Politica interna

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Indagato Jiang Jiemin;
Zhou Yongkang nel mirino

Indagato Jiang Jiemin;<br />Zhou Yongkang nel mirino


di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 2 set. - E' il primo membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese a essere indagato dell'era Xi Jinping. Jiang Jiemin, fino a marzo scorso presidente di China National Petroleum Corporation (CNPC) colosso petrolifero del Dragone, e oggi presidente della SASAC, la State-owned Asset Supervision and Administration Commission, che controlla la gestione degli asset statali, è da ieri ufficialmente sotto indagine dal parte della Commissione Disciplinare del PCC per "gravi violazioni disciplinari", formula con la quale si sottintende un'accusa di corruzione. Jiang è dunque la prima vittima eccellente di quella che alcuni già definiscono come una lotta alla corruzione all'interno dei monopoli di Stato, dove si concentrano privilegi e grossi ricavi, e che si sta concentrando proprio sul gruppo un tempo retto da Jiang, che la scorsa settimana ha visto l'arresto di quattro top manager. CNPC ha reso noto nei giorni scorsi che sosterrà l'azione degli inquirenti contro i casi di corruzione all'interno dell'azienda.

 

L'accusa contro di lui è relativa a un fatto di corruzione ai tempi in cui Jiang era a capo di CNPC, secondo quanto rivelato al quotidiano in lingua inglese China Daily da una fonte che ha familiarità con le indagini, con pagamenti illeciti a compagnie private o straniere riguardanti alcuni giacimenti petroliferi. Dopo avere lavorato nel petrolio per decenni, Jiang ha ricoperto, tra le altre, la carica di vice governatore del Qinghai, dal 2000 al 2004. La sua familiarità con il mondo del petrolio non gli era servita a evitare le critiche ufficiali. Nel 2011, Jiang aveva ricevuto una nota di demerito dal Consiglio di Stato, il governo cinese, per la sua gestione dell'azienda e in particolare per l'esplosione di una condotta nel porto di Dalian, nel 2010, che aveva provocato una forte perdita di greggio in mare e danni per oltre duecento milioni di yuan.

 

Non ci sono le malversazioni a suo carico. Lo scorso anno, Jiang era anche stato indagato per un incidente automobilistico avvenuto nel marzo 2012 che aveva coinvolto il figlio di un importante funzionario del partito, Ling Jihua, ai tempi segretario personale del presidente Hu Jintao, che aveva provocato la morte del figlio ventenne, Ling Gu. Le voci che si erano diffuse su internet riguardo allo scontro automobilistico erano state state presto cancellate dalla censura, e per alcuni mesi non si era più parlato dell'accaduto, fino al settembre scorso, quando si era saputo con certezza che a bordo dell'auto c'era il figlio di Ling Jihua, morto sul colpo: oltre al giovane, a bordo dell'autovettura c'erano anche altre due ragazze, una nuda e un'altra semi-nuda. Alcune fonti hanno dichiarato al South China Morning Post di Hong Kong che Jiang avrebbe pagato decine di milioni di yuan alle famiglie delle due ragazze rimaste coinvolte nell'incidente autostradale per il loro silenzio. L'incidente occorso al figlio ha stroncato la carriera di Ling Jihua, fino a quel momento dato come un astro nascente della politica cinese, e che avrebbe dovuto ricoprire un ruolo di assoluto prestigio nella sesta generazione di leader, che governerà la Cina dal 2022.


Zhou Yongkang

 

La vicenda di Jiang Jiemin si intreccia con quella di un altro ex dirigente del petrolio cinese, Zhou Yongkang, di cui Jiang è ritenuto un protetto. Oggi in pensione, fino a novembre scorso Zhou era membro del Comitato Permanente del Politburo con la carica di responsabile degli apparati di sicurezza (tra cui il corpo della Wujing, la polizia armata del popolo). Sulla sua sorte si erano alternate diverse voci a cominciare da maggio 2012, per i suoi legami con l'ex leader di Chongqing, Bo Xilai, processato nei giorni scorsi per corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere e in attesa del verdetto della Corte Intermedia del Popolo di Jinan, nella Cina orientale. All'epoca si era parlato di un accantonamento di Zhou e di uno svuotamento della sua carica di ogni effettivo potere, a favore del ministero della Pubblica Sicurezza. Anche nel caso di Zhou Yongkang, le indagini dovrebbero concentrarsi su diverse transazioni finanziarie riguardanti giacimenti petroliferi, secondo quanto rivelato al South China Morning Post di Hong Kong da tre fonti a conoscenza dei fatti.



Le accuse ancora non formalizzate nei confronti di Zhou avrebbero non avrebbero a che vedere con i suoi legami politici, almeno formalmente, ma con casi di corruzione che vanno dal 1988 al 2002, quando Zhou aveva ricoperto, tra le altre, prima la carica di general manager di CNPC, e poi quella di capo del partito del Sichuan, nella Cina meridionale. In questo periodo la sua carriera si era incrociata con quella di Jiang (negli anni 1993-94) quando entrambi erano funzionari petroliferi nello Shandong, ma le accuse nei confronti di Jiang si concentrerebbero in un periodo successivo, quando Jiang era a capo di CNPC, carica che avrebbe ottenuto al termine di una fulminea carriera, all'ombra del suo protettore politico, Zhou Yongkang.

 

Se le accuse nei confronti di Zhou venissero ufficializzate, l'ex capo degli apparati di sicurezza cinesi sarebbe il più alto funzionario politico a finire indagato da decenni. Al momento la Commissione Disciplinare ha stabilito un gruppo di persone che dovranno indagare sul caso. Alcuni uomini che facevano capo a Jiang (e a Zhou stesso), come Wang Yongchun, vice general manager di CNPC, si trovano già sotto inchiesta per gravi violazioni disciplinari. Le indagini nei confronti dei quattro altri dirigenti del gruppo, ufficializzate il 26 agosto scorso, sarebbero cominciate proprio a marzo, mentre si consumava il ricambio generazionale ai vertici del partito e dello Stato e Jiang Jiemin aveva lasciato il posto al vertice di CNPC per occupare quello di presidente della SASAC. Oltre a Wang Yongchun i vertici di CNPC e PetroChina indagati sono Li Hualin, anch'egli vice general manager del colosso petrolifero statale, Ran Xinquan, vice presidente di PetroChina e Wang Daofu, capo del dipartimento di geologia di CNPC.

 

Nonostante le indagini in corso CNPC si conferma come uno dei più importanti asset in mano allo Stato, aggiudicandosi il secondo posto nella lista delle 500 maggiori imprese cinesi pubblicata dalla China Enterprise Confederation. A guidare la classifica è, per il nono anno consecutivo, un altro gruppo petrolifero, Sinopec, con ricavi nel 2012 per 2830 miliardi di yuan, pari a 350 miliardi di euro. CNPC ha ottenuto lo scorso anno ricavi per 2680 miliardi di yuan. Nella top ten, c'è anche un altro gruppo petrolifero, la China National Offshore Oil Corporation, CNOOC. Gli altri posti sono occupati da i quattro grandi gruppi bancari (Industrial & Commercial Bank of China, China Construction Bank, Agricultural Bank of China e Bank of China) dall'azienda elettrica statale, la State Grid, e dal principale operatore telefonico cinese, China Mobile.




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