Industria e mercati

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Mira al Milan il re
delle bibite cinese

Mira al Milan il re <br />delle bibite cinese


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 1 apr. - Dopo il patron di Wanda, Wang Jianlin, ora tocca a Zong Qinghou, il re delle bibite cinese, fino a qualche anno fa l'uomo più ricco di Cina, essere ora al centro della scena per le mire sul Milan. Il suo nome è comparso in relazione alla società rossonera sui giornali del gruppo di Hong Kong Next Media, e sul Corriere della Sera nelle ultime ore. E' adesso Zong il più accreditato per rilevare, forse con una quota di maggioranza, la società. Nato a nel 1945, e cresciuto ad Hangzhou, ha passato quindici anni della sua vita nelle campagne, dal 1963, alla fine della Rivoluzione Culturale. La sua fortuna era iniziata anni dopo, nel 1987, con una licenza per vendere gelati e bibite nelle scuole. Due anni dopo fonderà l'azienda che diventerà il suo impero, la Wahaha.
 
Nonostante un basso profilo al limite della frugalità, Zong Qinghou è una figura di primo piano dell'imprenditoria cinese e membro della Conferenza Consultiva Politica del Popolo, il massimo organo della politica cinese, assieme ad altri nomi di spicco, come l'ex cestista Yao Ming o gli imprenditori della tecnologia e di internet, come Robin Li, che hanno parlato dei piani di sviluppo per il futuro. Zong Qinghou appartiene a un'altra generazione, più vicina forse a quella di Wang Jianlin - l'altro grande imprenditore cinese chiamato in causa nelle scorse settimane per la cessione di una quota di minoranza nel Milan - e più legata a un modello stereotipato di Cina-fabbrica-del-mondo che a quello in grande espansione oggi dei gruppi di internet cinesi.
 
Una classifica dello scorso anno degli uomini più ricchi di Cina compilata dal magazine Hurun divideva nettamente in due queste categorie: ai primi dieci posti si trovavano cinque imprenditori del mondo di internet (a cominciare da re dell'e-commerce Jack Ma) e cinque industriali vecchio stampo. Al terzo posto, in totale, figurava proprio l'imprenditore di Hangzhou, patron di Wahah, che ha fatto successo con le bibite. Il tycoon degli analcolici cinese, accanito fumatore, non ama mettersi in mostra, ma in alcune occasioni ha fatto notizia per la mancanza di peli sulla lingua, come nell'agosto del 2013, quando aveva dichiarato al China Enterpreneur Magazine di avere snobbato due inviti a pranzo prima della regina Elisabetta e poi del primo ministro britannico David Cameron, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. "Cosa avrei dovuto fare? - aveva dichiarato - Volare per più di dieci ore, mangiare e tornare e poi rifare tutto di nuovo?".
 
Anche sulla politica nazionale, quando capita l'occasione, ama dire la sua senza mezzi termini: è il caso dell'agosto scorso, quando a un summit estivo di economisti e imprenditori aveva ribadito la sua posizione riguardo alla politica fiscale del governo cinese. "Molti imprenditori non possono sopravvivere senza l'evasione fiscale - aveva dichiarato il magnate delle bibite - che ha portato il 20% delle aziende a pagare il 90% dell'intero ammontare delle tasse" a livello nazionale. "Se la nazione è ricca ma la gente è povera - aveva avvertito Zong - il Paese non può essere forte e la società sarà instabile". Nel settembre 2013, Zong ha fatto parlare di sé per un caso di aggressione di cui è stato vittima: un uomo di 49 anni, di nome Yang, all'epoca disoccupato, lo aveva accoltellato fuori dalla sua abitazione, a Hangzhou. Zong se l'era cavata con poco: qualche ferita e qualche giorno di ospedale. L'aggressore è stato invece arrestato poco dopo. Proprio pochi giorni prima, il magnate delle bibite aveva dovuto cedere lo scettro di uomo più ricco di Cina a favore di Wang Jianlin, a capo del gruppo immobiliare Wanda, oggi al secondo posto dietro il fondatore di Alibaba.
 
Anche sui rapporti con l'Italia, Zong Qinghou ha le idee chiare. In un'intervista rilasciata nel 2013 ad alcuni esponenti della stampa italiana aveva esposto le sue idee sulle importazioni in Cina di prodotti made in Italy. "Ho fatto contratti con circa 60 aziende italiane per importare prodotti di media qualità. I prodotti di fascia alta sono già penetrati nel mercato cinese. Quello che cerco è il prodotto sia di buona qualità e di prezzo accessibile". Il suo profilo di imprenditore vecchio stampo lo aveva confermato anche allora, tra una sigaretta e l'altra, in un albergo di prima fascia nella parte occidentale di Pechino. "Si può usare l'on line per le promozioni - aveva spiegato - Le cose che si vendono on line sono di bassa qualità: se hai una merce di valore da vendere non la vendi on line perché i consumatori sono preoccupati che le merci possano avere problemi o possano essere false e una volta comprate, senza prima averle viste, non potranno avere i soldi indietro".

 

1 aprile 2015

 

 

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