Finanza

Borse, Shanghai -5,5, peggiore
performance da agosto

Borse, Shanghai -5,5, peggiore <br />performance da agosto


Di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 27 nov. - Chiusura in forte calo per la Borsa di Shanghai, che ha segnato oggi la peggiore performance dal crollo del 25 agosto scorso, chiudendo in perdita del 5,48%, a 3436,30 punti. Ancora peggio è andata a Shenzhen, che ha perso a fine seduta il 6,31%. Sulla performance della Borsa di Shanghai pesano anche le indagini nei confronti di due dei maggiori broker cinesi: Guosen Securities e Citic Securities, che ha perso il 10% nella giornata di oggi. Nella notte, ora locale, entrambi i gruppi avevano diramato comunicati per confermare le indagini nei loro confronti da parte della China Securities Regulatory Commission, la "Consob" cinese. Sotto indagine c'è poi anche un altro grande gruppo dell'intermediazione finanziaria cinese, Haitong Securities, il cui titolo è stato sospeso dalle contrattazioni.

Nel bilancio della giornata, ci sono da includere anche diciannove titoli quotati alla Borsa di Shanghai che hanno subito perdite di oltre il 6%, nella giornata di oggi. A pesare sulle performance della Borsa di Shanghai anche gli ultimi dati provenienti da Pechino che segnano una forte contrazione a ottobre nei dati dei profitti industriali, in calo del 4,6% su base annua. A settembre i profitti industriali avevano segnato una contrazione moto inferiore, dello 0,1%. Nel periodo compreso tra gennaio e ottobre scorsi, i profitti industriali cinesi sono scesi del 2% rispetto ai valori riscontrati nello stesso periodo del 2014, a quota 4870 miliardi di yuan, 717,5 miliardi di euro.

In calo anche lo yuan, che ha segnato il deprezzamento sul dollaro più ampio degli ultimi tre mesi, in attesa della decisione del Fondo Monetario Internazionale, prevista per lunedì prossimo, sull'inclusione della valuta cinese nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo, assieme al biglietto verde, all'euro, alla sterlina e allo yen. Il calo dei profitti industriali è un nuovo segnale del rallentamento economico di Pechino: nel terzo trimestre 2015 la Cina è cresciuta del 6,9%, un dato ragguardevole rispetto ai tassie i crescita di molte economie occidentali, ma in calo rispetto al 7% totalizzato nei primi due trimestri, e ai minimi degli ultimi sei anni e mezzo. Il primo ministro Li Keqiang, nei giorni scorsi aveva rinnovato la propria fiducia sull'economia nazionale, che sarebbe vicina a raggiungere l'obiettivo del 7% di crescita nel 2015. Per sostenere l'economia, la banca centrale cinese, ha operato da novembre 2014 diversi tagli ai tassi di interesse e ai requisiti i riserva obbligatori delle banche.

Stretta sui broker, Csrc vieta finanziamenti con i derivati

E' stato segnato soprattutto dalla nuova stretta sui broker cinesi il tonfo di oggi della Borsa di Shanghai, che ha perso il 5,48% segnando la peggiore performance dai crolli dell'agosto scorso. Nelle scorse ore sono finiti sotto indagine i tre tra i maggiori broker cinesi: Citic, Guosen e Haitong, quest'ultima costretta a sospendere le contrattazioni nella giornata di oggi sia a Shanghai che a Hong Kong. Nella tarda serata di ieri, ora locale, la China Securities Regulatory Commission, l'ente regolatore del mercato azionario cinese, ha vietato ai broker di finanziare le proprie operazioni sul mercato azionario utilizzando i derivati. La decisione sarebbe stata presa dopo la scoperta nei giorni scorsi dei conti gonfiati di Citic, colpevole di avere sovrastimato il proprio portafoglio di titoli derivati di 166 miliardi di dollari tra aprile e settembre scorso, errore che l'agenzia di brokeraggio imputa a un "aggiornamento del sistema operativo" del gruppo.

Il sistema finanziario cinese è in queste settimane nel mirino della Commissione Disciplinare. Sotto indagine, da giorni, anche il numero due della stessa Csrc, Yao Gang. Dalla scorsa estate, con i primi crolli di Borsa, il governo ha cominciato una campagna contro le "cattive pratiche" sul mercato azionario che hanno colpito soprattutto le vendite allo scoperto e le agenzie di intermediazione finanziaria. A finire in manette anche personaggi noti a livello nazionale come guru della finanza: è il caso di Xu Xiang, il miliardario general manager di Zexi Investment Management, arrestato a inizio novembre mentre si trovava in viaggio tra Shanghai e Ningbo, nella Cina orientale. Da più di una settimana, non si hanno invece, notizie di Yum Fung, Ceo di Guotai Junan International Holdings. A settembre, era finito indagato per insider trading l'ex presidente di Citic Securities, Cheng Boming, assieme ad altri sei top manager del gruppo.

 

27 NOVEMBRE 2015

 

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