Politica interna

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Bo Xilai espulso,
perde immunità

Bo Xilai espulso, <br />perde immunità <br />


di Antonio Talia

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Milano, 26 ott.- L'Assemblea Nazionale del Popolo –l'organo più vicino a un Parlamento presente nel sistema politico cinese- ha ufficialmente espulso l'ex leader di Chongqing Bo Xilai. Lo annuncia un breve comunicato diffuso venerdì dall'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.

 

Bo Xilai era stato espulso dal Pcc alla fine di settembre con le accuse di abuso di potere, corruzione e violazione della disciplina di partito. A marzo, alcune settimane dopo l'esplosione dello scandalo, proprio al termine dell'Assemblea Nazionale del Popolo, Bo aveva subito la sospensione dalla carica di segretario di Chongqing, la megalopoli da oltre 30 milioni di abitanti che guidava dal 2007.

 

La cacciata dall'ANP priva definitivamente Bo Xilai dell'ultima carica ufficiale che gli era rimasta e dell'immunità concessa ai rappresentanti dell'Assemblea, aprendo la strada a un'incriminazione formale.

 

La caduta del leader di Chongqing rappresenta il più grave scandalo affrontato dal Partito comunista cinese negli ultimi vent'anni: lo scorso agosto Gu Kailai, la moglie di Bo, è stata condannata per l'omicidio dell'uomo d'affari britannico Neil Heywood, che secondo l'accusa avrebbe contribuito a nascondere all'estero i capitali guadagnati illecitamente dalla famiglia di Bo.

 

Lo scandalo era scoppiato a febbraio con la misteriosa fuga al consolato Usa di Wang Lijun, il superpoliziotto alleato di Bo nella campagna "Colpire il Nero" scatenata dai due contro le Triadi e la corruzione di Chongqing. L'operazione si era conclusa con l'arresto di oltre 4mila persone e più di una dozzina di condanne a morte, tra cui alcuni funzionari. Oltre che per la campagna anti-gang, Bo aveva acquisito una notevole popolarità in tutta la Cina per le politiche sociali attente alle fasce più povere della popolazione e per la propaganda a base di canti rivoluzionari e revival maoista.

 

Ma subito dopo la fuga di Wang –preso in consegna dalle forze di polizia di Pechino dopo circa 36 ore trascorse nella sede diplomatica Usa- Bo era stato colpito da continue voci che lo accusavano di aver mascherato da campagna anticrimine una spietata purga per prendere il controllo della città.

 

Tali voci sono culminate con l'accusa formale e poi la condanna a carico della moglie Gu Kailai, rea confessa dell'assassinio Heywood. Anche Wang Lijun ha subito un processo e una condanna a 15 anni di reclusione. Le pene di entrambi sono state ridotte per le informazioni rivelate sui "crimini commessi da altri soggetti".

 

Eppure, in parecchi mettono in dubbio la versione ufficiale dei fatti. Tra questi, Wang Xuemei, medico legale della Procura Suprema: "Mi sento addolorata, sconvolta e spaventata. Non posso credere che la Procura abbia avallato la tesi dell'avvelenamento nel caso Heywood" aveva scritto la donna sul suo blog.

 

Adesso, a pochi giorni dal Diciottesimo Congresso del Pcc, che nominerà la leadership in carica per i prossimi dieci anni, analisti e osservatori ritengono che il Partito voglia definitivamente chiudere il caso Bo, celebrando un processo e pronunciando una condanna capace di annientare per sempre l'ex leader dell'ultrasinistra.





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