l'uguaglianza nella mobilità sociale in Cina" dice Li, che per il momento ha solo scoperchiato la punta di un iceberg a cui il sentire comune e il mondo della rete attribuisce molti degli stenti a cui devono far fronte i giovani alla ricerca di un primo impiego. Solo nel 2011 i neolaureati lamentavano di percepire meno di un lavoratore migrante all'uscita di università anche prestigiose. Ma il numero dei super educati è cresciuto in maniera esponenziale negli anni, da appena un milione nel 2000 alla cifra record di 6,3 milioni nel 2010, aumentando la competizione in tutti i settori.

 

L'università Tsinghua ha ripetuto l'indagine per gli anni a seguire e nella seconda metà di quest'anno saranno resi noti i dati relativi al 2011.



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