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Lippi, autobiografia in cinese
"ancora voglia di calcio"

Lippi, autobiografia in cinese<br /> ancora voglia di calcio


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 1 dic. - Marcello Lippi torna in Cina per presentare la sua autobiografia in cinese, "Il gioco delle idee: pensieri e passioni a bordo campo", uscita nel 2008 in Italia per la Editrice San Raffaele e quest'anno in Cina per la casa editrice Yilin. A quasi un anno dalle dimissioni da direttore tecnico del Guangzhou Evergrande, con cui ha vinto tre campionati cinesi e una Champions asiatica, l'allenatore della nazionale campione del mondo racconta la propria esperienza in Cina e come allenatore presso l'Ambasciata d'Italia a Pechino. Davanti a una platea di ammiratori e lettori, Marcello Lippi ha elencato alcuni dei punti della sua filosofia calcistica, a cominciare dallo spirito di squadra. "Nessuno di noi è forte come tutti noi", ha spiegato Lippi agli ammiratori.  Un messaggio condiviso anche dall'ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Francesco Sequi, che ha rimarcato l'importanza per l'Italia di sapere affrontare le sfide, con tenacia, ambizione e forte senso di unità e di appartenenza.

Sul suo futuro professionale, Lippi si è detto pronto a tornare ad allenare. "Tornerei, sì, se venisse una squadra - spiega in un incontro con i giornalisti italiani e cinesi - Mi metterei a sedere, a parlare: non deve essere per forza una squadra che ha le potenzialità per vincere. Vincere un altro scudetto, o otto o sette, non cambierebbe chissà che cosa. E' il fatto di avere ancora voglia di calcio". Esclude, invece, un ritorno in Cina. "Qua no, altrimenti rimanevo dove ero perché era il club migliore che c'era". Al di là del suo successo personale come allenatore, vede ancora lontana la possibilità che il calcio cinese possa raggiungere risultati importanti. "Una squadra non può diventare campione del mondo se non si crea una mentalità nel Paese e un'abitudine a praticare questo sport. Servono il calcio nelle scuole e un potenziamento dei settori giovanili. Altra cosa determinante sono gli istruttori bravi".

L'allenatore della nazionale campione del mondo nel 2006 ha poi ricordato alcuni momenti della sua esperienza cinese, a Canton. "Sono stato benissimo, qua - ammette Lippi - Quando si perde, puoi essere nel posto più bello del mondo che non hai neanche voglia di uscire di casa perché lo stato d'animo non è certamente quello di andare in giro. Quando si vince, invece, puoi essere anche nel posto più brutto del mondo ma sei sempre felice. In questo caso, nella città c'era tutto: penso che sia anche una delle città con la mentalità più occidentale di tutta la Cina". Tra le cose che ricorda con maggiore piacere c'è la spontaneità dei tifosi. "In Cina non si tifa contro, ma si tifa per. In Italia non è importante che abbia vinto la tua squadra, è importante che abbia perso quell'altra. Applaudire i campioni indipendentemente dalla maglia che portano e non fare il tifo contro: questa è la cosa che mi è piaciuta di più". Lippi si è poi lanciato anche in un pronostico sui prossimi campionati europei di calcio. Tra le possibili finaliste Lippi indica, oltre all'Italia, "sempre competitiva nelle grandi competizioni", anche la Francia, la Spagna, la Germania e il Belgio, "che in questo momento ha una squadra ottima con giocatori molto forti e giovani".

 

02 DICEMBRE 2015

 

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