Finanza

TONFO DEL 7% IN BORSA, 2016 APRE IN ROSSO

TONFO DEL 7% IN BORSA, 2016 APRE IN ROSSO


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest

 

Pechino, 4 gen. - Crollano le Borse cinesi nel primo giorno di contrattazioni del 2016, azionando per la prima volta il sistema di interruzione dei mercati nel giorno del suo esordio. Gli scambi sulle piazze di Shanghai e di Shenzhen sono stati sospesi alle 13.28 di oggi - le 6.28 del mattino in Italia - dopo che le azioni sono calate di oltre il 7%, azionando il sistema di interruzione dei mercati - attivo da oggi - che prevede l'interruzione delle contrattazioni fino a fine giornata nel caso di ribassi (o di rialzi) superiori al 7% dei titoli dell'indice Csi 300, che calcola la performance dei trecento maggiori titoli cinesi di classe A quotati sia a Shanghai che a Shenzhen. L'indice Composite della Borsa di Shanghai si è fermato a 3296,66 punti, in ribasso del 6,98%, mentre la Borsa di Shenzhen è crollata dell'8,2%, prima della fine anticipata delle contrattazioni. L'interruttore di mercati era già stato azionato nel corso della seduta, con un'interruzione di quindici minuti dopo le emorragie delle prime ore di contrattazioni: a metà mattina, ora locale, Shanghai perdeva oltre il 4%, mentre Shenzhen segnava un ribasso del 5,22%.

 

Il calo di oggi è il più grave dal 27 novembre scorso, quando la Borsa di Shanghai aveva perso il 5,48%, la perdita più ampia in una singola giornata di contrattazioni dal 25 agosto scorso. A incidere sui cali di oggi ci sono le cattive performance del manifatturiero: l'indice Pmi calcolato da Caixin ha segnato un'ulteriore contrazione a dicembre, per il quinto mese consecutivo, sceso a quota 48,2 dal 48,6 a novembre. Ogni dato al di sotto del valore 50 indica una contrazione del mercato, mentre al di sopra di questa soglia si registra un'espansione. Inizio d'anno negativo anche per le altre piazze asiatiche. Poco prima della chiusura viaggia negativa anche Hong Kong, con l'indice Hang Seng in ribasso del 2,7%; a Tokyo perde 528,73 punti anche il Nikkei 225, che termina in ribasso del 3,06%, ai minimi da quasi dieci settimane.

 

Il "circuit breaker" dei mercati cinesi è stato testato il mese scorso, dopo la decisione di introdurlo a settembre. Per fermare i crolli delle piazze cinesi della scorsa estate, il governo cinese era intervenuto pesantemente sui mercati, introducendo forti restrizioni per i gruppi di intermediazione finanziaria e impedendo le vendite allo scoperto. Il circuit breaker entra in azione quando le azioni dell'indice Csi 300 scendono di oltre il 5%, fermando le contrattazioni per quindici minuti, o quando scendono del 7%, ponendo fine alla seduta. Il crollo di oggi arriva a pochi giorni dal termine dei sei mesi dall'introduzione del divieto di vendere azioni da parte di investitori che detengono oltre il 5% di azioni di un titolo, annunciato a luglio scorso dalla China Securities Regulatory Commission, la "Consob" cinese: ancora non è chiaro se il divieto verrà esteso o eliminato e il mancato intervento del governo per sostenere il prezzo delle azioni viene visto da alcuni analisti anche come un banco di prova per testare la reazione degli investitori istituzionali nel caso di termine del divieto.


BORSE EUROPEE: CHIUDONO IN FORTE CALO PER CINA E TENSIONI M.O.

 

Chiusura in forte calo per le borse europee a causa del calo delle piazze cinesi e delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran. Il 2016 non si apre bene per le piazze finanziarie del vecchio continente, a Londra l'Ftse 100 cede il 2,39% a 6.093,43 punti, a Parigi il Cac 40 arretra del 2,47% a 4.522,45 punti, a Francoforte il Dax perde il 4,28% a 10.283,44 punti. In calo anche Milano a -3,20%. In forte ribasso Wall Street con il Nasdaq a -3,02% e il Dow Jones a -2,49%.

 

04 GENNAIO 2016

 

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