Industria e mercati

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Gli internauti bocciano
l'iPhone low cost

Gli internauti bocciano <br />l iPhone low cost


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 11 sett.- Ai cinesi l'iPhone5c, il low cost di casa Apple, non piace affatto e sul social network Weibo lo bocciano in pieno. "Delusi" e "traditi" sono i termini più ricorrenti negli oltre tremila commenti generati dai netizen, che non riescono a mandare giù soprattutto il prezzo. "Il "c" avrebbe dovuto avere un costo contenuto, ma ora che hanno annunciato il prezzo devo dire che non è affatto economico. Mi sento tradito" scrive un internauta. In effetti non sembra così a buon mercato: se negli Stati Uniti l'iPhone5c si porta a casa con soli 99 dollari (la versione da 16 Gb, mentre quella da 32 Gb si aggira attorno ai 199 dollari), in Cina, dove il 'melafonino' viene assemblato, il prezzo di listino del modello da 16 Gb è di 4.488 yuan, ovvero 552 euro. Appena 100 euro in meno di quello non economico.

Non convince nemmeno l'iPhone5s. "Non è niente di più di un aggiornamento della versione precedente" lamentano alcuni, altri invece contestano "l'eccessiva brillantezza del colore dorato, quasi pacchiana", mentre per altri ancora "lo sblocco via scanner delle impronte digitali è una buona idea, ma lo smartphone è ancora troppo piccolo". Un punto quest'ultimo su cui la Mela morsicata è già al lavoro tanto che, secondo indiscrezioni, il prossimo telefono dell'azienda di Cupertino avrà le dimensioni del rivale della Samsung, il Galaxy Note.

Quello cinese è il mercato più ambito dai colossi delle telefonia per l'enorme domanda, basti pensare che a giugno scorso la popolazione di internet ha toccato quota 591 milioni in gran parte grazie al crescente utilizzo degli smartphone. Secondo China Internet Network Information Center (CNNIC), gli utenti internet che utilizzano "cellulari intelligenti" hanno raggiunto i 464 milioni a giugno, il 78,5% del totale, rispetto al 72,2% dello scorso anno.

Ma proprio in Cina, la Apple ha da tempo più di qualche problema d'immagine. Uno per tutti dallo scandalo della Foxconn: azienda taiwanese appaltatrice del colosso di Cupertino che nei suoi stabilimenti cinesi ha assistito nel 2010 a un'ondata di suicidi da parte di dipendenti stremati dalle condizioni di vita e di lavoro all'interno della fabbrica.


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