Politica interna

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Il plenum della nuova normalità
Crescita "intorno al 6 virgola"

Il plenum della nuova normalità<br />Crescita  intorno al 6 virgola


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 27 ott. - Il quinto plenum del Partito Comunista Cinese che si è aperto ieri a Pechino vedrà i leader politici cinese confrontarsi con le sfide dell'economia, mai come oggi così pressanti. I dirigenti del partito usciranno giovedì dal conclave politico con l'agenda per il tredicesimo piano quinquennale che guiderà lo sviluppo cinese dal 2016 al 2020, e che con ogni probabilità, stando alle ultime parole del vice governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, vedrà il gigante asiatico crescere "intorno al sei virgola" nei prossimi cinque anni.

Il ridimensionamento della crescita rispetto ai decenni passati non è un problema in sé per Pechino che già in passato aveva messo in conto il rallentamento dell'economia. Negli anni tra il 2011 e il 2015, la Cina è cresciuta intorno all'8%, secondo i calcoli dell'Ufficio Nazionale di Statistica pubblicati nelle scorse settimane e anche con una crescita media del 6,5% per i prossimi anni, Pechino si presenterà al 2020 come un gigante dell'economia in linea con le proprie aspettative di medio periodo. Se il dato numerico non crea eccessivi timori, a provocare più di un grattacapo ai leader cinesi è la qualità della crescita. La Cina "non difenderà fino alla morte nessun obiettivo" aveva dichiarato nei giorni scorsi il primo ministro Li Keqiang, un commento che aveva dato un'ulteriore conferma sul rallentamento della crescita nei prossimi anni, ma il problema, per gli analisti saranno le modalità di intervento che compariranno nella nuova agenda economica di Pechino.

"Penso che si sia parlato a lungo  della ristrutturazione economica, ma ora è arrivato il momento di stendere il piano di questo processo. I leader dovranno decidere quali saranno le priorità", afferma ad Agichina, Li Kui-wai, docente di economia della City University di Hong Kong. Tra queste il docente di Hong Kong cita quella dell'innovazione tecnologica, oggetto di attenzione continua da parte del governo cinese. "Il settore più critico è quello della tecnologia. La Cina punta a diventare un Paese hi-tech, ma non è facile: devono decidere cosa vogliono e fare i conti con il capitale umano che hanno a disposizione per capire se potranno affrontare la sfida". Quello che appare chiaro è che il nuovo piano quinquennale, che verrà ratificato nel marzo prossimo, quando verrano svelati anche i dettagli dell'agenda economica cinese, sarà un punto di svolta per il gigante asiatico. "La Cina è oggi a un crocevia e deve decidere quale strada intende prendere - continua Li - I leader cinesi dovranno decidere se mantenere un tasso di crescita alto e continuare lungo la strada degli investimenti, come in passato, o se invece scegliere un percorso diverso e un tasso di crescita più basso e sostenibile, anche se i leader sanno che non ci si può aspettare ancora un tasso di crescita così alto".

Su quest'ultimo il consenso è unanime anche tra gli esperti cinesi. Il rallentamento della crescita è un fattore con cui Pechino avrà a che fare  per i prossimi anni. "L'economia si dovrà confrontare con pressioni verso il basso ancora più alte - ha spiegato ai microfoni dell'agenzia Xinhua Chang Xiuze, economista presso l'università Tsinghua - e il vecchio obiettivo economico del 7% sarà sempre più difficile da raggiungere". Tra gli obiettivi a cui, invece, Pechino tiene ci sono quelli legati all'ambiente, oggetto anche di un editoriale del Quotidiano del Popolo nei giorni scorsi. "Il governo dovrà ricorrere a restrizioni nel campo dell'energia, in particolare per quanto riguarda il carbone, per portare avanti la ristrutturazione dell'economia", ha spiegato Lin Boqiang, uno dei massimi esperti di questioni energetiche in Cina in un editoriale da lui scritto sul China Daily. L'obiettivo ambizioso di migliorare l'ambiente è accolto con un certo scetticismo dall'analista di Hong Kong. "Sarà difficile per la Cina migliorare l'ambiente in maniera significativa nei prossimi cinque anni - conclude Li - in un periodo di tempo più lungo, invece, potrebbe essere possibile sviluppare una green economy più completa".

 

27 ottobre 2015

 

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