Politica interna

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Campagna anti-corruzione
non spaventa i militari

Campagna anti-corruzione <br />non spaventa i militari


Di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 


Pechino, 7 mag. - La campagna anti-corruzione non spaventa i militari cinesi, che mostrano ancora di non avere percepito appieno il significato di termini come stato di diritto e rispetto della legge. Il richiamo all'ordine è stato oggetto di diversi editoriali comparsi negli ultimi giorni sul Pla Daily, il quotidiano ufficiale dell'esercito cinese, e da un duro intervento di Xu Qiliang, numero due della Commissione Militare Centrale, l'organo decisionale delle Forze Armate a capo del quale siede lo stesso presidente Xi Jinping. Esercito, Marina e Aeronautica di Pechino sarebbero in ritardo nell'attuazione delle riforme e nell'attuazione delle pratiche anti-corruzione fissate a livello centrale. "Il concetto di stato di diritto e le trasformazioni delle regole comportamentali deve essere ancora completato", scrive il Pla Daily.
 
I casi di corruzione coperti all'interno dell'esercito o non denunciati per paura di ritorsioni "non sono un'eccezione", secondo un altro editoriale, che cita un anonimo procuratore militare. Il rischio, per la mancanza di applicazione della legge è quello del menefreghismo, spiega il legale, che parla di un grosso scandalo finanziario nel settore logistico dell'esercito. Proprio il dipartimento che si occupa della logistica è stato preso di mira nella lotta alla corruzione per la vicenda legata a Gu Junshan, l'ex numero due del dipartimento, accusato di avere ammassato tangenti e regali impropri per milioni di yuan e oggi in attesa di processo.
 
Ancora più chiaro il richiamo di Xu Qiliang, che ieri, durante un meeting del Dipartimento Politico dell'Esercito ha parlato della "negativa influenza di Xu Caihou" su alcuni membri dell'Esercito di Liberazione Popolare ancora dediti alla corruzione, in riferimento all'ex vice presidente della Commissione Militare Centrale, indagato per corruzione, e morto a marzo scorso, prima di potere affrontare il processo che lo avrebbe visto alla sbarra. La lotta alla corruzione all'interno dell'esercito ha preso poi di mira un altro alto funzionario, Guo Zhenggang, che oggi è stato destituito dalla carica di direttore del Dipartimento Politico del distretto militare dello Zhejiang. La sua vicenda, cominciata nel marzo scorso, durante i lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, si accompagna a quella del padre, Guo Boxiong, che fino al 2012 ricopriva la carica di vice presidente della Commissione Militare Centrale, e di cui si mormora da mesi la messa sotto inchiesta per corruzione.
 
Il richiamo all'ordine non riguarda soltanto i 2,3 milioni di membri delle Forze Armate. Il rispetto delle regole e dell'immagine stessa dell'esercito hanno recentemente preso di mira anche una misteriosa catena di ristoranti di barbecue colpevole di avere preso in giro in una campagna pubblicitaria di due anni fa un eroe della guerra di Corea rimasto ucciso durante un raid aereo a pochi chilometri da Pyongyang, tale Qiu Shaoyun. L'irriverente campagna pubblicitaria non è stata gradita dai vertici dell'esercito e, sempre sulle pagine del Pla Daily, un altro editoriale ha usato toni forti per il richiamo all'ordine. "Il nichilismo storico si sta diffondendo dal settore accademico alla cultura on line" con il rischio di "deformare" la storia, scrive il giornale, che conclude: "dobbiamo rimanere in guardia".

 

7 maggio 2015


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