Politica interna

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Dichiarato innocente 21
anni dopo l'esecuzione

Dichiarato innocente 21 <br />anni dopo l esecuzione


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 2 dic. - Non c'erano abbastanza prove per incriminarlo. E' il verdetto della Seconda Corte Circondariale, che fa capo alla Corte Suprema del Popolo, il massimo organo giudiziario cinese, sulla condanna a morte per Nie Shubin, eseguita 21 anni fa.

 

Nie, proveniente dal Liaoning, nel nord-est della Cina, era stato condannato a morte nel 1995 per stupro e omicidio. Il caso di Nie era tornato alla ribalta nel 2005, quando un uomo di nome Wang Shujin, era stato arrestato per lo stupro e l'omicidio di un'altra donna e aveva confessato anche l'omicidio inizialmente imputato a Nie Shubin. Ne era scaturita una lunga vicenda giudiziaria, con la riapertura del caso e una prima sentenza, nel 2013, della Corte Provinciale dello Hebei, vicino a Pechino, secondo cui la confessione di Wang non scagionava Nie.

 

La trafila giudiziaria si e' conclusa soltanto oggi con il pronunciamento della Corte, alla presenza della madre, Zhang Huanzhi, e dell'avvocato di famiglia, Li Shuting. La donna, che ha speso gli ultimi venti anni per difendere l'onore del figlio, si e' detta "soddisfatta" della sentenza, ma ha sottolineato di avere aspettato "troppo a lungo" questo giorno.

 

La vicenda non e' isolata e ricorda da vicino quella riguardante la condanna a morte di un giovane della Mongolia Interna, Hugjiltu, eseguita nel 1996. Il giovane, 18 anni all'epoca, era stato giudicato colpevole di stupro e omicidio: successivamente si era scoperto che a commettere il reato era stata un'altra persona, arrestata diversi anni piu' tardi.

 

Il caso di Hugjiltu aveva sollevato l'indignazione di molti, ma anche alimentato le speranze di una riforma nell'ordinamento giudiziario cinese: il verdetto di assoluzione del giovane era avvenuto pochi giorni dopo la fine del quarto plenum del Partito Comunista Cinese, l'assemblea plenaria del Comitato Centrale, l'organo decisionale a base piu' ampia del partito, che si era concentrato sulla riforma dell'apparato giudiziario cinese. Dal plenum era anche scaturita una bozza per l'eliminazione della condanna a morte per alcuni reati che prevedevano la pena capitale.

 

02 DICEMBRE 2016

 

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