Politica interna

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In carcere da 3 mesi
assistente Die Zeit

In carcere da 3 mesi<br />assistente Die Zeit


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 16 gen. - In carcere da tre mesi, senza la possibilità di incontrare un avvocato per due. E' la storia di Zhang Miao, assistente della corrispondente dalla Cina del quotidiano tedesco Die Zeit, Angela Kockritz, che ha denunciato sulle pagine del proprio giornale la vicenda della sua collaboratrice. Zhang Miao si trova dal 2 ottobre nel carcere di Tongzhou, località alla periferia sud-est di Pechino, ma solo il 10 dicembre scorso ha potuto vedere il suo avvocato. L'accusa, per lei, è quella di non essere in regola con l'accredito. I cittadini cinesi non possono lavorare come giornalisti per i media stranieri, ma soltanto come assistenti. Uno dei suoi ultimi lavori per il giornale tedesco è stata la copertura delle manifestazioni di Occupy Central, a Hong Kong.

I giorni di Occupy Central sono stati anche gli ultimi in cui Zhang e Cockritz si sono viste, racconta l'ex corrispondente da Pechino di Die Zeit nel lungo articolo dedicato alla sua collaboratrice. Dopo di allora, Cockritz è stata più volte interrogata dalla polizia, in alcuni casi per oltre quattro ore e mezzo, scrive lei. Accusata di essere una spia dalle forze dell'ordine, e sotto la minaccia di non rinnovarle il visot, ha deciso di lasciare la Cina. "Non vogliamo complicare gli sforzi diplomatici per assicurare il suo rilascio - ha scritto la stessa Angela Kockritz sul giornale tedesco in un lungo articolo in cui racconta la vicenda della sua collaboratrice - Ma siccome non abbiamo ancora raggiunto risultati, consideriamo necessario rendere pubblico ora il destino della nostra collega Zhang Miao".

La vicenda di Zhang Miao, ripresa anche dai media internazionali, ha attirato forti critiche anche da parte del Foreign Correspondents Club of China, l'associazione che raggruppa i giornalisti stranieri in Cina, che oggi ha condannato "nei termini più forti" la sorte della corrispondente, che definisce vittima di una "intimidazione oltraggiosa", e ha chiesto ai suoi membri di "continuare a scrivere sulla detenzione e sul trattamento di Zhang Miao". I casi di arresto ai danni di assistenti cinesi di corrispondenti stranieri non sono infrequenti in Cina. Tra gli ultimi, da segnalare c'è il caso dello scorso anno riguardante l'assistente del quotidiano giapponese Nikkei, di nome Xin Jian, arrestata dopo avere intervistato un noto avvocato dei diritti umani, Pu Zhiqiang.

16 gennaio 2015

 

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