Finanza

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Banca Centrale inietta
liquidità per 120 mld di yuan

Banca Centrale inietta <br />liquidità per 120 mld di yuan


di Eugenio Buzzetti
Twitter@Eastofnowest



Pechino, 23 gen. - La Banca centrale cinese ha iniettato liquidità nel sistema finanziario per 120 miliardi di yuan, una cifra pari a 19,6 miliardi di dollari, nella giornata di oggi. Si tratta della seconda volta questa settimana, dopo l'operazione di martedì scorso: finora, la banca centrale ha iniettato nel sistema finanziario circa 62 miliardi di dollari, il valore più alto da giugno scorso. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa cinese Xinhua. Martedì scorso, la banca centrale aveva chiesto  alle banche cinesi di rafforzare la liquidità e la gestione degli asset per salvaguardare la stabilità monetaria del Paese.

L'ultima iniezione di liquidità da parte della banca centrale, prima di questa settimana, risaliva al 24 dicembre scorso. Gli sforzi dell'istituto centrale di fermare la volatilità dei mercati finanziari, hanno commentato i primi analisti, potrebbero ostacolare il processo di liberalizzazione dei tassi di interesse, obiettivo della banca centrale. La liberalizzazione dei tassi di interesse potrebbe fermare il proliferare del settore bancario ombra, ma rischierebbe di aumentare l'entità del debito del Paese. A dicembre, la banca centrale aveva mosso un ulteriore passo in questa direzione permettendo alle banche cinesi di fare trading con i propri depositi bancari attraverso l'emissione di certificati di deposito.

 

23 gennaio 2014

 

 

BANCA CENTRALE INIETTA LIQUIDITÀ


di Eugenio Buzzetti


Twitter@eastofnowest

 

Pechino, 21 gen. - A pochi giorni dall'inizio delle festività per il capodanno lunare, la banca centrale cinese ha iniettato liquidità nel sistema finanziario a breve termine per assicurare la stabilità monetaria del Paese. Lo ha annunciato lo stesso istituto in un post su Weibo, la piattaforma di social network più diffusa in Cina. La People's Bank of China ha aggiunto 255 miliardi di yuan al sistema finanziario, secondo i dati Bloomberg, pari a 31,1 miliardi di euro, una cifra superiore anche alle attese del mercato - secondo il giudizio dei primi analisti - che si aspettava un'iniezione di liquidità tra i 100 e i 200 miliardi di yuan.

La misura della banca centrale ha innescato una riduzione dei tassi di mercato a breve termine, dopo quattro aumenti consecutivi del tasso di prestito a sette giorni - a partire dal 15 gennaio scorso - che avevano generato timori sul mercato di una possibile crisi del credito entro la fine del mese. In una nota, la banca centrale ha chiesto alle banche cinesi di rafforzare la liquidità e la gestione degli asset per salvaguardare la stabilità del mercato monetario.

Gli analisti concordano nel definire la misura come un passo significativo per scongiurare una mini-crisi sistemica dopo il picco raggiunto dai tassi del mercato interbancario, e dopo le voci di possibili default dei wealth management products, anello di congiunzione tra il settore bancario ufficiale e quello ombra, che conta per circa un terzo dell'emissione totale del credito in Cina. A inizio anno, il governo cinese ha stabilito un maggiore controllo sul settore bancario ombra, anche se gli è stato riconosciuto il ruolo propulsivo nell'economia reale.

Già nella giornata di ieri, la People's Bank of China aveva annunciato il supporto alle banche cinesi con fondi per 120 miliardi di yuan, circa 14,65 miliardi di euro, per un periodo massimo di 14 giorni, attraverso il sistema del riverse-repurchase, che la Cina ha utilizzato per la prima volta nel 2005. I requisiti di riserva delle banche in Cina, invariati dal maggio 2012, sono del 20% per i grandi istituti di credito, e del 16,5% per le banche di piccole e medie dimensioni. Il panorama del credito cinese è in fase di profonda trasformazione: entro la fine dell'anno, ha reso noto l'authority del settore bancario cinese nelle scorse settimane, saranno create fino a cinque banche interamente gestite con capitali privati che dovranno accollarsi tutti i rischi collegati all'emissione del credito.



21 gennaio 2014

 

 

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