Politica interna

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IL NUOVO PIANO DI RIFORMA DEL GOVERNO

di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 11 mar. - Accorpamenti di ministeri, riduzione di agenzie governative, rafforzamento delle unità navali e accorpamento degli organi di controllo e vigilanza sui media. Sono questi i punti su cui si focalizza il piano di riforma del governo cinese presentato ieri durante i lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Il Consiglio di Stato, il governo cinese, sarà quindi più snello, anche se vedrà una maggiore presenza di super-ministeri, come quello dei Trasporti che ha accorpato l'ex ministero delle Ferrovie, colpito da uno scandalo di tangenti miliardarie nel 2011 per la realizzazione delle tratte ad alta velocità. Il ridimensionamento del ministero era previsto da tempo, dopo che l'ex ministro Liu Zhijun era stato defenestrato, e ora dovrà rispondere di diverse accuse di corruzione.

 

Il governo ha poi aumentato i poteri dell'Amministrazione Nazionale degli Oceani, che da oggi avrà oltre al compito di sorveglianza marittima, anche il ruolo di Guardia Costiera, prima di competenza del ministero della Pubblica Sicurezza, e di pattugliamento dell'attività di pesca, prima di competenza del Ministero dell'Agricoltura. Infine, l'Amministrazione Nazionale degli Oceani agirà da coordinamento delle attività di anti-contrabbando. La riforma di questa agenzia arriva in un momento di profonda tensione tra la Cina e il Giappone per questioni di sovranità territoriale mal Mare Cinese Orientale tra i due Paesi, con Pechino e Tokyo che si contendono le isole Senkaku, amministrate dal Giappone e che Pechino chiama Diaoyu. Secondo quanto dichiarato dal segretario generale del Consiglio di Stato Ma Kai, lo scopo della nuova riforma è quello di rendere più efficiente l'agenzia governativa e di "salvaguardare i diritti marittimi del Paese". In una conferenza stampa nella giornata di ieri, anche il ministro degli Esteri uscente, Yang Jiechi, aveva ribadito la posizione cinese nei confronti della disputa con il Giappone. "La situazione attuale -aveva dichiarato Yang- è stata causata dall'iniziativa a senso unico del Giappone, e l'origine della disputa sulle Diaoyu si trova nell'occupazione illegale del territorio cinese da parte del Giappone" che a settembre scorso aveva annunciato l'acquisto delle isole disabitate dalla famiglia che ne detiene i diritti di sfruttamento.

 

A subire un parziale ridimensionamento saranno anche le due agenzie di vigilanza sui media. L'Amministrazione Generale della Stampa e delle Pubblicazioni e l'Amministrazione Statale di Radio, Film e Televisione  saranno accorpate in un unico ente. La fusione è parte di uno sforzo per la riduzione delle agenzie governative che verranno ridotte a 25 dalle 27 esistenti. A scomparire sarà anche la Commissione per la Pianificazione Familiare, responsabile della politica del figlio unico, tuttora vigente in Cina e da tempo sotto osservazione per la diminuzione nel numero di donne nel Paese e per i risvolti sul mercato del lavoro, con un invecchiamento progressivo della popolazione e uno squilibrio tra i cittadini attivi e quelli in pensione a favore di questi ultimi. Infine, tra i maggiori cambiamenti rispetto al passato c'è la promozione a livello ministeriale della State Food and Drug Administration, dopo i numerosi casi degli scorsi anni di intossicazione alimentare, che hanno colpito migliaia di cittadini e talvolta provocandone la morte, come per lo scandalo del latte alla melanina, responsabile della morte di sei bambini e dell'intossicazione di trecentomila altre persone. L'aumento dei casi nel corso degli anni è stato certificato anche dal rapporto quinquennale della Corte Suprema del Popolo, il massimo organo giudiziario del Paese, presentato ieri: nel solo 2012 sono stati 11.251 i casi di cibo adulterato o contraffazione presi in esame dall'autorità giudiziaria. "Il governo è preoccupato delle doppie funzioni, delle sovrapposizioni di cariche dirigenziali, delle inefficienze e della burocrazia che hanno permesso alla corruzione e alla insubordinazione di farsi strada" ha dichiarato Ma Kai.

 

NON SOLO RIFORMA DEL GOVERNO

 

All'ordine del giorno, in queste ore, c'è anche un piano per l'educazione. Il filo rosso che lega la nuove misure alla riforma del governo è sempre la riduzione delle inefficienze e dell'eccessiva burocratizzazione. il dibattito sulla riforma del sistema scolastico e universitario si accompagna alla riforma dell'hukou, il sistema di registrazione familiare che penalizza i residenti delle campagne rispetto a chi vive in città e che ha ripercussioni nell'accesso alle università da parte degli studenti vincolati dalla registrazione di residenza. All'esame dell'Assemblea c'è la possibilità di sganciare l'accesso al gaokao -il "grande esame" che gli studenti devono sostenere per accedere alle università del Dragone- dall'hukou per permettere una maggiore uguaglianza e una più ampia libertà di scelta, per evitare di penalizzare chi proviene da aree in cui le risorse destinate all'educazione sono più limitate.

 

Nel rapporto della Corte Suprema del Popolo, si è poi fatto riferimento a una revisione della pena di morte. Secondo il rapporto di lavoro dell'organo giudiziario, negli scorsi cinque anni sono state operate diverse revisioni alle condanne per assicurare che la pena di morte fosse riservata solo ai "crimini estremamente gravi". Dal 2008 al 2012, secondo la Corte Suprema del Popolo, i tribunali di tutto il Paese sono stati estremamente cauti nel comminare la condanna a morte per i detenuti, anche se non viene rivelata la cifra delle persone giustiziate negli ultimi cinque anni, dato, quest'ultimo, che tradizionalmente il governo assimila al segreto di Stato.



NUOVE NOMINE

 

La riunione dell'Assemblea Nazionale del Popolo e del suo organo consultivo, la Conferenza Consultiva Politica del Popolo, è poi occasione per nuove nomine ai vertici dello Stato. Yu Zhengsheng, il più anziano dei sette membri del Comitato Permanente del Politburo, è stato eletto a capo del principale organo consultivo del Paese, la Conferenza Consultiva Politica del Popolo. Assieme a lui sono stati scelti altri 23 vice presidenti: tra questi c'è anche il governatore della Banca Centrale Zhou Xiaochuan. La fresca nomina consente a Zhou di rimanere al suo posto di governatore dell'istituto, come previsto nelle scorse settimane da un'indagine della Reuters. Zhou è il governatore della Banca Centrale di più lungo corso: siede al vertice dell'istituto dal dicembre 2002. Negli scorsi mesi, la sua uscita di scena veniva data per certa, anche perché Zhou non era membro del Comitato Centrale del partito, carica necessaria per ricoprire una carica di livello ministeriale, come quella di governatore della Banca centrale appunto. Con questa nomina, Zhou, 65 anni, potrà, come previsto nelle scorse settimane, rimanere alla guida della politica monetaria di Pechino. La carica di segretario generale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo è andata, invece, a Zhang Qingli, già membro del Comitato Centrale del partito e segretario politico dello Hebei. Zhang era già stato in passato segretario politico del Tibet.

 

FUORI DAL PALAZZO (E DALLA REALTA')

 

Mentre nella Grande Sala del Popolo si decidono i futuri assetti del potere, al di là delle mura che dividono i politici dalla gente comune si è intensificata la presenza delle forze dell'ordine allo scopo di evitare la presenza massiccia di petitioners in piazza Tiananmen. Quella dei petitoners è un pratica attiva da  secoli e che affonda le sue radici nella Cina imperiale, ma che i dirigenti politici del Dragone cercano di limitare soprattutto in questi giorni di delicato cambio al vertice e di riassetto delle istituzioni. Secondo quanto riportato dal network per il rispetto dei diritti umani, Chinese Human Rights Defenders, in centinaia sono stati fermati dalle forze di Pubblica Sicurezza all'ingresso nella capitale, e "innumerevoli" sono stati i controlli e le detenzioni provvisorie. Per fermare i pellegrini della giustizia, che vengono nella capitale per esporre le proprie rimostranze nei confronti dei funzionari locali, sono stati assoldati molti "intercettatori" con il compito di bloccare i postulanti che la polizia provvederà a rispedire ai luoghi di provenienza. Secondo una stima recente, sarebbero venti milioni ogni anno i petitioners che si recano a Pechino per protestare contro le ingiustizie dei funzionari locali: il numero molto alto, va precisato, non tiene conto delle proteste presentate più volte, anche se da persone diverse. Per molto di loro si aprono le porte delle "black jails", le carceri nere, spesso motel logori o micro-appartamenti in aree dismesse nella capitale dove -come emerso anche di recente- possono subire minacce e vessazioni dalle forze dell'ordine. Altri, invece, vengono spediti nei laojiao, i campi di rieducazione attraverso il lavoro, forma extra-giudiziale di detenzione amministrativa, che il governo cinese negli scorsi mesi ha annunciato di abolire entro la fine del 2013.

 

Dietro la serietà istituzionale dell'evento, sono però emerse anche proposte di legge piuttosto particolari da parte di delegati dell'ANP e della CPPCC. Le ha raccolte il Global Times, costola del Quotidiano del Popolo. Contro ogni chiaro segnale degli ultimi mesi che mette al primo posto nell'agenda della nuova leadership la lotta alla corruzione, un delegato del Guangdong, la ricca provincia nel sud-est della Cina, ha proposto pene meno severe per i funzionari finiti in carcere per corruzione. La tempestività non sembra la dote principale neppure di Mu Linru, magnate dell'edilizia e membro della Conferenza Consultiva del Popolo, che chiede politiche meno restrittive da parte del governo sul settore immobiliare. Senza citare le crescenti difficoltà della classe media cinese a diventare proprietaria di casa, Mu adduce come motivazione il fatto che non ci sia niente di scandaloso se, in una transazione immobiliare, chi compra e chi vende sono d'accordo sul prezzo dieci milioni di yuan al metro quadro, pari a circa 1,2 milioni di euro.


 

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