Industria e mercati

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Maxi multa da 83 mln di euro
a produttori latte in polvere

Maxi multa da 83 mln di euro<br />a produttori latte in polvere


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 7 ago. - E' di 670 milioni di yuan (82,3 milioni di euro) l'ammontare della maxi multa che sei produttori di latte in polvere dovranno pagare alla Cina per avere fatto cartello sui prezzi. Dopo cinque mesi di indagini, la multa record colpisce, tra gli altri anche il gruppo Fonterra, che in questi giorni è sotto accusa in Cina per alcune partite di derivati del latte contaminate dal batterio che provoca il botulismo. Il CEO del gruppo neozelandese, Theo Spierings, ha annunciato oggi che tutte le partite contaminate sono dovute a errori umani e sono state ritirate dal mercato.

La multa più sostanziosa è andata all'americana Mead Johnson, che dovrà rifondere 204 milioni di yuan, 25 milioni di euro. Oltre a Fonterra, che pagherà una multa di soli 4,5 milioni di yuan (poco più di 550mila euro) gli altri gruppi multati dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme cinese sono stati  la Danone tramite la sua controllata Dumex, multata per 172 milioni di yuan (21,1 milioni di euro), la cinese Biostime (163 milioni, pari a 20 milioni di euro) l'americana Abbott (77 milioni, ovvero 9,4 milioni di euro) e l'olandese Friesland (48 milioni, circa sei milioni di euro). Esentati invece dalle sanzioni per avere collaborato con le autorità cinesi sono invece Wyeth, di proprietà della Nestlè, la cinese Beingmate e la giapponese Meiji.

Sotto indagine da parte della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme ci sono poi anche i giganti dell'industria farmaceutica: oltre sessanta aziende, sia straniere che locali, accusate di avere fatto cartello sui prezzi. Tra queste in prima linea c'è la britannica GlaxoSmithKline, di cui nel mese scorso erano stati arrestati quattro top manager per corruzione. All'indomani dell'annuncio delle indagini nei confronti dei gruppi caseari nelle scorse settimane, Danone e Nestlè avevano deciso di abbassare del 20% i prezzi dei loro prodotti sul mercato cinese.

Tra le conseguenze delle multe inflitte ai produttori di latte in polvere ci saranno condizioni più stringenti per le condizioni igieniche necessarie ad avere la licenza ad esportare i prodotti in Cina, come ha affermato in un comunicato la Food & Drug Administration cinese. Il mercato del latte in povere per i bambini proveniente da aziende straniere è uno dei più lucrativi in Cina, dove nel 2008 si era diffuso il panico, dopo la morte di sei bambini e l'intossicazione di altre trecentomila persone a causa del latte contaminato alla melanina prodotto dalla Sanlu, un'azienda casearia locale. Lo scandalo del latte alla melanina rimane a tutt'oggi uno dei maggiori scandali alimentari cinesi. Il business dei derivati del latte per l'infanzia subisce quindi un duro colpo, soprattutto considerate le stime di crescita del settore nel Dragone, che entro il 2017 avrebbe dovuto raddoppiare il giro d'affari rispetto ai dati del 2012 e raggiungere i 25 miliardi di dollari.



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