Finanza

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Borse in risalita
dopo il taglio dei tassi

Borse in risalita <br />dopo il taglio dei tassi


di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 11 mag. - Piazze cinesi in risalita, oggi, dopo il taglio dei tassi di interesse operato ieri dalla People's Bank of China.  L'indice CSI 300 è cresciuto del 2,9%, oggi a fine seduta, mentre l'indice Composite di Shanghai ha guadagnato il 3%. Più contenuto, invece, l'aumento dell'Hang Seng di Hong Kong, che guadagna lo 0,7%. A trainare il rialzo sono stati sopratutto i titoli relativi ai gruppi immobiliari e di infrastrutture. Il taglio dei tassi di interesse era largamente preciso da analisti e trader, dopo la pubblicazione dei dati del primo trimestre, che hanno visto l'economia cinese crescere del 7%, al ritmo più basso dal 2009, seppure sempre ragguardevole rispetto ai tassi di crescita di molti Paesi in Occidente.

La banca centrale, ieri, ha tagliato di 25 punti base i tassi di interesse sui prestiti a un anno, al 5,1%, e i tassi di deposito, al 2,25%: si tratta del terzo taglio ai tassi di interesse dal novembre scorso, al quale si sono affiancati negli scorsi mesi anche due tagli dei requisiti di riserva obbligatori delle banche per favorire l'accesso al credito. Il taglio dei tassi, arrivato a un giorno di distanza dall'ultimo dato sull'inflazione, all'1,5% ad aprile, sarà seguito, secondo gli analisti da nuove misure mirate per convogliare capitali verso i settori più produttivi dell'economia. Tra gli obiettivi del taglio di ieri c'è anche quello di contrastare la tendenza alla deflazione: in base al rapporto trimestrale della banca centrale, la media ponderata dei tassi di prestito è scesa di 22 punti base, al 6,56%, a un ritmo più lento di quello dell'inflazione, scesa di 33 punti base, con il risultato di avere un tasso di interesse effettivo più alto del previsto nei primi tre mesi dell'anno, nonostante i due tagli di novembre e febbraio scorsi.

Per il futuro, gli analisti prevedono nuove misure di alleggerimento - come possibili nuovi tagli al coefficiente di riserva obbligatorio delle banche - che avrebbero l'effetto di un mini Qe, nonostante la banca centrale cinese, proprio venerdì scorso escludesse il ricorso a misure di allentamento monetario simili al quantitative easing per contrastare le pressioni al ribasso di cui risente l'economia. Con gli strumenti a disposizione, aveva spiegato l'istituto diretto da Zhou Xiaochuan, la Cina potrà "mantenere un appropriato livello di liquidità e raggiungere una crescita ragionevole in termini di liquidità monetaria, credito e aggregato finanziario sociale".

 

11 maggio 2015

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