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Carte credito straniere
potranno aprire uffici clearing

Carte credito straniere<br /> potranno aprire uffici clearing


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 23 apr. - La Cina rompe il monopolio delle carte di credito. Dal prossimo 1 giugno, il governo cinese accetterà le richieste di società straniere per potere aprire uffici di clearing su suolo cinese. A tutt'oggi soltanto UnionPay può operare direttamente su territorio cinese, mentre anche giganti internazionali del calibro di Visa e Mastercard possono solo gestire le operazioni dall'estero. La liberalizzazione è stata definita dalla banca centrale come una "apertura su vasta scala" che fungerà da stimolo anche per il settore domestico delle carte di credito private e arriva tre anni dopo il reclamo statunitense al Wto per discriminazione degli operatori stranieri sul territorio cinese.

Per potere richiedere la licenza i gruppi che intendono entrare nel mercato cinese dovranno soddisfare una serie di requisiti: avere un capitale registrato in Cina di almeno un miliardo di yuan, poco più di 150 milioni di euro; disporre di asset non inferiori ai due miliardi di yuan nei dodici mesi precedenti alla presentazione della richiesta di licenza per operare in Cina, e avere un'esperienza nel settore di almeno cinque anni, con bilanci in attivo per almeno tre anni consecutivi. Alla fine del 2014, in Cina circolavano quasi cinque miliardi di carte bancarie e il valore delle transazioni operate con carte di credito e di debito ha sfiorato i 450mila miliardi di yuan (67.633 miliardi di euro).

Secondo gli ultimi calcoli ufficiali, il settore è ogi largamente in mano a UnionPay, che percepisce commissioni comprese tra il 10% e il 30% per ogni transazione interbancaria effettuata attraverso carte bancarie in Cina. UnionPay sta andando incontro a un processo di internazionalizzazione che ha portato il sistema di pagamenti cinese a operare anche in templi dello shopping come i magazzini Harrod's di Londra o il duty-free dell'aeroporto di Singapore. A fine 2014, il valore complessivo delle transazioni via UnionPay aveva raggiunto quota 41mila miliardi di yuan, pari a 6167,6 miliardi di euro.

 

23 aprile 2015

 

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