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Cina annuncia inchiesta
anti-dumping vino Ue

Cina annuncia inchiesta <br />anti-dumping vino Ue


di Eugenio Buzzetti


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Pechino, 2 lug. - La Cina ha annunciato formalmente che condurrà indagini anti-dumping sul vino importato dall'Unione Europea. Lo ha comunicato il ministero del Commercio cinese attraverso un comunicato comparso sul suo sito web. Le indagini dureranno un anno ma potranno estendersi, "a causa di speciali circostanze" fino al 1 gennaio 2015. Scopo dell'inchiesta, che nasce su reclamo della China Alcoholic Drinks Association -un consorzio di produttori locali- presentato il 15 maggio scorso, sarà quello di determinare se i produttori di vino europei hanno goduto di sussidi impropri da parte delle autorità della Ue. La Cina conta per l'8,6% del vino esportato dall'Unione Europea, in gran parte dalla Francia: nel solo 2011, Pechino è diventato il primo importatore al mondo dei vini di Bordeaux, le cui importazioni sono cresciute nel 2011 del 110%. L'Italia nel 2012 ha esportato vino in Cina per 77 milioni di euro.

 

Il primo annuncio di un'inchiesta sul vino europeo era arrivato da parte del ministero del Commercio cinese il 5 giugno scorso a poche ore di distanza dall'introduzione di dazi provvisori da parte della Commissione Europea nei confronti dei produttori di pannelli solari cinesi. L'accusa nei loro confronti è quella di avere usufruito di sussidi governativi impropri per esportare sotto costo i pannelli solari nell'Unione Europea fino ad arrivare a coprire una fetta di mercato tra il 2009 e il 2011 pari all'80%. Le indagini cinesi sul vino europeo vengono considerate come una mossa di rappresaglia per i dazi sui pannelli solari. Il 21 giugno scorso, si era recato in visita a Pechino er rasserenare l'atmosfera il Commissario europeo al Commercio, Karel De Gucht, da cui era partita la proposta di dazi provvisori al 47,6% per i produttori di pannelli solari cinesi. Dopo un incontro con il ministro del Commercio cinese Gao Hucheng, era stata espressa da entrambe le parti la volontà di collaborare alla risoluzione della disputa atravreso i negoziati.

 

La Commissione Europea, il 4 giugno scorso, aveva fissato i dazi provvisori nei confronti degli esportatori cinesi di celle e moduli solari: fino al prossimo 6 agosto, i dazi provvisori saranno dell'11,8%. Dal 6 agosto prossimo i dazi saranno pari al 47,6%, come precedentemente annunciato proprio da De Gucht. Entro dicembre, la Commissione potrà decidere se estendere i dazi per i prossimi cinque anni. Il ministero del Commercio di Pechino ha reso noto in un comunicato che "seguirà i principi di apertura, giustizia e trasparenza" e che rispetterà i "diritti di tutte le parti". Le indagini, rassicura il ministero, saranno svolte "su fatti oggettivi, in accordo con le leggi e i regolamenti inerenti". L'interscambio Cina-Ue è stato nel 2012 di 417 miliardi di euro, un dato che ha confermato l'eurozona come il primo partner commerciale del Dragone, nonostante un calo del 3,7% su base annua.

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