Politica interna

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Attivista Cao Shunli
formalmente arrestata

Attivista Cao Shunli <br />formalmente arrestata


di Antonia Cimini

 

Pechino, 01 ott. - L’attivista cinese scomparsa da metà settembre all’aeroporto di Pechino mentre stava per salire su un aereo diretto a Ginevra è stata formalmente arrestata ieri.

Altri attivisti che hanno partecipato alla campagna di Cao Shunli per contribuire all’elaborazione di un rapporto sullo stato dei diritti umani in Cina, hanno confermato ad AgiChina24 che le autorità hanno notificato ieri alla famiglia della donna una detenzione amministrativa in attesa di formulare le accuse.

Liu Xiaofang ha comunicato che Cao Shunli è in un centro di detenzione. La polizia avrebbe detto ai familiari ed attivisti che da giorni chiedevano notizie della donna, di non continuare a cercarla perché si trova sotto la custodia delle autorità.

“Dal 18 giugno abbiamo lanciato una petizione, ogni giorno alle nove di mattina ci presentiamo davanti al ministero degli Esteri, restiamo lì ad aspettare una risposta alla nostra richiesta”
spiega la collega di Cao. Sono in venticinque ad aver scelto questa forma di protesta da oltre tre mesi per ottenere di essere ammessi alla stesura di un rapporto periodico sulla situazione dei diritti umani in Cina, che Pechino produce nel quadro del meccanismo delle Nazioni Unite.

 

Il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu pubblica ogni quattro anni una revisione dell’operato e dei progressi di ogni paese, e incoraggia i governi a lasciar partecipare il pubblico nel processo.

 

L’attivista spiega che “il movimento della società civile per partecipare alla revisione è iniziato nel 2008, quando Pechino si apprestava ad ospitare le Olimpiadi e quando il governo stava per varare un piano d’azione sui diritti umani. Noi volevamo essere coinvolti nella scrittura di quel piano, secondo le disposizioni dell’Onu che prevedono il coinvolgimento della società civile nel processo”. Il Consiglio di Stato e il Ministero degli Esteri, i due organi incaricati di compilare il piano d’azione non hanno mai fornito una risposta agli attivisti.

 

Il gruppo, composto di postulanti con un passato di richiesta di giustizia alle spalle, ha sempre continuato la protesta.

 

E proprio Cao Shunli, insieme ad altri, stava per recarsi lo scorso 13 settembre a Ginevra, per partecipare a un corso di formazione sui diritti umani. Le autorità le hanno impedito di lasciare il paese e l’hanno presa in custodia senza comunicare alcun dettaglio ai familiari. Nelle due settimane seguenti gli attivisti di tutta la Cina hanno chiesto il rilascio di Cao, e Human Rights Watch ha chiesto informazioni immediate sulla sua sparizione.

 

“Negli ultimi anni la situazione dei diritti umani in Cina è peggiorata in maniera spaventosa – dice una delle attiviste che partecipa alla campagna lanciata da Cao Shunli davanti al ministero degli Esteri – a partire dalle restrizioni alla libertà di espressione, fino alla sparizione di cittadini scomodi e gli arresti incondizionati”.

 

Il rapporto sullo stato dei diritti umani negli ultimi quattro anni sarà pubblicato alla fine di ottobre. In più la Cina ha fatto sapere che intende candidarsi alle elezioni per il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu che si rinnova a novembre, quando 47 paesi formeranno il nuovo consiglio in carica per tre anni.


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