Finanza

FED ALZA TASSI, NON ACCADEVA DA NOVE ANNI
Borse chiudono in positivo, Shanghai +1,81%

FED ALZA TASSI, NON ACCADEVA DA NOVE ANNI<br />Borse chiudono in positivo, Shanghai +1,81%


Washington, 17 dic. - La Federal Reserve ha, come previsto, alzato i tassi di interesse dei Fed Funds dello 0,25%, portandoli quindi in una banda tra lo 0,25% e lo 0,50% dal precedente range tra zero e 0,25%. Era da nove anni che il costo del denaro in Usa non veniva aumentato.

 

Alla luce delle previsioni sull'economia Usa, i prossimi rialzi dei tassi di interesse saranno "solo graduali", sottolinea la banca centrale Usa in una nota, aggiungendo che la decisione di oggi di aumentare il costo del denaro e' stata unanime. La Fed prevede che "le condizioni economiche si evolveranno in una maniera che garantira' solo aumenti graduali dei tassi", si legge nella nota diramata dalla Fed, "con aggiustamenti graduali della politica monetaria, l'attivita' economica si espandera' a un ritmo moderato e il mercato del lavoro si rafforzera'".

 

"Nel determinare i tempi e l'ammontare dei futuri cambiamenti nei tassi", la Fed "valutera' le condizioni e le previsioni relative agli obiettivi relativi a occupazione e inflazione". A tale proposito la Fed e' "ragionevolmente fiduciosa che l'inflazione risalira' gradualmente" fino ad arrivare "al 2% nel medio termine". "I recenti indicatori del mercato del lavoro hanno confermato che il sottoutilizzo delle risorse umane sul mercato del lavoro e' calato in maniera notevole dall'inizio dell'anno", osserva ancora la Fed.

 

Qualche indicazione sulla tabella di marcia dei futuri rialzi arriva dal sondaggio tra i membri del direttivo Fed sul tasso di interesse ritenuto "appropriato" negli anni a venire, pari all'1,375% a fine 2016, al 2,375% a fine 2017 e al 3,25% a fine 2018, con un obiettivo di medio termine del 3,5%.
La Federal Reserve ha migliorato le previsioni sulla crescita del Pil e sul tasso di disoccupazione Usa, visti ora rispettivamente al 2,4% e al 4,7% nel 2016 (+2,3% e 4,8%, secondo le stime precedenti). Invariate le stime sul 2015 (Pil +2,1%, disoccupazione al 5%) e sul 2017 (Pil +2,2%, inflazione stabile al 4,7%).
Riviste al ribasso le stime sull'inflazione 'core', attesa all'1,3% nel 2015 (1,4% secondo le precedenti previsioni), all'1,6% nel 2016 (1,7% in precedenza), all'1,9% nel 2017 e al 2% nel 2018.

 

Wall Street accelera e torna in netto rialzo, dopo una fase altalenante, in seguito all'annuncio della Fed.  Anche il dollaro avanza. L'euro passa di mano per 1,0895 dollari, scendendo sotto quota 1,09, mentre lo yen scende a quota 122,24 sul biglietto verde. La decisione avra' un impatto sul commercio cinese anche se ancora non quantificabile. Lo sostiene il ministero del Commercio di Pechino, che ha cosi' commentato oggi l'innalzamento dei tassi di interesse annunciato nelle scorse ore dal governatore della Federal Reserve, Janet Yellen. Occorreranno "ulteriori analisi per determinare l'entita'" dell'impatto sul commercio cinese, ha spiegato infine il ministero del Commercio di Pechino. Impatto limitato, invece, sull'economia mondiale, secondo Zeng Gang, direttore della divisione di ricerche bancarie dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali



Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest 

 

Borse asiatiche chiudono in rialzo dopo decisione della Fed, Shanghai +1,81%

 

Chiusura in positivo, oggi, per le piazze asiatiche, dopo l'annuncio del governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, di alzare i tassi di interesse sul dollaro di un quarto di punto. In Cina, l'indice Composite della Borsa di Shanghai ha chiuso in rialzo dell'1,81% a 3580 punti, mentre Shenzhen ha guadagnato il 2,51%. In forte rialzo anche Tokyo, con il Nikkei 225 che ha segnato un aumento dell'1,59% a fine seduta. Positiva anche la Borsa australiana, che ha chiuso a +1,6%. La Cina ha anche permesso il decimo deprezzamento consecutivo dello yuan, oggi ai minimi degli ultimi quattro anni e mezzo: la banca centrale cinese ha fissato la parità sul dollaro a 6,4757, in calo dello 0,2% rispetto al precedente midpoint, a quota 6,4626.

 

I governi della regione valutano intanto con reazioni contrastanti i possibili effetti della mossa annunciata nella notte, secondo il fuso orario locale, da Janet Yellen. La decisione della Federal Reserve avrà un impatto limitato e in generale "non grande" sull'economia sud-coreana, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze sud-coreano, Joo Hyung-hwan. Per Tokyo, invece, la prima reazione all'innalzamento dei tassi è positiva, in linea generale: "non è una cosa cattiva per l'economia giapponese", ha commentato il portavoce del governo giapponese, Yoshihide Suga. Impatto ancora da quantificare, invece, per Pechino, con il Ministero del Commercio che ha commentato la decisione della Fed spiegando che occorrono "ulteriori analisi" per stabilire l'entità degli effetti sul commercio cinese

 

Impatto sul commercio cinese da quantificare

 

La decisione all'unanimità della Federal Reserve di alzare i tassi di interesse di un quarto di punto avrà un impatto sul commercio cinese anche se ancora non quantificabile. Lo sostiene il Ministero del Commercio di Pechino, che ha così commentato oggi l'innalzamento dei tassi di interesse annunciato nelle scorse ore dal governatore della Federal Reserve, Janet Yellen. Occorreranno "ulteriori analisi per determinare l'entità" dell'impatto sul commercio cinese, ha spiegato infine il Ministero del Commercio di Pechino.

 

Impatto limitato, invece, sull'economia mondiale, secondo Zeng Gang, direttore della divisione di ricerche bancarie dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali (Cass). Il maggiore think-tank del gigante asiatico ritiene "improbabile" che l'innalzamento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve possa "causare grandi disturbi" all'economia globale perché "largamente atteso". Il tono rassicurante delle parole dell'analista cinese - comparse sull'organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, il Quotidiano del Popolo - arriva a poche ore dalle previsioni della People's Bank of China, la banca centrale cinese, sulla crescita della seconda economia del pianeta per il 2016: ieri, a poche ore dall'annuncio della Fed di alzare i tassi, aveva fissato al 6,8% il tasso di crescita della Cina per il nuovo anno, solo di poco inferiore alle attese per il 2015, al 6,9%. 

 

Yuan ai minimi da quattro anni e mezzo

 

Yuan ai minimi da quattro anni e mezzo dopo la decisione della Federal Reserve di alzare di un quarto di punto i tassi di interesse. La banca centrale cinese, People's Bank of China, ha fissato la parità sul dollaro a quota 6,4757, ai livelli più bassi dal giugno 2011, in calo dello 0,2% rispetto al precedente tasso di midpoint, a 6,4626 sul biglietto verde. Il nuovo deprezzamento dello yuan è da imputare, secondo i trader, al rafforzamento del dollaro sui mercati globali, che ha guadagnato sullo yen e sull'euro dopo l'annuncio del governatore della Fed, Janet Yellen.

 

Venerdì scorso, la banca centrale cinese aveva annunciato l'avvio della pubblicazione del cambio della valuta cinese rispetto a un paniere di tredici valute, una mossa che porta a un indebolimento del renminbi, altro nome della valuta cinese, rispetto al dollaro. Nel nuovo paniere, il biglietto verde conta per il 26,4%, l'euro per il 21,39% e lo yen per il 14,68%.

 

LEGGI ANCHE

 

BORSE IN LIEVE RIALZO IN ATTESA DELLA FED

 

CINA: ECONOMIA SI STABILIZZA PRIMA DEL RIALZO TASSI FED


ALTRI ARTICOLI

 

WUZHEN, AL VIA WORLD INTERNET CONFERENCE 
Xi: rispetto per sviluppo di ogni Paese e più ordine

 

BORSE IN LIEVE RIALZO IN ATTESA DELLA FED

 

LI CHIEDE COOPERAZIONE ANTI-TERRORISMO AI LEADER SCO  

 

LETTERA DI MAO NEL 1937 ALL'ASTA PER 600MILA STERLINE


 

@Riproduzione riservata

每日意大利

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business
ABO About Oil
medi telegraph
Guida Monaci