Politica interna

Politica Interna

FRANA A SHENZHEN, MORTO UNO DEI 2 SOPRAVVISSUTI

FRANA A SHENZHEN, MORTO UNO DEI 2 SOPRAVVISSUTI


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 23 dic. - E' deceduto uno delle due persone sopravvissute dopo oltre 70 ore allo tsunami di fango e detriti che a Shenzhen ha investito e abbattuto 33 palazzine. Il primo tratto in salvo e' ricoverato in ospedale mentre il secondo trovato vivo, ma ancora intappolato tra i detriti, non ce l'ha fatta.

 

Ufficialmente mancano all'appello ancora 76 persone ma potrebbero essere molte di piu'. Il disastro e' stato causato dalle piogge che hanno innescato lo smottamento di un'autentica montagna di detriti e terra di riporto accumulata negli anni dalle imprese dalle zone, che ha improvvisamente ceduto investendo gli edifici.

 

FRANA A SHENZHEN, TROVATO IL PRIMO CORPO
Dispersi ancora 76

 

Pechino, 22 dic. - I soccorritori hanno trovato la prima vittima al parco industriale di Hengtaiyu, nella città sud-orientale cinese di Shenzhen, travolto da un frana nella mattina di domenica scorsa, ora locale, mentre scende a 76 dispersi il bilancio dell'incidente, dopo che quindici persone mancanti all'appello sono state rintracciate dalle autorità. Nella giornata di oggi, scrive l'agenzia Xinhua, altri quattromila soccorritori si sono aggiunti alle squadre già presenti sul posto nel tentativo di salvare il maggiore numerando di vite umane dopo la frana provocata dal crollo di una montagna di fango e detriti industriali che ha travolto trentatré edifici della zona. I soccorritori utilizzano scavatrici, droni e sensori per la ricerca delle persone scomparse in quella che il Ministero della Difesa cinese definisce una "lotta contro il tempo" per ritrovare sopravvissuti. Finora sette persone sono state salvate dalle macerie, mentre altre novecento sono state evacuate nelle prime ore dopo la frana.

Intanto, si cercano i primi colpevoli della tragedia. Nelle scorse ore, la polizia ha fatto irruzione negli uffici del gruppo che gestisce il sito, la Shenzhen Yixianglong Investment Development, che non era in regola con la licenza per operare. Il diritto a gestire la zona era stato ottenuto nel 2013 da un gruppo, la Luwei Property Mangement di Shenzhen, che lo avrebbe però ceduto alla Yixianglong, per 750mila yuan, poco più di 115mila dollari al cambio attuale. Nella giornata di domenica, il primo ministro cinese, Li Keqiang, aveva chiesto indagini ufficiali per accertare le responsabilità dell'accaduto.

La tragedia di Shenzhen riapre il capitolo spinoso per il governo cinese della sicurezza sul lavoro, a distanza di quattro mesi da un altro grande disastro industriale, quello delle esplosioni al porto di Tianjin in cui sono morte almeno 170 persone e che ha provocato danni per milioni di yuan nell'area circostante. Le indagini successive al disastro hanno portato al licenziamento del responsabile nazionale per la sicurezza sul lavoro, Yang Dongliang, e alla sua successiva espulsione dal Partito Comunista Cinese con l'accusa di corruzione. Licenziato anche il presidente del porto di Tianjin, Zheng Qingyue, con l'accusa di inadempienze. Almeno quattro grandi disastri causati da errori umani sono avvenuti in Cina nel corso del 2015: oltre alla frana di Shenzhen e alle esplosioni di Tianjin, nel giugno scorso oltre quattrocento persone erano morte per l'affondamento di una nave da turismo sul fiume Yangtze, mentre altre 36 persone erano morte proprio nella notte di Capodanno 2015 a Shanghai schiacciate dalla calca.

 

23 DICEMBRE 2015

 

LEGGI ANCHE


FRANA A SHENZHEN, TROVATO IL PRIMO CORPO Dispersi ancora 76

 

FRANA TRAVOLGE 33 EDIFICI A SHENZHEN

Salgono a 91 i dispersi

 

SENTENZA MITE PER PU ZHIQIANG, 3 ANNI CON SOSPENSIONE PENA

 

INQUINAMENTO AUMENTA, E' ALLARME ROSSO A PECHINO  

 

PECHINO NOMINA IL PRIMO COMMISSARIO ANTI-TERRORISMO  

 

CACCIA ALLA MATERIA OSCURA, ITALIA E CINA COLLABORANO

 

LETTA, E' IL MOMENTO GIUSTO PER SCOMMETTERE SULL'ASEAN

 

 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci