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Fonterra chiede scusa
per batterio nel latte

Fonterra chiede scusa <br />per batterio nel latte


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 5 ago. - Fonterra, il gruppo neozelandese che è il più grande esportatore di prodotti caseari, ha chiesto scusa per i danni causati ai clienti cinesi dei derivati del latte contaminati da batteri che causano il botulismo, ma ha rigettato le accuse mossele contro dal primo ministro della Nuova Zelanda John Key di avere ritardato il rilascio delle informazioni sui prodotti affetti da batteri che potrebbero causare il botulismo. Theo Spierings, il CEO del gruppo, ha ribadito che l'avviso della presenza dei batteri nei derivati del latte -consumati soprattutto dai bambini- era stato a dato all'interno delle ventiquattro ore successive ai controlli.

Per evitare il rischio di contagio, Pechino ha deciso di sospendere momentaneamente le importazioni dei prodotti Fonterra, anche se, secondo quanto riporta il gruppo stesso in un comunicato, non ci sarebbe un vero e proprio bando nei confronti dei prodotti provenienti dall'industria casearia neozelandese. "Il ministero per le Industrie Primarie -spiega Fonterra- ha confermato che la Cina non ha chiuso il mercato ai prodotti caseari neozelandesi e che la Cina è stata abbastanza chiara sui prodotti Fonterra che sono stati temporaneamente sospesi". Tra questi non ci sarebbe il latte in polvere.

Al centro dello scandalo ci sono le WPC, proteine del siero del latte concentrate, che sono state contaminate con Clostridum Botulinum, il batterio responsabile del botulismo. All'origine del pericolo, secondo le indagini condotte da Fonterra, ci sarebbe una condotta di una fattoria neozelandese che è stata poco utilizzata, e la cui pulizia non sarebbe riuscita a disinfettarla. I problemi sarebbero iniziati già prima, nel maggio scorso, dopo che era stata evidenziata una prima contaminazione di WPC, ma i risultati delle analisi non avevano riscontrato la presenza del batterio.

La sospensione temporanea dei prodotti a marchio Fonterra ha avuto risvolti anche su altri due giganti del settore industriale: la Dumex Baby Food di proprietà del gruppo Danone e l'azienda di bevande di Hangzhou Wahaha del miliardario Zong Qinghou. Entrambi i gruppi usano i composti provenienti dalla Nuova Zelanda per i loro preparati. Dumex ha già reso noto che ritirerà dal commercio in Cina tutti i prodotti realizzati con i composti provenienti dalla partita Fonterra incriminata: si tratta, secondo i calcoli dell'azienda, di 664 tonnellate di composti a base di latte per bambini. Anche la Coca Cola è rimasta coinvolta nello scandalo, anche se solo con una quantità pari a 25 chilogrammi, utilizzata per la produzione delle bevande Minute Maid, il cui processo di lavorazione, ha rassicurato il gruppo, richiede la sterilizzazione del composto.

Oltre alla Cina, i prodotti Fonterra sono stati esportati anche in Thailandia, Malaysia, Vietnam e Arabia Saudita. La Cina resta, però, il primo mercato di sbocco per Fonterra, con circa nove miliardi di dollari di esportazioni all'anno nel Dragone. Spierings ha voluto esprimere il rammarico del gruppo per il pericolo di botulismo che si è diffuso in Cina. "Siamo veramente rammaricati del pericolo e dell'ansia provocati -ha fatto ammenda il CEO del gruppo- Comprendiamo perfettamente le preoccupazioni di genitori e altri consumatori in tutto il mondo. I genitori hanno tutto il diritto di sapere che i prodotti per l'infanzia sono innocui e sicuri".


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