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Politica interna

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Scrittore Mo Yan:
"Censura è necessaria"

Scrittore Mo Yan: <br /> Censura è necessaria  <br />


di Antonio Talia
Twitter@AntonioTalia

 

Pechino, 7 dic.- La censura è necessaria, come i controlli di sicurezza agli aeroporti: è il concetto espresso dallo scrittore cinese Mo Yan in una conferenza stampa a Stoccolma, dove si trova per ritirare il premio Nobel per la letteratura.

"Non credo che la censura possa o debba prendere il posto della verità, ma credo anche che ogni tipo di diffamazione o diceria dovrebbe essere censurato" ha detto Mo Yan rispondendo a una domanda dei giornalisti presenti in merito ai suoi rapporti con la libertà d'espressione e con il governo cinese.

"Spero che la censura si attenga ai principi più nobili" ha detto ancora Mo Yan. "Quando sono salito sull'aereo per raggiungere la Svezia, ho dovuto affrontare i controlli di sicurezza, ho persino dovuto togliere cintura e scarpe. Ma sono convinto che queste forme di controllo siano necessarie". 

Mo Yan, 57 anni, vero nome Guan Moye, autore di romanzi come "Sorgo Rosso" e "Il supplizio del legno di sandalo", ha scelto uno pseudonimo che in cinese significa letteralmente "non parlare". Il premio Nobel per la letteratura 2012 gli è stato conferito per le suo opere, "che fondono con realismo allucinatorio storia, folklore e vita contemporanea", come si legge nelle motivazioni dell'accademia svedese.

Tuttavia, Mo Yan è spesso oggetto di critiche per la sua adesione al Partito comunista cinese e per l'atteggiamento tiepido assunto nei confronti di tematiche come i diritti umani e la libertà d'espressione. Nel corso della conferenza stampa lo scrittore ha anche evitato di approfondire la questione di Liu Xiaobo, attivista politico, vincitore del premio Nobel per la pace 2010, che sta scontando una condanna a 11 anni per incitazione alla sovversione dopo aver promosso e firmato "Charta '08", un manifesto che proponeva la modifica del sistema cinese in senso democratico e multipartitico. "Ho già espresso la mia opinione in merito la sera stessa in cui ho ricevuto la notizia della vittoria del Nobel" ha detto Mo Yan, che in quell'occasione aveva manifestato la speranza di un immediato rilascio di Liu Xiaobo.

Mo Yan, tuttavia, non sarà tra i firmatari dell'appello già siglato da 134 premi Nobel per chiedere la liberazione di Liu Xiaobo: "Sono sempre stato indipendente, mi piace rimanerlo. Quando qualcuno cerca di forzarmi a fare qualcosa, io non la faccio" ha concluso lo scrittore.

 

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