Finanza

Da gennaio l'interruttore
delle Borse contro crolli

Da gennaio l interruttore <br />delle Borse contro crolli


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 4 dic. - La Cina vara l'interruttore di mercati azionari. Da gennaio prossimo, scrive il magazine economico-finanziario Caixin, entrerà in funzione un meccanismo di interruzione delle contrattazioni per fermare le emorragie in Borsa e prevenire eventuali crolli. Il sistema sarà attivo sulle due piazze di Shanghai e di Shenzhen, che la scorsa estate hanno bruciato migliaia di miliardi di dollari in poche settimane, dopo che a giugno i mercati cinesi avevano raggiunto i massimi degli ultimi sette anni con guadagni del 150% a partire dall'estate del 2014.

In base a una bozza di regolamentazione del sistema i cui contenuti erano stati diffusi nel settembre scorso dall'agenzia Xinhua, il "circuit breaker" dei mercati sospenderà per trenta minuti le contrattazioni nel caso di una variazione al rialzo o al ribasso di oltre il 5% dei titoli quotati; nel caso di rialzi o ribassi superiori al 7%, terminerà la seduta. Il benchmark che verrà utilizzato sarà l'indice Csi 300 - che calcola le prestazioni dei trecento maggiori titoli di classe A quotati sulle piazze cinesi - secondo quanto concordato già a inizio settembre dalle borse di Shanghai e Shenzhen e dalla China Financial Futures Exchange. Il meccanismo potrà essere utilizzato una volta sola al giorno. Non cambia nulla, invece, per il limite di rialzo o ribasso dei singoli titoli, che rimane soggetto al tetto del 10% giornaliero.

La scorsa estate, i crolli delle borse cinesi hanno fatto tremare i mercati azionari mondiali e il governo di Pechino era intervenuto direttamente per salvare i mercati con l'introduzione di forti restrizioni nei confronti degli intermediari finanziari. Venerdì scorso, la Borsa di Shanghai ha perso il 5,5%, il calo più ampio in una singola giornata da agosto scorso, dopo gli annunci delle indagini per violazioni disciplinari durante i crolli luglio e agosto nei confronti di tre dei maggiori broker cinesi, Guosen, Citic e Haitong. Poche ore prima, la China Securities Regulatory Commission aveva vietato ai broker di operare sui mercati azionari utilizzando i derivati dopo la scoperta dei conti gonfiati di Citic Securities che aveva sovrastimato il proprio portafoglio di titoli derivati di 166 miliardi di dollari tra aprile e settembre scorsi.

 

04 DICEMBRE 2015

 

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