Politica interna

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Contratto anti-suicidio per
gli studenti del Guangdong

Contratto anti-suicidio per <br />gli studenti del Guangdong


di Giovanna Tescione

 

Roma, 17 set. – Un contratto per declinare ogni responsabilità in caso di suicidio o lesioni, è la novità del nuovo anno accademico nell’università di Ingegneria di Dongguan, nella provincia meridionale del  Guangdong. Lo riferisce il Nanfang Ribao, secondo cui oltre 5mila matricole hanno dovuto firmare un vero e proprio contratto al momento dell’immatricolazione assumendosi ogni responsabilità durante il soggiorno nel campus.


Secondo i media locali la decisione sarebbe stata presa in seguito all’episodio accaduto lo scorso semestre di un ragazzo che aveva accoltellato una compagna nel dormitorio dell’università dopo che lei lo aveva rifiutato. Una versione però smentita dall’università: “Il contratto è semplicemente un codice di condotta del dormitorio”, ha dichiarato una fonte interna al college, che aggiunge: “Fa sì che gli studenti rispettino le regole”.
Un modo quindi per scongiurare il pericolo, sembrerebbe. Ma non la pensano allo stesso modo gli studenti che al Nanfang Ribao dichiarano: “Sembra che l’università ti dia da mangiare e da dormire, ma poi non gli interessa il tuo stato di salute. In caso di incidenti in campus, perché l’università non dovrebbe avere nessuna responsabilità?”. “È un modo assurdo di liberarsi la coscienza”, riferisce un altro studente. Ma ancor più preoccupati sono i genitori che dicono di “mandare i loro figli all’università perché credono sia un posto sicuro”.


Ma tra le matricole che hanno sottoscritto il contratto c’è anche chi si mostra comprensivo: “Molti suicidi o casi di auto-lesioni non dipendono dall’università, ma dalla situazione personale degli studenti. Problemi sentimentali e in famiglia sono le cause principali di suicidio”, riferisce uno studente.


I casi di suicidio in Cina sono aumentati drasticamente negli ultimi anni, con un numero sempre maggiore di studenti che decidono di togliersi la vita schiacciati dal peso di una società sempre più pressante. Secondo i media ufficiali nazionali, in Cina il suicidio è la prima causa di morte tra le persone tra i 15 e i 34 anni. Secondo uno studio condotto nel 2007 dal Centro di Ricerca sui giovani e gli adolescenti cinesi, gli studenti del Drago passano quasi 12 ore nelle classi universitarie ogni giorno. Questo unito alla pressione della società, della famiglia, l’incertezza del posto del lavoro e la grande competizione nel mercato del lavoro, genera negli studenti uno stato di depressione che difficilmente viene fuori prima della tragedia.


In ogni caso si tratta di un contratto “unico nel suo genere”, commenta Xiong Bingqi, vice direttore dell’Istituto di Ricerca sull’Istruzione del 21imo secolo, definendola “una misura rozza” e suggerendo alle università di fare sforzi maggiori per migliorare la qualità della vita e l’ambiente di studio per evitare che casi di questo genere possano ripetersi.

Unico nel suo genere almeno nelle università. Un tentativo simile era stato fatto nel 2010 da Terry Gou, presidente di Foxconn, l'azienda cinese di componentistica che lavora per conto dei colossi dell'elettronica mondiale, tra cui figura anche la Apple, dentro le cui mura dall'inizio dell'anno si erano suicidati oltre dieci dipendenti; 'suicidi di resistenza'. All’epoca l’azienda aveva inviato una lettera ai dipendenti chiedendo  di impegnarsi per iscritto a non suicidarsi, un documento che aveva fatto molto scalpore e che era stato subito ritirato insieme a scuse formali.

 

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