Politica interna

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Lima,  Pechino vuole lotta
a cambiamento climatico

Lima,  Pechino vuole lotta <br />a cambiamento climatico


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 11 dic. - L'urbanizzazione della Cina sarà la fonte principale della crescita sul piano delle emissioni inquinanti e dello sfruttamento delle risorse, ma Pechino agirà in prima linea contro i cambiamenti climatici. Lo ha dichiarato il capo della delegazione cinese alla Conferenza sul Clima di Lima, in Perù, che si conclude domani. Xie Zhenhua, che in Cina occupa la carica di vice presidente della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, l'agenzia governativa di pianificazione economica, ha parlato dell'impatto ambientale dell'urbanizzazione cinese che nei prossimi anni porterà decine di milioni di persone a trasferirsi dai piccoli centri alle città di seconda e terza fascia. "Mentre il Paese entra nel medio e nell'ultimo stadio di industrializzazione - ha affermato Xie - l'urbanizzazione diventerà l'area di maggiore crescita delle emissioni e di sfruttamento delle risorse energetiche".

 

L'alto funzionario cinese ha definito "abbastanza realistico" l'obiettivo per la Cina di raggiungere entro il 2030 il picco delle emissioni inquinanti per poi scendere, come annunciato il mese scorso dopo i colloqui tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a margine del vertice Apec di Pechino. La Cina punta a una crescita "più efficiente e di alta qualità" rispetto al passato, ha spiegato ancora Xie. "Agire contro i cambiamenti climatici non è qualcosa di imposto da altri - ha concluso il numero due della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme - è qualcosa che vogliamo fare noi stessi".

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha sottolineato martedì scorso, in un messaggio di "speranza e urgenza", l'importanza di "agire ora" contro il cambiamento climatico provocato dalle emissioni inquinanti. Ban Ki-moon ha chiesto "progressi tangibili" nel finanziamento per combattere il proliferare delle emissioni, attraverso il Green Climate Fund e l'adozione di linee guida da parte dei singoli governi e della cooperazione sul piano internazionale.

 

La conferenza dovrebbe produrre un primo passo verso l'accordo sul clima da fissare nel dicembre 2015, durante la conferenza di Parigi, l'appuntamento più importante sul tema del prossimo anno. Ban Ki-moon ha chiesto una bozza di testo "bilanciata, ben strutturata e coerente" da cui partire per i negoziati che si dovranno concludere tra dodici mesi. Per favorire i progressi verso un accordo, oggi è previsto l'arrivo alla conferenza del segretario di Stato americano, John Kerry, anche se gli Stati Uniti hanno finora escluso la possibilità di un accordo sulle emissioni con l'India simile a quello raggiunto con la Cina il mese scorso. "Non abbiamo sviluppato un processo simile con l'india" ha dichiarato ieri il capo della delegazione statunitense a Lima, Todd Stern. Assieme a Cina, Stati Uniti e Unione europea, l'India è uno dei maggior i produttori di emissioni inquinanti al mondo. 

11 dicembre 2014

 

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