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BANCHE: FINISCE L'ERA DEI PRESTITI FACILI
Panico in una filiale del Zhejiang, clienti in fila per maxi prelievo

BANCHE: FINISCE L ERA DEI PRESTITI FACILI <br />Panico in una filiale del Zhejiang, clienti in fila per maxi prelievo


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest

 


Pechino, 26 mar. - Le banche cinesi mandano segni di freddezza alle aziende, e diventano più selettive prima di concedere i finanziamenti alle imprese. È il risultato di un sondaggio condotto da Reuters su circa 80 imprese cinesi che hanno debiti elevati o problemi di sovrapproduzione. Solo quindici di queste imprese hanno deciso di parlare con l'agenzia di stampa occidentale, ma le risposte al questionario sulle situazione dei prestiti alle aziende sono quasi sempre le stesse, e si traducono in un dato di fatto: le banche concedono finanziamenti di entità inferiore rispetto al passato, e a interessi più elevati, con una richiesta di maggiori garanzie.

La nuova politica di prestiti delle banche significa una cosa soprattutto: l'era dei prestiti facili è finita, o sta finendo, in Cina, come vuole la banca centrale, che manda segnali in questo senso da diverso tempo. Uno dei più chiari è del giugno dello scorso anno, quando il credit crunch aveva minato il sistema finanziario e l'istituto diretto da Zhou Xiaochuan, in un comunicato, aveva sostanzialmente detto agli istituti di credito più esposti di arrangiarsi, salvo poi fare marcia indietro pochi giorni dopo e iniettare liquidità nel settore finanziario per scongiurare la crisi sistemica.

Erano poi arrivate, a novembre, le riforme finanziarie del terzo plenum, con l'apertura del settore ai privati, confermata nelle scorse settimane, a rendere ancora più chiaro il messaggio del governo sul cambio di passo nella finanza cinese. E i segnali che le istituzioni non fungeranno per sempre da ciambella di salvataggio per il credito concesso in maniera disinvolta dalle singole banche, dimostra il sondaggio della Reuters, si stano tramutando in realtà anche per le imprese di Stato, fino a ieri avvantaggiate da un accesso al credito facilitato rispetto ai privati. "I tassi di interesse sono al 10% per l'intero comparto" spiega un dirigente di PKU HeathCare, riferendosi al settore della sanità. "Ottenere prestiti sta diventando più difficile e oneroso". Gli fa eco un funzionario di Elec-Tech, azienda che produce oggetti per la casa. "Lo scorso anno, le banche ci facevano gli sconti sui tassi di interesse - spiega - Quest'anno probabilmente non ce ne saranno. Sembra che le banche non stiano concedendo prestiti e che i loro controlli siano diventati più rigorosi".

Già poche settimane fa, erano arrivati segnali ancora più precisi di un cambiamento di rotta nella finanza. Le autorità regolatrici non si erano opposte al default del primo corporate bond, quello della Chaori Solar di Shanghai, gruppo attivo nel settore del fotovoltaico. Il solare è tra i settori a rischio di sovrapproduzione che il governo non intende salvare in toto, ma, appunto, in maniera selettiva, favorendo il processo di fusione e acquisizione dei gruppi più piccoli e a rischio di insolvenza. La situazione non riguarda solo alcuni singoli settori nel mirino del governo, ma è più generalizzata. I debiti delle aziende cinesi sono in costante crescita: secondo gli ultimi dati disponibili elaborati dall'agenzia di rating Standard & Poor's, nel 2012, ammontavano al 134% del prodotto interno lordo, contro il 103% del 2007. La tendenza a una maggiore regolamentazione del credito viene precisata anche da un funzionario della banca di Ningbo, che conferma l'aumento dei controlli e la maggiore attenzione all'erogazione dei prestiti.

L'accesso al credito sta vivendo un momento di transizione in Cina, e coinvolge non solo i grandi nomi della finanza del Dragone, ma anche i piccoli istituti di credito locali. A destare allarme tra i singoli risparmiatori sono state alcune notizie scomparse sui media cinesi di fatti decisamente fuori dall'ordinario per il settore bancario. Nella cittadina di Yancheng, nella Cina orientale, gli sportellisti della Zhejiang Sheyang Rural Commercial bank avrebbero messo accanto a sé pile di banconote per calmare i timori dei clienti riguardo una possibile crisi del credito, e in fila da giorni davanti alla filiale.



26 marzo 2014

 

 

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