Politica interna

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Caso Liu Tienan: nuove
indiscrezioni sulla stampa

Caso Liu Tienan: nuove <br />indiscrezioni sulla stampa <br />


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella


Roma, 14 mag.- Il caso Liu Tienan, alto funzionario indagato per corruzione, continua a riempire gli spazi dei principali  organi di stampa cinesi. E si arricchisce di nuovi particolari.

Vice direttore Commissione nazionale per le Riforme e lo Sviluppo (NDRC), Liu - fa notare il China Daily – è il primo funzionario di livello ministeriale a essere indagato a seguito di una denuncia che arriva dal web. E', infatti, sulla rete, e in particolare su Weibo, il Twitter cinese, che lo scorso dicembre il giornalista di Caixin, Luo Chanping, scrisse che Liu era sospettato di reati di corruzione e di aver minacciato di morte l'ex amante. Dall'NDRC arrivò pronta la smentita, ma oggi a sei mesi di distanza il caso si 'riapre' e passa sotto la lente d'ingrandimento della Commissione  centrale per la disciplina del Partito Comunista.

In particolare, si legge nell'editoriale di oggi del Global Times che riprende le dichiarazioni di Luo Chanping, l'uomo avrebbe intascato mazzette per aver aiutato nel 2011 un uomo d'affari, Ni Ritao, a truffare delle banche cinesi per oltre 200 milioni di dollari per un investimento in Canada. Ni nega le accuse, ma ammette che il figlio di Liu lavorava per la sua società e che la moglie del vice direttore era una delle azioniste della compagnia. Su di lui, si legge ancora sul GT, pendono anche le accuse di falsificazione di titolo accademico (un master in economia della Nagoya University, in Giappone).

A 'spifferare' alcune delle prove sulla sua colpevolezza era stata Xiu, una delle ex amanti del funzionario, che, secondo alcune fonti, tra il 1996 e il 1999, quando Liu Tienan si trovava in Giappone come consigliere economico presso l'ambasciata cinese, fece da interprete all'uomo e da  ghost writer della sua tesi di laurea. Nel Sol Levante i due diedero inizio a una relazione che è rimasta più o meno segreta fino a qualche mese fa, quando lei avrebbe chiesto a Liu di farle ottenere la residenza a Pechino, aggirando il rigido sistema dell'Hukou, il permesso di residenza che vincola ogni cinese a risiedere nel luogo di nascita. Al rifiuto dell'uomo, Xiu avrebbe minacciato di rivelare i segreti dell'alto funzionario, una mossa cui Liu avrebbe risposto minacciandola di morte.

Se il vice direttore dell'NDRC è l'ultima 'vittima' celebre a essere caduta nella maxi inchiesta anti-corruzione voluta dal presidente Xi Jinping, non si può certo dire l'unica. Tutt'altro.

Lo stesso giorno in cui l'agenzia Xnhua batteva la notizia dell'apertura dell'inchiesta – e con essa implicitamente la notizia della fine della carriera di Liu -, nella megalopoli di Chongqing il vice capo della polizia veniva licenziato ed espulso da Partito per aver accettato mazzette per oltre 2,7 milioni di dollari. E fin qui, nulla di sospetto (quasi) se non fosse per il fatto – sottolinea l'agenzia Reuters – che il funzionario, tale Tang Jianhua, era stato il vice dell'ex capo della polizia Wang Lijun: braccio destro dell'ex capo del partito della città Bo Xilai, che con la sua fuga al consolato di Chendu l'anno scorso fece scoppiare quello  che si è poi rivelato il più grande caso di corruzione degli ultimi 30 anni di storia cinese. A settembre dello scorso anno Wang fu condannato a quindici anni di carcere con le accuse di diserzione, corruzione, abuso di potere e per avere piegato la legge a fini personali. Prima di lui era toccato alla moglie dell'ex astro nascente del Partito comunista cinese, Bo Gu Kailai finita sotto processo nell'agosto scorso, e condannata alla pena di morte sospesa, equivalente all'ergastolo, per l'omicidio dell'uomo d'affari inglese Neil Heywood. Quanto a Bo, l'uomo è ancora in attesa del processo. Rimosso dalla carica di segretario di Chongqing il 15 marzo scorso e poi sospeso da tutte le cariche ricoperte a livello nazionale il 10 aprile, Bo Xilai fu espulso dal Partito Comunista Cinese il 28 settembre, mentre il 26 ottobre scorso fu espulso anche dall'Assemblea Nazionale del Popolo perdendo così l'immunità.

58 anni, oltre il ruolo di vice direttore dell'NDRC che ricopre dal 2008, Liu  è stato fino al marzo scorso  anche a capo dell'amministrazione per l'energia e responsabile delle politiche energetiche.

 

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