Made in Italy

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Istituzioni e imprese insieme
tre giorni per nuove strategie

Istituzioni e imprese insieme<br />tre giorni per nuove strategie


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 2 nov. - L'attrazione della nuova classe media cinese e le strategie di innovazione industriale del governo di Pechino sono state al centro di un convegno di tre giorni sul lago Yanqi, a nord-est della capitale cinese, per coordinare l'azione italiana in Cina e discutere le strategie di sviluppo per il futuro. L'iniziativa, promossa dall'Ambasciata d'Italia in Cina, si è tenuta presso il Beijing Yanqi Lake International Conference Center - località di recente sviluppo sia turistico che come centro congressi - e ha visto protagonisti i nomi di spicco dell'imprenditoria e dell'industria italiane presenti nel gigante asiatico, tra cui Finmeccanica, Fiat Chrysler e Banca Intesa Sanpaolo.

All'incontro hanno partecipato 37 aziende italiane presenti in tutto il territorio cinese e appartenenti a tutti i comparti produttivi iscritti alla Camera di Commercio Italiana in Cina, compresi alcuni esponenti della comunità di imprenditori di Suzhou, il più grande distretto di imprese italiane in un Paese al di fuori dell'Unione Europea. Le discussioni tra gli imprenditori e le istituzioni italiane in Cina (Ambasciata d'Italia, Agenzia Ice e Camera di Commercio Italiana in Cina) hanno affrontato anche le criticità del sistema cinese. Tra queste, sono state evidenziate le barriere di accesso al mercato interno, le permanenti aree di incertezza del quadro giuridico complessivo e il tema dei diritti di proprietà intellettuale, quest'ultimo generalmente visto in via di miglioramento negli ultimi anni.

Le imprese italiane che operano nel gigante asiatico possono contare invece su una classe media in continua crescita e sempre più interessata ai prodotti di alta qualità: Il mese scorso, un rapporto di Credit Suisse ha mostrato che la classe media cinese, che oggi conta 109 milioni di persone in età adulta, ha superato per la prima volta quella degli Stati Uniti (fermi a quota 92 milioni). Le previsioni dell'istituto svizzero danno in continua crescita la classe media sui mercati asiatici emergenti: nello specifico, secondo il Global Wealth Report di Credit Suisse, la Cina oggi conta per un quinto della popolazione mondiale e detiene il 10% della ricchezza globale.

Tra gli altri fattori a favore delle imprese italiane in Cina, ci sono poi i piani del governo cinese per l'innovazione industriale, a cominciare dal progetto di durata decennale "Made in China 2025" per l'upgrading del settore manifatturiero e l'iniziativa di sviluppo infrastrutturale della Nuova Via della Seta, nata due anni fa per volontà del presidente cinese, Xi Jinping, e che vede nell'Italia uno dei punti terminali dell'iniziativa di sviluppo di Pechino. La cooperazione tra Italia e Cina ha visto anche di recente fiorire le iniziative di sviluppo: nel luglio scorso, era stato lanciato il Forum delle città del mondo che partecipano alla nuova Via della Seta, su iniziativa di Francesco Rutelli, presidente di Priorità Cultura, a margine del convegno sulla nuova Via della Seta svoltosi a Venezia.

Gli incontri che si sono svolti tra venerdì e domenica allo Yanqi Lake hanno evidenziato la necessità per le imprese italiane in Cina di aumentare il coordinamento tra imprese e istituzioni, ha spiegato l'Ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Francesco Sequi, dando nuovo impulso alla cooperazione bilaterale attraverso nuove strategie e obiettivi di sviluppo già concordati in passato. Tra questi ultimi, l'Ambasciatore d'Italia in Cina ha citato i quattro pacchetti di cooperazione nei settori dell'agroalimentare e della sicurezza alimentare (oggetto di un recente forum svoltosi preso la sede dell'Ambasciata, il mese scorso) dell'aviazione e della tecnologia aerospaziale, dell'urbanizzazione sostenibile e della salute. Il raduno con gli imprenditori, ha poi sottolineato Sequi, non rimarrà un evento "una tantum", ma mira a essere il primo di una serie di eventi di questo tipo per sviluppare una collaborazione e una strategia di lungo periodo tra le aziende italiane che operano in Cina. 

2 NOVEMBRE 2015

 

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