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Dagong: Europa in Cina
punti su energia e auto

Dagong: Europa in Cina<br />
punti su energia e auto


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella



Roma, 29 mag.- La rapida crescita industriale della Cina rappresenta una grande opportunità per le aziende europee. Soprattutto per quelle che operano nel settore energetico, delle telecomunicazioni e automobilistico.  Lo assicurano gli analisti di Dagong Europe, branca europea con sede a Milano dell’agenzia di rating del Drago Dagong Global Credit Rating Co. che si contrappone alle tre sorelle del rating Fitch, Moody’s e Standard and Poor’s – uno strumento che attraverso le analisi rifletta il punto di vista di Pechino -. L’agenzia focalizzata sull’Europa è stata fondata nel 2012 in joint-venture con il fondo Mandarin Capital. E ieri, proprio nel capoluogo meneghino ha presentato all’Associazione della Stampa Estera di Milano la prima serie di Dagong Europe Industry Compass: analisi di settore che combinano una panoramica sulle principali industrie europee allo sviluppo e opportunità di business in Cina.

“L’Italia è la terza economia dell’eurozona, con un PIL di 1.370 miliardi di euro nel 2013 – ha osservato il direttore generale di Dagong Europa Ulrich Bierbaum – Ma c’è un’altra economia ancora più consistente nel lontano Oriente: l’economia cinese, con un PIL di 9.310 miliardi di dollari nel 2013, motivo per il quale la Cina è spesso nei titoli delle prime pagine delle testate giornalistiche”. E uno dei motivi principali, continua Bierbaum, “è perché la Cina è alla ricerca di investimenti in Europa”. “Questa risulta una prospettiva promettente per molti paesi europei tra cui l’Italia” che nel 2011 contava “un flusso di investimenti diretti da Pechino di appena 450 milioni di dollari americani”. Ma la Cina è un paese in rapido sviluppo  con enormi riserve in valuta estera – oltre 3.800 miliardi di dollari nel 2013 – e che continuerà a investire all’estero, creando “potenziali win-win situations sia per gli investitori cinesi che per le aziende europee”.

E’ in questo contesto che si colloca Dagong Europe, il cui ruolo “è quello di soddisfare la domanda di informazioni finanziarie relative alla Cina” ha sottolineato il direttore. Per Richard Miratsky, capo del team di analisi di Dagong Europe, il bisogno della Cina di combattere l’inquinamento, accrescere le tecnologie produttive e ridurre la dipendenza energetica dall’estero incontra le necessità europee di ampliare i loro mercati.

E’ questo il caso ad esempio dell’industria dell’automotive la cui forte domanda dalla Cina rappresenta la terra promessa dei marchi europei. Lo scorso anno oltre 4,5 milioni di macchine sono state vendute sul mercato cinese e, nonostante un rallentamento previsto rispetto al +15% dello scorso anno, il potenziale di espansione resta alto. Importanti anche le prospettive per l’industria farmaceutica: in Cina l’aumento delle spese sanitarie, causate dall’invecchiamento della popolazione, da migliori stili di vita e dalla rapida urbanizzazione, attraggono investimenti internazionali.

Buone anche le opportunità nel settore delle telecomunicazioni che, sebbene al momento sia completamente nelle mani delle compagnie nazionali, apre nuovi spazi nell’ambito del continuo ammodernamento delle infrastrutture richiesto e nel supporto alle attività. Infine la fame di petrolio e gas combinata alla necessità di supplire la domanda di energia elettrica e ridurre la dipendenza dal carbone rappresenta un ottimo vantaggio per gli operatori high-tech del Vecchio Continente.

Quanto al lavoro di Dagong in Italia entro l’anno – ha assicurato Bierbaum – è in arrivo la copertura con rating di almeno due società italiane attive nei settori finanziario e assicurativo. “Siamo molto giovani e al momento emettiamo rating solo di due aziende in Europa, Banco Spirito Santo in Portogallo e Euler Hermes, controllata francese di Allianz”.

29 maggio 2014

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