Politica interna

Politica Interna

Caccia alla spia a Pechino, ricompense fino a 72mila dollari

Caccia alla spia a Pechino, ricompense fino a 72mila dollari


 

Pechino, 10 apr. - Caccia alla spia a Pechino. La municipalità della capitale promette ricompense fino a cinquecentomila yuan (circa 72500 dollari) per chiunque dia informazioni sulla presenza di agenti stranieri in città. E' l'ultima linea varata oggi dall'amministrazione guidata dal sindaco Cai Qi, dato da più parti come alleato di ferro del presidente cinese, Xi Jinping. Chiunque abbia informazioni che possano risultare rilevanti per l'identificazione di uomini dello spionaggio straniero, spiega l'agenzia Xinhua, potrà chiamare una linea diretta (predisposta già due anni fa), inviare lettere o messaggi, oppure recarsi presso gli uffici della Pubblica Sicurezza della capitale. Le ricompense, in base al tipo di informazioni che verranno rilasciate, varieranno dai diecimila yuan (circa 1450 dollari) ai 500mila yuan.

Gli informatori potranno usufruire dell'anonimato e di un programma di protezione nel caso in cui fossero in pericolo per la diffusione delle informazioni, ma potranno anche essere soggetti a pene nel caso di calunnia o diffamazione. Secondo una nota dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza di Pechino ripresa dal South China Morning Post di Hong Kong, la città è "la scelta principale per le agenzie di spionaggio straniere e altre forze ostili per condurre attività di infiltrazione, sovversione, divisione, distruzione e furto di informazioni". L'obiettivo è quello di "costruire gradualmente una grande muraglia di ferro contro le spie e lo spionaggio", afferma il comunicato citando un'espressione già usata dal presidente cinese, Xi Jinping, a marzo scorso, quella della "grande muraglia di acciaio", con riferimento alle politiche nella regione autonoma dello Xinjiang, per indicare la forte cooperazione tra cittadini e forze dell'ordine nel mantenimento della sicurezza.

 

e.b.

 

10 APRILE 2017


@ Riproduzione riservata