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Politica interna

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Espulso dal Pcc Yao Gang, ex numero due della Consob cinese
Era finito sotto indagine dopo i crolli delle Borse nel 2015

Espulso dal Pcc Yao Gang, ex numero due della Consob cinese<br />Era finito sotto indagine dopo i crolli delle Borse nel 2015


di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 20 lug. - Yao Gang, ex numero due della China Securities Regulatory Commission, è stato espulso dal Partito Comunista Cinese, e verrà perseguito per vari reati, tra cui la corruzione. Yao, che era sotto indagine dal novembre 2015, è accusato anche di avere "disturbato l'ordine del mercato finanziario", secondo quanto scrive la Commissione Disciplinare del Partito Comunista Cinese. L'ex dirigente era finito sotto indagine dopo i crolli delle Borse cinesi dell'estate 2015.

La Csrc era stata subito presa di mira dalle autorità che all'indomani del profondo rosso dell'8 luglio 2015, il primo di una serie di crolli di Borsa in cui sono stati bruciati circa cinquemila miliardi di dollari. Già all'indomani del primo grosso crollo alla Borsa di Shanghai, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese aveva inviato un team di ispettori alla sede della Consob cinese per indagare su presunte irregolarità e sulle responsabilità dell'ente a vigilanza del mercato azionario nei crolli di Borsa. I vertici della commissione, tra cui il presidente, Xiao Gang, finirono nel mirino delle autorità. Yao venne indagato per "gravi violazioni disciplinari" nel novembre 2015, mentre Xiao, generalmente considerato uno degli economisti più rispettati in Cina, venne sostituito al vertice della Csrc da Liu Shiyu nel febbraio dell'anno successivo.

Yao, 53 anni, era stato a capo, all'interno della Csrc, della supervisione alle approvazioni delle offerte pubbliche iniziali e successivamente a supervisione del mercato dei futures. Il suo arresto aveva mandato un segnale forte delle indagini sul mondo della finanza all'interno della campagna contro la corruzione: in poche settimane, oltre a Yao, finirono in manette anche altri grandi nomi della finanzia cinese, tra cui il guru della finanza, Xu Xiang, a capo della Zexi Investment Management, arrestato mentre era in viaggio tra Shanghai e Ningbo. Sempre alla fine del 2015, scomparirono anche alcuni top manager cinesi, tra cui il presidente della conglomerata Fosun, Guo Guangchang, che dopo alcuni giorni di assenza tornò nel suo ufficio, a dicembre 2015, spiegando di avere prestito "assistenza ad alcune indagini".

 

20 LUGLIO 2017

 

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