Politica interna

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Hukou, in forza
il mercato nero

Hukou, in forza <br />il mercato nero


di Antonia Cimini

Pechino, 6 sett.- Piu' di diecimila giovani laureati quest'anno nelle universita' di Pechino hanno deciso di restare nella capitale a cercar fortuna, sfidando le inestricabili regole di residenza in atto in Cina.

Per essi si aprono le porte di un mercato nero fiorente come mai prima d'ora, secondo la stampa cinese che denuncia il fenomeno e punta il dito contro un sistema di controllo della popolazione ormai antistorico. Agenzie di servizi nate per aggirare la maglie di regolazioni di questo tipo offrono oggi permessi di residenza a Pechino per chi proviene dalla campagna a prezzi stratosferici. Un'inchiesta del Quotidiano della Gioventu' rivela che bisogna spendere almeno 200mila yuan (25mila euro) per offrirsi la possibilita' di vivere nella capitale in tutta legalita'. Le agenzie pero' avvertono: a quel prezzo si puo' solo tentare la compravendita, ma non ne assicurano la riuscita.

Per essere sicuri di comprare veramente l'hukou alcuni fornitori di servizi alzano la posta a 400-500mila yuan (50-60mila euro). Si tratta di un commercio ormai finito sotto controllo agli stessi operatori. Fino a qualche anno, scrive il giornale, si comprava assai facilmente il permesso di residenza per la citta' con circa 70mila yuan (8 mila euro), ora i costi sono proibitivi anche per coloro che vivono e lavorano gia' in citta' e che, secondo l'ufficio delle statistiche cinese, guadagnano in media 25mila yuan all'anno (3 mila euro).

Allora come mai oggi percorrere non solo le vie legali, ma anche quelle sotterranee per cambiare il proprio status da contadino a cittadino e' cosi' difficile?  Il naturale processo di urbanizzazione ha, infatti, colto la Cina di sorpresa: citta' come Pechino e Shanghai, con i loro venti milioni di abitanti rispettivamente, e megalopoli come Chongqing, dove vivono piu' di 30 milioni di persone, stanno diventando difficili da gestire. E soprattutto, la riforma dei servizi sociali, partita nelle citta', rischia di costare troppo cara alle casse dello stato.
La difficolta' di comprare permessi di residenza urbani rispecchia, da una parte, lo sforzo del governo cinese di tenere sotto controllo la crescita demografica urbana. Dall'altra lusinga i successi delle politiche sociali della Cina, che milioni di persone sono tentate persino di comprare a proprio spese. Il Quotidiano della Gioventu' stima che chi spende la cifra massima per comprare al nero un hukou per Pechino, in fin dei conti guadagna comunque qualche milione di yuan in servizi nel corso della vita, dall'assistenza sanitaria alla pensione, assente invece nelle campagne.

La soluzione, per molti cinesi, sta nel riformare il sistema dell'hukou e nell'allargare il piano sociale alle campagne, entrambi progetti ormai da anni sul tavolo dei legislatori dell'impero di mezzo.

 

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